Trasporti, il sindaco di Ruvo scrive a Del Rio: «Effetto devastante su organizzazione e qualità della vita»

Foto da Facebook

La protesta social del sindaco di Ruvo Pasquale Chieco ha avuto un seguito che si è concretizzato con una lettera formale inviata all’attenzione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Del Rio.

Nella lunga missiva, inviata per conoscenza anche all’agenzia per la sicurezza delle ferrovie, all’USTIF e alla Ferrotramviaria, Chieco evidenzia il passo indietro in termini di sicurezza determinato dall’esigenza di molti pendolari a ricorrere a sistemi di trasporto alternativi al treno pur di accorciare i tempi di percorrenza per giungere a destinazione, diventati molto lunghi su rotaia, a seguito del limite imposto di 50 Km/h per i treni.

Una decisione che – evidenzia Chieco – «ha un effetto devastante per l’organizzazione e la qualità di vita, di studio e di lavoro di migliaia di persone che fino a ieri utilizzavano la Ferrotranviaria s.p.a. posto che determina un irragionevole allungamento dei tempi di percorrenza mandandoci indietro di 20 anni e costringendo tantissimi pendolari e studenti a ritornare al trasporto su gomma (autobus o autovettura o moto) e, quindi, a muoversi con un livello di sicurezza enormemente più basso del treno».

Questo il testo integrale della lettera.

Egr. Sig Ministro
nei giorni immediatamente successivi al disastro ferroviario del 12 Luglio scorso, il sottoscritto, interpretando le preoccupazioni di una comunità allarmata e disorientata, con nota n. 16801/2016, ha posto delle semplici e precise domande all’USTIF e alla Ferrotranviaria s.p.a. ritenendo doveroso dare risposte tempestive ai dubbi e alle paure provenienti da quanti si servivano e si servono quotidianamente del trasporto ferroviario sull’intera rete Bari – Barletta. In particolare, si chiedeva quali fossero le condizioni e i sistemi di sicurezza del traffico ferroviario lungo le tratte a binario doppio e unico e se il disastroso incidente avesse determinato una variazione nelle procedure di protezione e salvaguardia dell’utenza.
A questi interrogativi seguiva la chiara e perentoria risposta dell’USTIF del 2.8.2016 (che per opportuna conoscenza allego alla presente), il cui contenuto veniva poi confermato da Ferrotranviaria s.p.a., con la quale l’ufficio competente al controllo delle condizioni di sicurezza delle ferrovie in concessione affermava che “
“i sistemi di sicurezza che gestiscono il traffico ferroviario in essere sulle tratte a singolo binario citate nella vs. nota del 26 luglio sono del tipo automatico sulla Bari-Ruvo (con doppio binario da Fesca a Ruvo del tipo a blocco telefonico sulla restante parte della rete: le condizioni di tali sistemi di sicurezza sono attualmente a norma di legge ed in piena efficienza.
I sistemi di sicurezza del tipo a blocco telefonico (e le loro condizioni) che garantisco la circolazione dei treni da Ruvo a Barletta sono analoghi a quelli esistenti al momento del disastro del 12 luglio 2016 ma, con specifico ordine di servizio del Direttore di esercizio (datato 18 luglio 2016) i livelli di sicurezza sono stati implementati con miglioramento della metodologia di controllo degli incroci dei treni in stazione e con monitoraggio da parte di altro personale ferroviario.
Con la precedente miglioria in termini procedurali e di monitoraggio è plausibile stimare un notevole impatto in termini di sicurezza per i viaggiatori e per la circolazione ferroviaria in tutte quelle tratte dove il controllo resta ancora affidato all’elemento umano”

Quindi, sia il controllo automatico sulla tratta Bari-Ruvo (con doppio binario per quasi tutta la sua lunghezza: Fesca-Ruvo) che il controllo a blocco telefonico sulla tratta Ruvo-Barletta, erano secondo l’USTIF perfettamente rispondenti alle prescrizioni di sicurezza vigenti.
Fatto sta che, a seguito (pare) del decreto del 5,8.2016 del Suo Ministero, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, assunta la competenza nella materia, ha emanato la nota prot. 009956/2016, con la quale si impone il limite di velocità di 50 km/h sulle tratte ferroviarie anche a doppio binario prive del sistema SCMT.
Insomma, nel giro di poche settimane e per effetto di un cambio di competenze formali, le condizioni di sicurezza della Ferrotranviaria s.p.a. passano da sicure, nonostante l’assenza del sistema Scmt, a non sicure, proprio per l’assenza del sistema Scmt. E questo anche per la tratta a controllo automatico (e a doppio binario) Bari/Fesca-Ruvo
Ora, tengo a segnalarLe che, questa decisione, ha un effetto devastante per l’organizzazione e la qualità di vita, di studio e di lavoro di migliaia di persone che fino a ieri utilizzavano la Ferrotranviaria s.p.a. posto che determina un irragionevole allungamento dei tempi di percorrenza mandandoci indietro di 20 anni e costringendo tantissimi pendolari e studenti a ritornare al trasporto su gomma (autobus o autovettura o moto) e, quindi, a muoversi con un livello di sicurezza enormemente più basso del treno.
Le chiedo, pertanto, un Suo approfondimento circa la effettiva necessità e congruità della disposizione dell’ANSF alla luce anche delle attestazioni dei suoi uffici (USTIF) affinché, perlomeno sulla tratta a controllo automatico a binario doppio Bari/Fesca-Ruvo (stante, allo stato, l’interdizione alla circolazione della tratta a Binario unico Ruvo-Andria), possa tornarsi a tempi di percorrenza compatibili con le esigenze di migliaia di studenti e pendolari perché concretamente alternativi a quelli dell’insicuro trasporto su gomma, oggi, ridiventato più rapido di quello ferroviario.
In attesa di un suo riscontro, La saluto cordialmente.

 

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