“Storie di Claudia”, la Gerini si racconta in un musical tra l’autobiografico e il romanzato

Tutto esaurito per lo spettacolo scritto e interpretato da Claudia Gerini.

claudia gerini corato
L'attrice Claudia Gerini

Cosa c’è di meglio che raccontare la propria vita in uno spettacolo teatrale? Forse nulla, poiché spesso le storie interessanti sono quelle verosimili, che potrebbero un giorno verificarsi anche nella nostra vita. E se a questa vita, già di per sé interessante e ricca di soddisfazioni, si aggiunge anche alcuni elementi favolistici, ecco che la ricetta per uno spettacolo di successo è servita.

“Storie di Claudia”, andato scena sabato 22 aprile in un teatro Comunale tutto esaurito, scritto e interpretato da Claudia Gerini è un po’ questo: una serie di aneddoti tra l’autobiografico e il romanzato, tutti legati in qualche modo ad un personaggio, la famigerata Maria, una vicina di casa (frutto della fantasia dell’attrice romana) dal marcatissimo (forse troppo) accento bolognese, che personifica l’arte.

La sua casa piena di quadri e la sua passione per il teatro tedesco, la repulsione per la televisione e l’amore per l’arte, quella con la “A” maiuscola, iniziano all’arte la piccola Claudia, che vede nel personaggio di Maria l’eccezione alla regola, la via di fuga da una vita eccessivamente normale nella Roma periferica della metà degli anni 80, fatta di compiti di latino e pochi svaghi.

Claudia Gerini

Il personaggio di Maria e la sua casa piena di quadri e dischi, però, in alcuni punti dello spettacolo sembrano solo un espediente nemmeno troppo nascosto per inserire all’interno dello spettacolo piccole coreografie solitarie, dapprima interpretando la ballerina e cantante brasiliana Carmen Miranda (che, non si sa per quale oscura ragione parla spagnolo e non portoghese), poi l’iconica Marlene Dietrich.

Certamente la scelta di non avere un corpo di ballo, affidandosi semplicemente ad una scenografia virtuale e di cantare in playback ha reso meno efficace lo spettacolo in alcuni frangenti, ma la bravura di Claudia Gerini, nel pieno della sua maturità artistica, ha spesso oscurato questi piccoli difetti di forma. L’attrice romana, pur essendo per tutta la durata dello spettacolo l’unica sulla scena, ha saputo interpretare con estrema bravura tutti i personaggi della pièce, lasciando molto spazio alla fantasia dello spettatore.

La piccola Claudia cresce e con lei anche lo spessore dello spettacolo: dai provini di “Non è la Rai”, sostenuti con la sua amica Debora, che a molti ha ricordato l’iconica Jessica di “Viaggi di Nozze”, fino al tanto agognato successo, che la porterà sui red carpet più esclusivi d’Europa, la Gerini racconta in maniera favolistica, con qualche perla in romanesco, quanto le luci della ribalta non cambiano affatto l’essere umano, se non per quegli istanti passati su un palco o davanti ad una telecamera.

L’umanità di Claudia Gerini emerge prepotente nell’ultima parte dello spettacolo, in cui, durante un’intervista, viene a più riprese interrotta telefonicamente dalle sue due figlie, alle prese con problemi quotidiani, o quando, dopo quei 5 minuti di gloria del red carpet, più nessuno è lì ad aprirti la porta della limousine e tutti i vestiti e gioielli vengono restituiti. Come una moderna Cenerentola.

In oltre due ore di spettacolo Claudia Gerini, dimostra di essere una vera e propria “One Woman Show” e alla fine l’omaggio del pubblico le ha dato ragione. Onore e gloria a questa attrice dall’indiscussa bravura, che è stata abile a non restare intrappolata nel fortissimo personaggio di Gessica, la romanaccia compagna di uno splendido Carlo Verdone. Certamente quello resta il picco di successo della Gerini, ma nel corso degli anni ha dimostrato di essere bravissima ad interpretare praticamente tutti i ruoli, in ogni genere di film.

E al pubblico di Corato ha dimostrato anche di saperci fare con il teatro. Chapeau.

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