San Sebastiano, ovvero tutto ciò che non si sa sulla Polizia Locale

Un momento della celebrazione della festa di San Sebastiano, protettore delle Polizie Locali

Le emozioni del 12 luglio, nel racconto toccante del vice comandante Loiodice (già pubblicato sul numero de Lo Stradone di Agosto 2016), rompono il silenzio della corposa e variopinta assemblea e introducono alla celebrazione liturgica della festa di San Sebastiano martire, patrono della polizia locale.

 

La cappella gremita
La cappella gremita

Si è aperta così la consueta festa dei vigili urbani, che quest’anno si è celebrata presso la cappella RSSA Salus Infirmorum della Fondazione Oasi di Nazareth con una S. Messa presieduta da S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri e alla quale hanno preso parte anche numerose associazioni di volontariato cittadine. Un’occasione di festa interiore ed esteriore, di raccoglimento e riflessione ma anche di condivisione e convivialità.

E le sorprese non sono mancate sin dall’inizio, con lo scoprimento e la benedizione dell’inedita icona di San Sebastiano, realizzata dal maestro d’arte Franco Ventura. «Nulla nasce per caso – spiega l’artista, conosciuto sotto molteplici vesti per via dei numerosi ruoli che svolge nella società – La storia di questa icona nasce circa un anno e mezzo fa. In un servizio ambientale congiunto tra Gadit e Polizia Municipale con il vice comandante Loiodice, in località Pedale, abbiamo trovato una tavola consunta, bagnata e rovinata, mischiata in un canale tra scarti e rifiuti di vario genere. “Tu da questa tavola devi tirar fuori un San Sebastiano” mi disse Loiodice. E io l’ho presa come una scommessa».

L'artista Franco Ventura descrive il "suo" San Sebastiano
L’artista Franco Ventura descrive il “suo” San Sebastiano

Passa un po’ di tempo, la tavola fa nuovamente capolino e con essa si rinnova la richiesta. Così nei giorni di Natale appena trascorsa il San Sebastiano ha preso vita.

«Ho voluto rimarcare i tratti naturali della tavola – illustra Franco Ventura – lasciando i pezzi rotti così com’erano. Questo per rispettare l’antico e riallacciarmi alla frase di Cristo “pietra scartata diventata pietra d’angolo”. Una semplice tavola, legno di scarto e vecchio di oltre cento anni, in questo momento la stiamo venerando come icona sacra. È un esempio di come un oggetto apparentemente inanimato possa diventare qualcosa di veramente sacro e che mi onoro di donare alla nostra polizia locale».

Incentrate sulle virtù del martire Sebastiano (eletto dal venerabile Pio XII patrono dei vigili urbani, “custodi del sociale”) anche le parole dell’arcivescovo, che ha spiegato l’autorità terrena come servizio alla società, perché cresca nell’ordine, nella giustizia, nella pace. «Sebastiano era una casa fondata sulla roccia, non desisteva dallo stile della misericordia. Celebrarlo significa imitarlo, porsi nella società». DSC_0084Chiaro il suo monito e il richiamo al ruolo della polizia locale: «I cittadini devono essere educati a percepire in voi vigili urbani i custodi del territorio in cui abitano, le sentinelle sempre disponibili. Comportatevi come San Sebastiano, vita interiore forte, di equilibrio – ammonisce – Guai se doveste perdere l’equilibrio! Talvolta si può iniziare la giornata con grande preoccupazione e quindi entrare nel campo del servizio già con un atteggiamento di sconfitta. Non deve essere mai così. Se non perdiamo di vista il valore della persona allora diventeremo forti per tutelare la sua dignità, aiutando i cittadini a realizzarsi in una realtà sociale che per quanto differente in cultura e linguaggi percepisce e conosce il rispetto reciproco».

La radio, simbolo dell'operatività, portata all'altare durante l'offertorio
La radio, simbolo dell’operatività, portata all’altare durante l’offertorio

Al termine della celebrazione, durante la quale al momento dell’offertorio sono stati portati all’altare gli strumenti del mestiere, defibrillatore, radio e rulline metriche, la parola è stata presa dal vice comandante Loiodice che ha illustrato, nella consueta relazione annuale, nota non a caso come “Relazione di San Sebastiano”, l’operato e le prospettive del corpo comunale. «La condivisione è la parola chiave, aiuta a mettere a disposizione degli altri la propria conoscenza. La chiusura, il tenere per sé le proprie conoscenze, è un atteggiamento sbagliato, poco fruttifero, è sempre causa di infelicità. Il lavoro è sì impegno, ma è fatti di piccoli gesti».

«Il vigile urbano è l’unico dipendente comunale perfettamente riconoscibile – gli ha fatto eco il sindaco Mazzilli, presente con tutta la giunta, il presidente del consiglio Salerno e il senatore Perrone – perché veste una divisa e deve farlo con onore. È rappresentativo della città, dell’intera comunità, da onorare con equilibrio e rispetto per tutti gli utenti. Questa amministrazione non tollererà mai comportamenti che sviano questo ruolo d’onore e responsabilità».

L’analisi del primo cittadino ha posto l’accento sulle nuove necessità del servizio di presidio e sicurezza e sulle importanti prospettive all’orizzonte. Come il dover mettere in campo misure antiterrorismo per il capodanno in piazza (studiare disposizione di mezzi-barriera anti sfondamento e incrementare le vie di fuga, per esempio) o anche la necessità di ringiovanire il Corpo con energie nuove. DSC_0224«I vigili urbani sono vedetta e protettori della città – ha spiegato infatti il sindaco -. Dobbiamo avere più ragazzi e ragazzi e meno capelli bianchi, il governo lo sappia. Questa amministrazione non perderà un solo euro possibile in spesa del personale per rimpiazzare gli agenti che vanno a riposo. Presto – l’annuncio con fare solenne – esamineremo le candidatura per l’inquadramento di cinque vigili urbani a tempo indeterminato».

Importantissime anche le dotazioni tecnico-strumentali in arrivo che consentano al vigile di operare in sicurezza e ampliare i suoi campi d’azione. Come la radio («L’abbiamo fortemente voluta perché non deve più avvenire come il 12 luglio, in cui ci si cercava per telefono, ma non c’era campo sul luogo dell’incidente»). La gara d’appalto è stata vinta da un’azienda di Foggia e il ripetitore unidirezionale sarà collocato sulla sommità del campanile dell’Oasi per garantire la copertura radio di quasi tutto il territorio comunale.

[quote bgcolor=”#e5e0ac”]A brevissimo arriveranno anche un autovelox e un etilometro. «Non per essere cattivi, ma per prevenire morti e invalidi. Ci si deve scottare così poi non si sbaglia più – ha commentato un quanto mai severissimo Mazzilli, sottolineando la specifica volontà dell’amministrazione comunale in tema di prevenzione e sicurezza – Abbiamo fortemente voluto impianti semaforici con rilevatori del traffico e dei pm10 e altri inquinanti e per questo abbiamo candidato Corato per un progetto all’uopo». Cenni anche all’utilizzo del sistema di videosorveglianza, sfruttato in sinergia con tutte le forze dell’ordine e presto potenziato, grazie a uno studio di pianificazione territoriale del dott. Loiodice e dell’agente Leone per la scelta della collocazione di altre videocamere in aree strategiche. E dulcis in fundo «Arriveranno le motociclette, possibilmente idonee al fuoristrada».[/quote]

Plauso dal sindaco, infine, per tutta l’organizzazione capillare della protezione civile, della quale ha ricordato tutti gli interventi più rilevanti degli ultimi 15 mesi e della quale la Polizia Locale è un fondamentale perno componente. Ha concluso con un pizzico d’orgoglio:

«Abbiamo una splendida composizione di volontariato a Corato. Se siamo squadra tutto funziona. Dei gesti eroici ce ne facciamo poco, sappiamo lavorare in squadra e dobbiamo essere tesi al miglioramento. Noi crediamo nell’organizzazione della protezione civile a servizio e salvataggio dei cittadini e per questo siamo diventati per ben due volte modello per la regione».

La RELAZIONE di San Sebastiano[gap]DSC_0435

È davvero ad ampio raggio la relazione di San Sebastiano presentata dal dott. Loiodice a conclusione dei festeggiamenti, un resoconto dettagliato mirato a portare a galla sia i pregi che le criticità rilevate ma anche e soprattutto a presentare alla cittadinanza il Corpo della Polizia Locale, troppo spesso poco conosciuto se non per dei concetti superficiali o precostituiti.

«Dinanzi a carenze incolmabili di personale che coinvolgono tutti gli organi di polizia locali, statali e privati, la sicurezza urbana non può non passare attraverso la via della collaborazione, degli interventi sinergici, dell’uso delle nuove tecnologie – ha spiegato il vice comandante mettendo subito l’accento sul da farsi – Sono da progettare interventi per la videosorveglianza per circa 840.000,00 Euro mentre per il completamento e l’estensione della ZTL altri 320.000,00 Euro e per l’ammodernamento degli impianti semaforici ancora 285.000,00 Euro».

DSC_0187Dato rilevante è che la nostra ZTL ha creato meno conflitti e meno sanzioni rispetto ai Comuni limitrofi con lo stesso sistema (4520 verbali e 3944 preavvisi su 799644 accessi complessivi con una media di 2190 accessi al giorno). Sicuramente un più gravoso impegno dell’ufficio verbali «ma il tutto ha risvolti positivi, considerando che il totale delle sanzioni contestate è pari al 3%».

4520 le violazioni complessive della ZTL, il cui picco mensile, 671, si è registrato ad aprile dopo un trend di crescita, salvo poi attestarsi su una media di 270 infrazioni/mese.

Ormai noto anche l’ottimo funzionamento della Protezione Civile, già lodata (si ricordi la conferenza stampa di lunedì scorso) della Prefettura: «Il Comune di Corato si distingue per avere un Piano abbastanza adeguato alle emergenze del territorio, nel quale il ruolo operativo dell’ASIPU, Azienda di cui la città non può fare a meno, è di fondamentale importanza, così come la presenza del mondo del volontariato esalta la capillarità degli interventi».

In tema di Polizia Giudiziaria è rinnovata la stretta collaborazione con Procura della Repubblica di Trani e gli altri corpi di PG, con i quali si lavora in stretta sinergia: «Si consideri che nell’anno 2016 si sono sviluppati ben 372 processi verbali, circa 1200 notifiche per conto dei tribunali di tutta Italia e bel 10 accompagnamenti coatti anche fuori del nostro territorio giudiziario».

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L’intervento più accorato tra tutti Loiodice lo ha rivolto tuttavia su un tema poco noto all’opinione pubblica, la presenza di veicoli con targhe estere che rendono complesse le operazioni di riconoscimento e creano una disparità di trattamento iniqua e inaccettabile. Poiché incorrere in un sinistro stradale in cui è coinvolto un veicolo straniero significa entrare in una odissea in cui mancano precise tutele.

DSC_0400Ha spiegato Loiodice «Occorre, però, evitare che si creino delle disparità di trattamento tra italiani e stranieri, tra veicoli italiani e veicoli stranieri. I cambi repentini di residenza, la irreperibilità che si constata continuamente e la conseguente non rintracciabilità fa si che nei procedimenti sanzionatori la fanno sempre franca. Si consideri che su circa 2300 accertamenti anagrafici, quelli per gli stranieri incidono per circa il 35%. Elevare una violazione ad un veicolo con targa straniera o a conducente straniero, dire che è impossibile non si esagera».

Un malcostume cui purtroppo anche molti italiani si stanno adeguando: «Numerosi sono coloro che posseggono un auto con targa straniera, di cui non sono proprietari; forse hanno un contratto di leasing o di comodato dove il comodante è una persona irrintracciabile, con atti di comodato in lingue sconosciute». In tema di infortunistica stradale purtroppo si registra un trend invariato rispetto agli scorsi anni. 199 gli incidenti del 2016 (di quelli in cui è intervenuta la PL), di cui 70 con feriti e, fortunatamente, solo uno mortale. Un campo, questo, in cui la polizia locale di Corato è molto attiva, considerato che in altri paesi simili interventi sono ad appannaggio di altre forze dell’ordine.

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DSC_0422Schietto il parere sulla situazione del personale. «Siamo sempre meno e più acciaccati» la lapidaria sentenza del vice comandante, confortata dai numeri, altrettanto schietti delle statistiche. 30 i vigili in servizio, di cui 19 nella categoria C “agenti”, 6 di categoria C “sottufficiali” e 5 nella categoria. La mancanza di personale per una città di 48mila abitanti si concretizza nei numeri di giorni di riposo non goduti, 388 totali (in cui svettano i 160 della sola categoria sottufficiali) e delle ferie non godute, altro tasto dolente che dimostra come i criteri della spending review abbiano causato notevoli criticità alla gestione e all’offerta del servizio. Ben 856 i giorni di ferie non godute da parte dei 30 membri del Corpo, in cui la metà esatta spettano alla categoria agenti. Un dato che se da un lato loda il senso di attaccamento al dovere degli operatori, dall’altro, alla lunga, può essere responsabile di un servizio non al massimo dell’efficienza e contribuire a una perdita di motivazione del personale. Numeri che parlano chiaro, insomma. Cifre su cui le alte sfere devono, non poco, riflettere. «Dal canto nostro dobbiamo però imparare ad essere più comprensivi gli uni degli altri. Non si nascondono dissapori – è l’osservazione del sempre schietto Loiodice – Penso, e questo per mera convinzione personale, che occorra riscrivere le regole per il reclutamento del personale nella Pubblica Amministrazione. Non penso ci si possa più limitare a superare un concorso fatto di nozioni mnemoniche. Occorre che la Pubblica Amministrazione, così come fa una impresa privata, valuti nel complesso sia le propensioni professionali che le qualità umane e la capacità di essere utile alla “mission” aziendale».

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Grosse novità sono tuttavia in arrivo sul piano amministrativo per delineare regole e contorni più definiti del corpo dei vigili. Il 2017 sarà l’anno in cui si dovrà attuare il Regolamento approvato dalla Giunta Regionale sull’attribuzione dei gradi e sulla simbologia da utilizzare nel vestiario e sulle auto. Una pietra miliare che evita disparità di simbologie tra Comune e Comune e tra lo stesso personale.

«Una cosa sembra apparire evidente: i processi amministrativi sono diventati più elaborati. Spesso si sbaglia ma senza avere alcuna intenzione di sbagliare. Chi ha responsabilità amministrativa ne viene involontariamente coinvolto – ha sottolineato il vice comandante in riferimento ai procedimenti di semplificazione amministrativa, alcuni dei quali hanno causato più criticità che benefici – Nel nostro lavoro vogliamo che vengano colti pregi e difetti ma soprattutto, se riconosciuta, la nostra competenza, la nostra passione».

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In chiusura è tempo di sentiti e visibilmente calorosi ringraziamenti. In primis all’Amministrazione Comunale, al Sindaco e l’Assessore alla Polizia Locale che, con il passare del tempo, «Dimostrano sempre più attenzione nei nostri confronti, al dott. Vitantonio Patruno già Dirigente della Polizia Locale di Corato per gli insegnamenti che ci ha trasmesso e che abbiamo cercato tutti di portare avanti». Ringraziamenti rivolti anche ai dirigenti facenti funzione, ovvero “in prestito” da altri settori, che si sono alternati in quest’ultimo anno, l’ing. Giuseppe Amorese, l’arch. Lino Casieri ed il Segretario Generale dott. Luigi D’Introno che «Ci auguriamo di non aver mai messo in difficoltà nel loro lavoro, così come posso garantire che da tutti abbiamo preso insegnamenti».

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