Ripristino Giudice di Pace, il PD: “inutile e costoso”

Una nota della sezione locale del Partito Democratico 

Un altro obiettivo raggiunto dalla amministrazione in carica: sperperare decine di migliaia di euro all’anno per garantire un servizio che si sarebbe potuto ottenere gratuitamente.
Ci riferiamo all’ufficio del Giudice di Pace di Corato che, dopo la soppressione disposta dal Ministero della Giustizia nel novembre 2014 (dovuta al fatto che il Comune di Corato, entro i previgenti termini, omise di assicurare la formazione del personale comunale da distaccare presso la sede del G.d.P.), verrà nuovamente riattivato.

Quindi, da Trani (divenuta nel frattempo sede territorialmente competente per i giudizi che in precedenza si svolgevano presso la sede coratina del g.d.p.) si ritorna a Corato.
Con una non trascurabile differenza: il Comune si dovrà accollare gli oneri di mantenimento dell’ufficio.
Perciò, in tempi in cui il lamento più pronunciato, talvolta a ragion veduta, dagli amministratori locali è “lo Stato ci taglia i fondi” oppure “gli organici sono al collasso”, il Comune di Corato, con un organico insufficiente e con un bilancio che non riesce neanche ad approvare, sceglie di rinunciare ad un servizio che “lo Stato” avrebbe garantito (e ad oggi sta garantendo) su Trani senza costi diretti per la comunità cittadina.
Infatti, la normativa statale, avente ad oggetto il riordino delle sedi dei Giudici di Pace, consentiva alle amministrazioni di quei Comuni in cui si prevedeva la soppressione dell’ufficio di mantenerlo, purché a spese dell’Ente locale.
Corato esercitò la scelta di mantenere l’ufficio ma, come detto, non rispettò i termini per la formazione del personale; quindi, intervenne la chiusura.

L’Amministrazione, ferita nell’orgoglio di non aver conseguito un proprio obiettivo, senza alcuna ulteriore valutazione di opportunità dell’operazione (tanto, “paga pantalone!!”), riattivò l’iter per il mantenimento della sede coratina.
Siamo ad oggi: nuovo cambio di scenario e dal 2 gennaio 2017 si riaprirà, a spese della comunità cittadina, l’ufficio del Giudice di Pace.

Detto che agli operatori locali del settore la chiusura dell’ufficio giudiziario in questione non aveva comportato alcun disagio (tutt’altro, posto che, in ogni caso, sono abitualmente portati a recarsi a Trani per le normali incombenze processuali) e che per i cittadini, parti o testimoni, l’inconveniente dello spostamento a Trani è minimo, riteniamo che la disposta riapertura non produrrà alcun beneficio socio – economico per la Città.

Investire quei soldi, ad esempio, in misure di lotta alla povertà sarebbe stato certamente più utile.
Ma questi aspetti non avranno giocato alcun ruolo nelle decisioni della Amministrazione in carica: vuoi mettere il merito di appuntarsi al petto l’ennesima sfolgorante medaglietta (inutilmente costosa!!) da sfoggiare nel buio della cronica inoperosità?

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