I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking

Iniziative come queste «consentono di dare speranza a tutti coloro che si ammalano di tale patologia, soprattutto i più giovani, e di giovarsi dei nuovi traguardi raggiunti»

I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking
I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking presentati nella biblioteca comunale di Corato

Sono stati presentati, sabato 16 dicembre nella biblioteca comunale, i risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking, promossa da “Il sorriso di Antonio”, associazione nata il 14 gennaio 2012 per volere della famiglia e degli amici di Antonio Carone, deceduto all’età di 30 anni, a causa di un tumore maligno del sistema linfatico.

I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking
I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking nella biblioteca comunale di Corato

L’incontro, moderato da Micaela Ferrara, ha visto alternarsi figure di eminenti relatori, introdotti dal saluto di Grazia Tedone, presidente dell’associazione citata, che così ha spiegato l’obiettivo: «Raccogliere fondi mirati a promuovere la ricerca medica è indispensabile, poiché essa vive una condizione sempre più critica a causa di una grande carenza di fondi pubblici».

Concetto ribadito anche dalla dott.ssa Giorgina Specchia, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università di Bari, la quale, nel ricordare i mesi difficili vissuti insieme ad Antonio e il suo coraggio, ha sottolineato la validità di queste iniziative che «consentono di dare speranza a tutti coloro che si ammalano di tale patologia, soprattutto i più giovani, e di giovarsi dei nuovi traguardi raggiunti».

Ha parlato di “Angiogenesi e linfomi”, il prof. Domenico Ribatti, ordinario di Anatomia Umana presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari: «La ricerca non si arresta. Grazie a quanto raccolto e devoluto da “Il sorriso di Antonio” abbiamo di recente pubblicato studi sulle correlazioni che intercorrono tra cellule tumorali e cellule infiammatore e sul ruolo dell’angiogenesi, inibendola con un approccio terapeutico combinato».

I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking
I risultati della ricerca sui linfomi non Hodgking

Il prof. Francesco Albano, Ricercatore universitario presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari per il settore scientifico disciplinare MED/15 Malattie del Sangue, si è soffermato sul tema “Epigenetica e linfomi” spiegando, con linguaggio chiaro ed esempi immediati e comprensibili, che «sono diversi i fattori concorrenti allo sviluppo della patologia e molteplici e non specifiche le cause (associazioni con virus della mononucleosi, epatite C, ecc). Le alterazioni delle cellule possono essere di origine genetica o epigenetica, cioè esterne al DNA. Oggi sono proprio queste ultime ad essere oggetto di ricerca. Stiamo studiando come ottenere diagnosi attraverso la biopsia liquida, evitando di ricorrere alla chirurgia; come attrezzare i linfociti sani a distruggere le cellule malate. Li abbiamo battezzati recettori “chimera”, vengono costruiti in laboratorio e reinfusi nel paziente che attiva così il proprio sistema immunitario». Evitando di entrare nello specifico, tantissime anche le altre soluzioni prospettate dal prof. Albano.

La prof.ssa Tommasina Perrone, dirigente medico di 1° livello disciplina di Ematologia e parte integrante del programma di Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche presso il Policlinico di Bari, ha spiegato quali sono  “I nuovi farmaci nel trattamento dei linfomi”: «Non solo farmaci, ma nuove terapie. Fino a qualche decennio fa esse si limitavano a chemio e radio caratterizzate da notevoli effetti collaterali e soprattutto recidive. Oggi la terapia è personalizzata per ogni paziente, a seconda del tipo di linfoma e dello stadio. Diversi sono gli approcci ed i farmaci (anticorpi monoclonali mirati a distruggere le cellule malate senza intaccare quelle sane, immunomodulanti che bloccano l’angiogenesi, inibitori PD1 e enzimi BCRI, radio immuno terapie, trapianto di cellule staminali autologo, cioè dello stesso paziente, o allogenico, da donatore familiare o non familiare, ecc.), ma anche diverse le modalità di somministrazione e i dosaggi. Questo porta ad una maggiore efficacia terapeutica e ad una minore tossicità. Abbiniamo a detti farmaci, anche cardioprotettivi, antiemetici e antimicotici mirati a migliorare la qualità di vita dei pazienti».

«Assistiamo ad una estrema eterogenicità dei linfomi – hanno concluso gli esperti, rispondendo alle domande dei presenti – Le cellule tumorali hanno la capacità di evolversi e modificarsi continuamente, rendendo complessi gli interventi. In caso di familiarità è preferibile fare controlli mirati più frequenti».

E con la speranza di riuscire ad individuare terapie e soluzioni sempre più specifiche, efficienti ed efficaci, la serata si è conclusa con l’applauso di un pubblico numeroso ed attento.

Sabato 23 dicembre, la raccolta continuerà nel Teatro Comunale, con “Il cotto e il crudo, happy recital to you”, lo spettacolo di e con Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo. L’intero ricavato sarà devoluto alla ricerca sui linfomi non Hodgkin. La prevendita ha già registrato il sold out.

 

 

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami