“Puro Spirito” a Teatro: l’esordio del 70° anniversario della morte di Luisa Piccarreta

luisa a teatro (10)Non sa cosa si è perso chi ha pensato di disertare il concerto “Spirito puro”  – andato in scena venerdì 3 marzo al Teatro Comunale di Corato – convinto di assistere ad un evento noioso e dedicato esclusivamente a donnicciole pie o estimatori della musica sacra.

Teatro gremito fino agli spalti, in platea pochi i posti vuoti, per lo più quelli riservati ai membri dell’amministrazione comunale, rappresentata solo dal sindaco Mazzilli e dal senatore Perrone in prima fila.

Fortemente presenti invece molte comunità religiose giunte dalle diverse regioni italiane e dall’estero, parroci e sacerdoti, il vicario emerito Mons. Sabino Giannotti, e numerosi coratini che non hanno mancato di manifestare a più riprese il loro gradimento.

Meditazione, tra musica e parole, sulla vita e le opere di Luisa Piccarreta, è stata infatti una piacevole rivelazione.

È l’artista coratino Aldo Caputo, tenore di fama internazionale, ad aver apposto la sua impronta nella scelta dell’organico musicale e a dare il benvenuto al pubblico, sottolineando quanto un semplice concerto di musica sacra sarebbe stato banale.

Invece, in sinergia con il drammaturgo Francesco Martinelli, attore di lungo corso, fondatore del Teatro delle Molliche e direttore artistico del Centro di orientamento ed educazione teatrale di Corato, la serata ha viaggiato sulla leggerezza dei racconti di una spontanea quanto eterea Luisa bambina (impersonata dalla bravissima Mariangela Graziano che anche nei tratti somatici la ricorda molto) in continuo dialogo con sé stessa e con Gesù (interpretato da Francesco Martinelli).

Sullo sfondo di una essenziale scenografia risaltano vivide le conversazioni estrapolate dalle “Memorie d’Infanzia” di Luisa scritte nel 1926, che mantengono tutta la vivacità dei suoi ricordi di bimba: il terrore vissuto alla Masseria Torre Disperata, la passione per l’Eucarestia, il suo affetto per le suore, la chiamata di Gesù che vuole che sia la “monacella del suo cuore”.

Brani di musica sacra tratti dal repertorio di Vivaldi, Pergolesi, Rossini e altri compositori meno noti, si sono alternati alla recitazione, in armonico equilibrio di note e voci. Non solo il coro lirico giovanile di Bitonto diretto dal maestro Giuseppe Maiorano, ma anche un soprano (Grazia Berardi) un mezzosoprano (Antonella Colaianni) e un pianista (Roberto Corlianò) che hanno arricchito con le loro esibizioni ciò che già di prezioso si stava svolgendo sul palco.

«Dove c’è il mio Fiat non ci può essere morte – recita alla fine con voce tonante Martinelli – ma vita perenne non soggetta a finire». E in quel momento gli applausi si sono trasformati in una cascata scrosciante, capace di gratificare il duro e lungo lavoro che si cela dietro ogni celebrazione riguardante la nostra Serva di Dio.

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