Pullman affollati, stamani in Sala Giunta summit per trovare il bandolo della matassa

Stamattina presso la sala giunta del comune di Corato, si sono riuniti i rappresentanti delle scuole di Corato, Andria e Ruvo, alcuni funzionari di Ferrotramviaria e i sindaci di Corato e Andria, oltre ad un rappresentante della Città Metropolitana di Bari, per tentare di risolvere l’emergenza dell’insufficienza di mezzi che quotidianamente dovrebbero garantire lo spostamento di studenti e pendolari d’ogni sorta tra le città di Andria, Corato e Ruvo. Assente invece il portavoce della regione Puglia.

In seguito al tragico incidente ferroviario del 12 luglio e il conseguente sequestro di quella maledetta tratta a binario unico, tutti i viaggiatori che per necessità devono spostarsi tra la città del Castel del Monte e la nostra, usufruiscono ora di mezzi sostitutivi privati finanziati da Ferrotramviaria o dei mezzi su ruota che la compagnia di trasporti del nord barese metteva già a disposizione dei cittadini come servizio ordinario affiancato a quello su rotaia. Il problema principale però risiede nel fatto che, se già prima dell’incidente i convogli ferroviari viaggiavano nelle ore di maggior afflusso di studenti anche con 600/650 passeggeri, a fronte di una capienza massima molto inferiore, ora con il trasporto forzato su pullman, il sistema è collassato, poiché i mezzi messi a disposizione sono di gran lunga inferiori ai 600 posti che garantiva il treno.

A rendere ancora più tragica la questione ci hanno pensato i lavori di raddoppiamento di binario tra Corato e Ruvo: ciò ha causato l’interruzione del servizio ferroviario in questa tratta e di conseguenza anche i pendolari di che quotidianamente coprivano questo percorso sui binari, sono stati costretti a ripiegare sul servizio pullman, con conseguente sovraffollamento di quest’ ultimo.

Proprio a causa di tali problemi, secondo alcuni dati riportati dal coordinatore del servizio autolinee Franco Angelastri, solo il 75% degli utenti riesce ad usufruire del servizio su strada di Ferrotramviaria. Ovviamente dal punto di vista economico sociale, questa situazione sta diventando insostenibile e sta danneggiando prevalentemente le scuole e soprattutto gli studenti, come denuncia la preside dell’Istituto Superiore Oriani Tandoi Angela Adduci che denuncia essenzialmente due fattori: la mancanza di sincronia tra orari scolastici e orari dei pullman (i ragazzi di Andria arrivano in stazione a Corato o alle 7:50, registrando quotidianamente  ritardi di 15/20 minuti, o nel “migliore” dei casi alle 7:15, facendo così attendere gli studenti anche 30 minuti all’esterno delle scuole), e la carenza di iscritti futura che la scuola potrebbe subire, resa quanto meno verosimile da alcuni “nulla osta” che nei giorni scorsi le sono stati inoltrati proprio da studenti andriesi, evidentemente stufi della situazione.

«Comprendiamo le difficoltà di Ferrotramviaria, specie dopo l’incidente dell’estate scorsa, ma siamo di fronte ad una vera e propria emergenza»,  denuncia il sindaco di Andria Nicola Giorgino, che prosegue, rivolgendosi ai funzionari di Ferrotramviaria: «Non vi chiediamo puntualità svizzera, ma almeno un minimo di organizzazione ed efficienza per non creare disservizi alla comunità.»

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Corato Massimo Mazzilli, che, pur premettendo la comprensione di tali disservizi in seguito all’incidente ferroviario, è molto duro sulla vicenda: «È acclarato che vi è un’abnorme discrepanza tra domanda e offerta. Per un’emergenza simile, servono misure straordinarie. I ragazzi non riescono fisicamente a raggiungere le scuole, i lavoratori accumulano ritardi su ritardi che danneggiano la loro figura professionale. Non stiamo solo creando un disservizio ai cittadini, stiamo proprio cambiando le loro vite. Se un domani mio figlio volesse frequentare una scuola di Andria, io in primis lo sconsiglierei, ma ciò non deve accadere. Non dobbiamo tarpare le ali ai ragazzi.»

Poi afferma, rivolgendosi ad Angelastri di Ferrotramviaria: «Oggi avrei potuto benissimo convocare qui una rappresentanza di genitori inferociti, che sono stufi della vicenda. Questa spettacolarizzazione avrebbe attirato l’interesse dei media e scatenato un putiferio, ma non è nel nostro stile (si riferisce al sindaco di Andria Giorgino, ndr). Abbiamo preferito convocare questa riunione, ma dobbiamo risolvere immediatamente la faccenda». Poi conclude: «Vogliamo sapere chiaramente, cosa serve per migliorare questa situazione? È possibile avere dei pullman aggiuntivi? È possibile avere degli sconti sui biglietti, per rimborsare questi disagi? È possibile sopprimere alcune corse molto poco affollate a beneficio di nuove corse nelle ore “calde”?

Ascoltate le richieste, replica Angelastri: «Il maledetto incidente ha scombussolato tutto. Proprio a maggio eravamo riusciti ad ottemperare alle precedenti richieste delle scuole ed eravamo riusciti a smussare alcuni disservizi, in modo tale che quest’anno scolastico avremmo avuto meno problemi. Difficilmente riusciremo ad uscire da questa situazione in tempi rapidi, anche se è quello che vorremmo anche noi. Abbiamo richiesto anche che un solo convoglio attraversasse in maniera straordinaria la linea posta sotto sequestro, ma è molto difficile che ciò avvenga. Mi farò promotore delle vostre richieste, capisco i vostri disagi».

La questione è anche burocratica: «Non possiamo aggiungere a nostro piacimento altri bus, dobbiamo fare domanda all’ente preposto. Inoltre, mentre i pullman ufficiali di Ferrotramviaria hanno un permesso speciale dell’ente che gli consente di portare anche 20 persone oltre i posti a sedere, sempre nella totale sicurezza, i pullman sostitutivi di privati no».

Una situazione molto intricata, se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che le idee di risoluzione proposte durante la mattinata, devono necessariamente passare al vaglio della regione, oggi assente ingiustificata alla riunione. Il piano però è chiaro: il sindaco Mazzilli ha espressamente chiesto a Ferrotramviaria massima disponibilità, anche a fronte di spese esose e alle scuole un censimento degli alunni che provengono da fuori Corato, in modo tale che nelle settimane successive si possa andare a discutere queste proposte in sede regionale, con la speranza che esse vengano accolte, per il benessere di studenti e cittadini tutti.

Quando quel maledetto 12 luglio sul luogo della tragedia giunsero le maggiori autorità dello stato, queste promisero, a favor di camera e non, che ci sarebbero stati vicino. Bene, sarebbe anche ora che questi politici trasformassero le parole in fatti, dato che questa emergenza è figlia di quel disastro, che evidentemente peserà sulla vita di coratini e andriesi ancora per molto molto tempo, non solo dal punto di vista emotivo, ma anche dal punto di vista pratico, minando di fatto la quotidianità di migliaia di persone.

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