Oratorio Francescano, un momento musicale per il “poverello di Assisi”

L’evento è stato fortemente voluto da Don Giuseppe Mazzilli, in apertura del triduo di preghiera per la solennità liturgica di San Francesco.

La Schola Cantorum fondata e diretta dal M° Vito Cannillo di Corato.
La Schola Cantorum fondata e diretta dal M° Vito Cannillo.

Grande successo di pubblico per Oratorio Francescano, un momento comunitario di ascolto musicale in apertura del triduo di preghiera per la solennità liturgica di San Francesco eseguito, domenica 1 ottobre presso la Chiesa di San Francesco d’Assisi, dal M° Vito M. Cannillo, affiancato dalla Schola Cantorum “S. Hildegarde von Bingen” di cui è fondatore e direttore, con l’accompagnamento strumentale a cura di Francesco De Mango (organista della Basilica Cattedrale di Trani) e delle giovanissime Elvira Parisi (flauto traverso) e Serena De Musso (violoncello).

Come nella forma tipica degli Oratori – termine derivato dal nome degli edifici adibiti agli esercizi spirituali dei laici e passato poi ad indicare verso il 1630 un genere musicale-narrativo/drammatico a soggetto sacro finalizzato all’edificazione spirituale dei fedeli – non un semplice concerto musicale, ma un percorso orante e contemplativo basato sull’alternanza di letture di testi tratti dalle fonti francescane a cura di Sandro Zucaro ed Eleonora Puca, ed esecuzione di canti sacri ad essi ispirati o composti su testi autografi del Santo, estrapolati dal vasto patrimonio musicale dedicato a San Francesco.

A scandire le tappe di questo percorso, concepito da Vito M. Cannillo – tenore concertista, specializzato in musica sacra e liturgica nonché maestro di cappella della Chiesa Matrice di Corato – è stata proprio la parabola esistenziale del “poverello di Assisi”, uomo che fece di se stesso un imitatore di Gesù povero e proteso a compiere la volontà del Padre: dall’ eremitaggio ed i dubbi del discernimento vocazionale (“Alto e glorioso Dio”, di M. Frisina) al restauro materiale di alcune chiese in rovina del contado assisano dopo che a San Damiano aveva udito la voce del Signore dirgli: «Francesco va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina» (“Ogni uomo semplice”, di Riz Ortolani); dallo sposalizio con la virtù della povertà (“Canto di Madonna Povertà”, di M. Frisina) all’affidamento alla Madre di Dio (“Ave Maria” attribuita a G. Caccini); dall’amore incomparabile che nutriva per il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo (“Panis Angelicus” di C. Franck) alla maturazione della profondissima spiritualità evangelica che insegnò ai suoi fratelli e che trasfuse nella Regola (“Preghiera semplice”, di M. Frisina); dalle vette del misticismo raggiunte sul monte della Verna col dono delle stimmate che gli ispirò le ineguagliabili “Lodi di Dio Altissimo” (eseguite nella duplice versione musicale di A. Saraceni e M. Frisina) al suo amore per il creato (“Dolce Sentire”, di Riz Ortolani), fino ad arrivare all’ultimo sublime Cantico di frate sole, suo “testamento” prima di tornare alla Casa del Padre “povero, umile e nudo” (“Cantico delle Creature” di M. Frisina).

L’evento, fortemente voluto dal parroco Don Giuseppe Mazzilli, ha riscosso uno strepitoso successo da parte del numeroso pubblico presente che, con calorosi applausi ed ovazioni, ha ringraziato il M° Vito M. Cannillo, la Schola Cantorum ed i musicisti.

La Schola Cantorum “S. Hildegarde von Bingen”, che raccoglie cantori provenienti da diverse comunità parrocchiali coratine, è sorta e si è delineata nella sua identità nell’ottobre 2012, in concomitanza con la proclamazione a Dottore della Chiesa di S. Ildegarda da parte di Papa Benedetto XVI. Un nome non casuale: una donna del Medioevo, compositrice di musica sacra per un coro prevalentemente femminile che intende restituire dignità alla musica liturgica attraverso la riproposizione della monodia medievale latina e del canto popolare religioso di elevata tradizione, in un momento storico di grande decadenza per la musica liturgica.

Formata e ispirata alle norme sancite dalla Costituzione “Sacrosanctum Concilium” del Concilio Vaticano II sulla sacra liturgia, la Schola intende recuperare ed eseguire tutto quel vasto repertorio oggi in disuso e fuori moda, che risponde però meglio di altri ai criteri di pertinenza, dignità e sacralità indicati dal Magistero della Chiesa e dalle apposite commissioni della Conferenza Episcopale Italiana. La Schola è stata chiamata ad animare diversi solenni pontificali nella Basilica Cattedrale di Trani durante il ministero episcopale di S. E. Mons. Giovanni Battista Pichierri.

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