Ha resistito alle intemperie e ai forti venti, al peso della neve che ha piegato i cipressi celebrativi, testimone dello spopolamento della Murgia e della sua recente, lenta rinascita. La lapide di Murgetta Rossi si erge tutt’oggi, austera, ad ammonire i passanti che in quei luoghi a un tiro di schioppo da Monte Caccia nel 1943 si era consumata una delle stragi naziste ancora irrisolte, inspiegabili e, ovviamente, impunite ai danni di 22 giovani, da allora in poi noti come Martiri delle Murge.

Erano 22 e tornavano a casa alla spicciolata, chissà, magari si sarebbero uniti alle forze italiane del Regno del Sud – quello con capitale Brindisi, dove si erano rifugiati il Re e Badoglio, oppure desideravano solo riabbracciare i propri cari. Non avevano fatto i conti con un invasore incattivito da una (prevedibile) resa incondizionata, che scaricava sulla popolazione e sui suoi militari tutta la rabbia e l’inumana ferocia.

Così sono caduti 22 giovani a Murgetta Rossi e con loro sotto i colpi delle mitragliatrici, e delle bombe che invano cercarono di nascondere il misfatto, sono volati via anche i sogni di un futuro ben guadagnato dopo tre anni di sofferenza. Per anni la vicenda è caduta nel dimenticatoio, ma grazie all’infaticabile opera dell’Archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta, guidato dal prof. Luigi di Cuonzo, da diversi anni, 17 per la precisione, a Murgetta Rossi si celebra il ricordo e si riflette sulle atrocità della guerra, che vanno ben oltre il colore della divisa indossata.

Associazioni combattentistiche e d'arma alla commemorazione dei Martiri delle Murge
Associazioni combattentistiche e d’arma alla commemorazione dei Martiri delle Murge

Così ieri con il picchietto d’onore dell’82° reggimento fanteria “Torino” di stanza a Barletta, parte integrante della Brigata Pinerolo, autorità (presente il consigliere regionale Domenico Santorsola), ex combattenti, ANPI e soprattutto una corposa delegazione studentesca (circa 500 ragazzi delle scuole di Andria, Barletta e Spinazzola) hanno reso gli onori a quei 22 Martiri delle Murge, al culmine di una lunga rassegna sulla memoria iniziata a Barletta lo scorso 5 settembre, con un convegno nell’auditorium della Caserma Ruggiero Stella sui primissimi episodi della Resistenza, avvenuti proprio a Barletta.

La commemorazione di Murgetta Rossi si appresta ad entrare nella maggiore età. Quali sono le prospettive per questa memoria? «Al 18° anno abbiamo il dovere, soprattutto, di fare memoria della memoria. 17 anni fa era impensabile venire alla Murgetta per ricordare una pagina storica e rendere onore ai Martiri delle Murge. Ora questi episodi sono entrati nella didattica delle nostre scuole e nella cultura giornalistica del nostro territorio e sono parte integrante della gloriosa storia della Resistenza Italiana. Quindi senz’altro abbiamo il diritto di non raccontare più che qui c’è stato solo un doloroso episodio, ma organizzare valori in sintonia con quelli che guidarono quei nostri figli nel ‘43».

Il prof. Luigi Di Cuonzo e il consigliere regionale Domenico Santorsola, presidnete della commissione cultura
Il prof. Luigi Di Cuonzo e il consigliere regionale Domenico Santorsola, commissione cultura

Tutto il lungo, lunghissimo lavoro di ricerca condotto in questi anni dall’Archivio della Resistenza e della Memoria e dai suoi collaboratori si concretizzerà nei primi mesi del 2020 in un importante congresso internazionale dal titolo provvisorio “La Guerra, i Fatti di Barletta e la memoria”. «Per puntualizzare la nostra sorte di quegli anni, che non è né esaltante, né mistificante e né da rigettare – spiega preciso il prof. Di Cuonzo – E allora chiamiamo tutti a una collaborazione fondamentale sugli episodi, sui personaggi, sulle storie, per ricomporre una storia pubblica nella quale ci riconosciamo tutti».

L'omagio de Lo Stradone ai Martiri delle Murge presso il cimitero di Spinazzola
L’omaggio de Lo Stradone ai Martiri delle Murge presso il cimitero di Spinazzola

Al termine della cerimonia Lo Stradone ha voluto rendere omaggio alle ignote vittime della barbarie deponendo sulla loro tomba collettiva nel cimitero di Spinazzola 22 margherite e un girasole (come simbolo di una storia che si volge indietro a ricordarli) a nome di tutta la città di Corato, i cui fatti, come abbiamo raccontato e continueremo a fare nello speciale numero di ottobre, si intrecciano su più piani con quelli di Spinazzola. Lì, nell’antico e sempre meno popolato cimitero della città murgiana, ormai non più sede di cerimonie, la modesta sepoltura dei Martiri delle Murge mostra eloquente i segni del tempo. Ma intorno l’aiuola è curata, i due custodi comunali a quel simbolo sono amorevolmente legati. E noi, con non poco stupore, abbiamo notato che c’erano altri fiori freschi oltre i nostri. E altri ancora, un po’ meno recenti, segno inequivocabile che ancora oggi qualcuno ricorda, spontaneamente, una storia che mai sarebbe dovuta cadere nell’oblio.

La galleria fotografica in HD è scaricabile da questo link.

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