Il mito di “Vinci” Verginelli rivive grazie alla “Giornata Mondiale della Poesia ”

Giornata della poesia 10Enigmatica, profonda, complessa, apprezzata o snobbata, retorica e catartica, la poesia da millenni affascina e intriga l’essere umano. Dai trimetri giambici di greco-latina memoria (chi frequenta o ha frequentato il Liceo Classico certamente conserverà dolci ricordi a riguardo), fino a quella moderna, sempre meno rigida dal punto di vista stilistico, ma ugualmente efficace e pregna di molteplici sfumature, la poesia da sempre funge da termometro di civiltà e cultura dei popoli.

Per celebrare quest’arte imperitura, l’UNESCO ha deciso di istituire la “Giornata Mondiale Della Poesia” il 21 marzo, giorno del solstizio di primavera, dove la natura idealmente torna a vivere, a risvegliarsi, a creare, come suggerisce anche l’etimologia della parola “poesia”: la “pòiesis” è la creazione, è il “fare”, il produrre in maniera innovativa.

In Italia, centinaia sono stati gli eventi per celebrare l’arte delle Muse. E Corato non è stata da meno. Ieri sera presso la sala verde del comune di Corato infatti, le Associazioni culturali FOS e Prof. Cataldo Leone, Secop assieme al Patrocinio del Comune di Corato, hanno celebrato la poesia nella sua bellezza e importanza, attraverso la straordinaria figura del grande poeta coratino Vinci Verginelli e la poetessa Alda Merini. Moderatrici dell’incontro le docenti Raffaella Leone e Monica Tommasicchio.

Dalle parole della prof. Calvi, il Verginelli sin da giovane età si dimostra trasgressivo e borderline, tanto che a sedici anni lascia la sua Corato verso Trieste, per sostenere l’azione D’Annunziana, che portò fiume ad essere occupata. Tanti i tratti in comune tra Gabriele D’Annunzio e “Vinci” (nomignolo datogli proprio dallo stesso “Vate”): entrambi feriti in guerra, il primo ad un occhio, il secondo ad una gamba, entrambi considerati “Ermetici”, entrambi con un intrinseco germe nazionalista.

Le letture dei poeti di casa nostra Zaccaria Gallo, Federico Lotito e Alberto Tarantini hanno fatto rivivere il genio di Verginelli, incantando a più riprese l’emozionata platea. La soave voce di Serena Mattia, coadiuvata dalla straordinaria padronanza del pianoforte del piccolo Luigi Quercia poi, hanno sottolineato come la poesia è sì testo, è sì recitazione e teatro, ma è anche musica. L’interpretazione di “Poesia”, capolavoro di Riccardo Cocciante ha emozionato quanto un sonetto o un’ode, spazzando via ogni dubbio circa il fatto che la musica (o una parte di essa) può tranquillamente considerarsi poesia.

A fine serata spazio ancora una volta ai nostrani poeti della “scuderia” SECOP Zaccaria Gallo, Federico Lotito e Alberto Tarantini, che hanno recitato alcuni loro componimenti di altissimo livello, confermando ancora una volta la delicatezza e la capacità delle loro penne. Chissà che tra cent’anni la Giornata della Poesia sarà dedicata a uno di loro! Io ovviamente, sarò sempre lì, per riportarvi intatte emozioni e sensazioni dell’evento.Giornata della poesia 9 Giornata della poesia Giornata della poesia 2 Giornata della poesia 3 Giornata della poesia 4

 

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