Estorcevano con metodo mafioso imprenditori e società dell’indotto del settore della produzione e trasformazione alimentare di prodotti agricoli, settore strategico dell’economia del Foggiano e non solo di quel territorio nella regione. Le estorsioni riguardavano non solo la forzata elargizione di somme di denaro, con cadenza sistematica mensile ma anche l’assunzione fittizia di soggetti indicati dalle compagini malavitose, che diventavano quindi beneficiari di salari mensili senza fornire alcuna controprestazione lavorativa, quali lavoratori dipendenti delle aziende delle vittime.

Lo aveva accertato l’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che aveva documentato il vero e proprio assoggettamento imposto agli imprenditori del settore in maniera continuata e diversificata, messo in opera -fa sapere il Comando provinciale della Guardia di finanza di Bari- “da parte di soggetti organici o comunque contigui alle ‘batterie’ mafiose dei ‘SINESI-FRANCAVILLA’ e dei ‘MORETTI-PELLEGRINO’.

Questa mattina l’epilogo dell’ “Operazione Rodolfo“, l’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Foggia e dalla Guardia di Finanza del GICO di Bari: agenti della sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile di Foggia unitamente a personale del GICO della Guardia di Finanza di Bari, su ordine dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari, hanno arrestato e trasferito in carcere Emiliano Francavilla, 40 anni, capo della batteria mafiosa “SINESI-FRANCAVILLA”, che dovrà scontare la pena della reclusione di 5 anni e mesi 6 oltre al pagamento di una multa di 5.600 euro; e Valentino Aprile, di 39 probabile membro della batteria mafiosa “SINESI-FRANCAVILLA”, che dovrà scontare la pena della reclusione di 6 mesi oltre ad una multa di 2.800 euro; Vincenzo Pipoli, 54 anni, classe 1965, probabile membro della batteria mafiosa “MORETTI-PELLEGRINO”, che dovrà scontare la pena della reclusione di 5 mesi oltre a una multa di 2.400 euro.

È stata pure eseguita la misura cautelare patrimoniale del sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili ed immobili nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo stimato di oltre 700.000 euro.

La mafia è una piovra vera che tenta di allungare i suoi tentacoli ovunque, a volte riuscendoci: “Lo Stradone” non farà mancare la sua piccola voce nel coro delle tante voci che si alzano contro le mafie, e darà il suo contributo pubblicando le notizie sulle operazioni antimafia condotte in Puglia.

 

 

 

 

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami