“A Mare Citte” di Luigi Palumbo e Aquarata trionfa al Teatro Comunale

aquarata8Ritmi di musica popolare e folk immergono il Teatro Comunale di Corato, nelle serate di sabato 11 e domenica 12 marzo, in una piacevole atmosfera di divertimento, socialità e convivialità.

Il ritorno clamoroso di “Luigi Palumbo & Aquarata”, determina la scoperta di un nuovo repertorio musicale, “A Mare Citte”, che rinnova lo straordinario e passionale legame al territorio coratino e pugliese, come sottolinea in apertura della serata l’attore coratino Domenico Santarella.

Ritmi, corpi, passi di danza e movimenti sinuosi e appropriati dei ballerini: Mattero Di Ciommo, Giulia Mangione, Simona Riganti, Alessia Vangi diretti dal maestro Vittorio Miscioscia; e le ballerine della pizzica Elena Pellegrini e Angela Di Cursi, hanno accompagnato le varie esibizioni, unendo la voglia del gruppo di stare bene insieme, tra musica e danza.

aquarata3Assieme a loro, anche intervalli di emozionante lettura di Pia Ferrante e Luciano Riccardi, che ricordano al pubblico la bellezza e l’importanza di portare dentro di sè, ovunque si decida di andare, le radici del proprio paese.

Gli Aquarata si riuniscono la prima volta nel giugno 2005, per rappresentare l’Italia in occasione della “Fete de la Musique”, tenutasi il 21 giugno dello stesso anno a Grenoble (Francia), evento che ha coinvolto musicisti di ogni parte del mondo.

L’entusiasmo, l’unione, la professionalità e la serietà dimostrati da tutti i musicisti hanno spinto il maestro Luigi Palumbo, autore e voce delle musiche, e il poeta vernacolare Gerardo Giuseppe Strippoli, autore dei testi (tranne per “Vingienz bum” scritta dal poeta Domenico Mazzilli), alla realizzazione di un progetto musico-letterario Aquarata. Nel dicembre 2005 nasce il loro primo album “Candenne candenne”.

Tale progetto riscontra subito un grande successo, rappresentando il frutto do un’intensa attività linguistico-culturale legata al recupero delle tradizioni coratine, che ne determinano le bellissime radici. Per la prima volta, in 12 tracce, quali quelle del disco, si racconta di tradizioni, consuetudini e personaggi di Corato, con la lingua di questo paese.

Nel 2006, dopo avere collezionato una serie di successi e aver occupato il primo posto in classifica di varie emittenti locali e nazionali, tra cui Radio Italia Anni 60, gli Aquarata lavorano ad un nuovo progetto: “Terra Noste”. Trattasi di un viaggio musicale all’interno della nostra regione, utilizzando le tradizioni coratine come pretesto per raccontare i paesaggi, le tradizioni e le bellezze della straordinaria regione pugliese.

aquarata5Dunque, a dieci anni da questa pubblicazione, Luigi Palumbo & Aquarata” tornano sulla scena con “A Mare Citte” il concerto – spettacolo che prende il nome dal nuovo lavoro discografico recentemente pubblicato dall’etichetta indipendente Angapp.

Il gruppo trionfa sul palco del teatro, confermando la splendida sintonia con il poeta vernacolare Gerardo Giuseppe Strippoli, autore con Luigi Palumbo, nonché anima del gruppo.
Il nuovo album integralmente arrangiato da Riccardo Caiati (basso e contrabbasso), Giuseppe Di Bisceglie (pianoforte, tastiere, fisarmonica e voce), Pietro Catucci (violino), Giuseppe Mazzilli (chitarre), Paola Caterina (voce) e Aldo Scaringella (Batteria e percussioni), celebra il mare e la terra, l’orizzonte e le radici. Un poema volto a rinnovare l’indissolubile legame con la terra di origine, proiettato verso una globalità, che si intreccia con le storie attuali e del passato che hanno distinto il Mediterraneo.

aquarata4Nove tracce, che stavolta, hanno permesso di assaporare il forte e selvatico gusto delle radici, creando un connubio perfetto con il delicato odore del mare, inteso come collegamento tra mondi e culture diverse.

A riguardo, si inserisce l’utilizzo di strumenti tipici della tradizione pugliese, come il tamburello, sapientemente suonato da Davide Torrente, o la Tromba di Dario Doronzo, e del santur o dei vocalizzi di Fabrizio Piepoli, special guest del disco.

La copertina del disco raffigura una barca, dipinta dall’artista coratino Mariano Palumbo, un simbolo, questo, che richiama fortemente un tema attuale, terra e mare che uniscono i popoli del mondo, attraverso un viaggio i musica, nel tempo e nello spazio.

Non indifferente è stato il medley dei brani come “Ciccille e u’ ciuccie”, “C nau canesciaie”, “Sisine” e “U ragù”, “Mange a Quarate”, Dàmme U Cappìedde Scazzamerrìedde”.

I diversi componenti del gruppo, con la loro esperienza musicale, di formazione accademica ed extra-accademica, si fondono tra di loro, dando vita ad un repertorio variegato, dai suoni multicolore, dal sapore etnico-popolare e d’impatto emotivo e immediato, ove testo, melodia e ritmi serrati agiscono mescolandosi abilmente.

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