Legambiente contro il TTIP, questa sera in via Duomo per spiegare le ragioni

Una nota del circolo coratino di Legambiente

Il TTIP è un trattato di libero scambio stipulato fra l’UE e gli Stati Uniti, per l’eliminazione dei dazi e delle barriere non tariffarie fra le due macroaree, la semplificazione della compravendita di beni e servizi, la crescita economica con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro e diminuzione dei prezzi.

Le procedure sono state ufficialmente avviate dal febbraio 2013, mentre dal giugno dello stesso anno la Commissione UE ha il mandato di negoziare con gli USA. Secondo ciò che si è potuto sapere, i benefici economici non riguarderanno solo le macroaree che sottoscrivono l’accordo, secondo alcune stime, 119 miliardi nelle casse UE e 95 miliardi nelle casse USA, ma anche le aree del mondo non comprese dagli accordi di 100 milioni di euro.

Tuttavia, ciò desta dei dubbi che sono: il trattato va a modificare le barriere regolamentari, quindi, verrebbero meno tutte quelle convenzioni atte a proteggere i diritti dei consumatori su ogni tipo di prodotto; la liberalizzazione dei servizi, implica la più facile gestione dei servizi essenziali (risorse idriche, rifiuti, sanità) da parte di aziende private statunitensi che potrebbero “affacciarsi” nella nostra realtà nazionale, spodestando di fatto gli esiti dei Referendum per la tutela dei beni comuni; l’esautorazione dei tribunali nazionali nel caso di dispute legali, per cui un soggetto privato può denunciare un governo, in caso di mancati profitti in seguito a determinate politiche sociali e le aziende straniere potrebbero chiamare in giudizio i governi davanti a tribunali internazionali e chiedere i danni per scelte politiche ritenute potenzialmente dannose per i profitti (presunti, presenti e futuri) delle imprese.

E’ necessario che la comunità europea assuma posizioni ufficiali a proposito dei vari ambiti del TTIP: chimico, cosmetico, automobilistico, tessile, ma soprattutto alimentare, viste le tipicità e le peculiarità del nostro sistema produttivo italiano nel campo agroalimentare con una grandissima ricchezza di biodiversità, che rendono il nostro Belpaese, il più unico e il più distintivo al mondo. Il mercato agroalimentare europeo rischia di essere saturato di prodotti Usa.

Questi dubbi derivano anche dalla mancata consultazione pubblica perché si tratta di un accordo secretato; infatti, nell’UE e, soprattutto, in Italia non è avvenuto finora nessun dibattito ufficiale: libero, aperto e democratico sui punti di tale accordo, anche se sarebbe stato necessario informare i cittadini e coinvolgerli nella decisione comune, nel rispetto dei principi della democrazia, costituzionalmente definiti, chiari ed imprescindibili. Tuttavia, tale riservatezza è obbligata, affinché i negoziati abbiano un esito positivo e non ci sia il rischio di rivelare al concorrente i propri progetti. La Commissione Europea assicura, comunque, formalmente il dialogo con i singoli Stati membri, ai quali sembra stiano comunicando gli sviluppi dei negoziati in sede di consiglio.

Per questo motivo, venerdì 10 giugno dalle 17 alle 21,00 saremo presenti, insieme con i ragazzi del progetto di alternanza con i ragazzi dell’Istituto Superiore Tandoi-Oriani, in via Duomo per incontrare la popolazione e sensibilizzarla sulla tematica.

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