La Festa d’Ognissanti chiude la stagione Teatro Pubblico Pugliese

L’intento dello spettacolo è quello di risvegliare la conoscenza di questi antichi modelli, di questi uomini prima che santi, nel loro rapporto con la vita e con la spiritualità, con tutte le loro paure e le loro contraddizioni.

teatro pubblico pugliese corato
Cala il sipario sulla stagione Teatro pubblico Pugliese

Cala il sipario sulla stagione Teatro pubblico Pugliese, questa sera con lo spettacolo de “La festa d’Ognissanti”, della Compagnia Malalingua, regia di Marco grossi e Luca Avaliano, luci Gennaro De Pinto / organizzazione Irene Sasso; con Marianna De Pinto, Antonella Civale, Enzo Toma Giuseppe Pestillo, Luca Avaliano, Marco Grossi scene Riccardo Mastrapasqua

Chi sono per noi i Santi? Cosa rappresentano per noi oggi? Cosa sappiamo delle loro storie? Dall’indagine su questi interrogativi nasce “La Festa d’Ognissanti”. I Santi sono innanzitutto esseri umani che hanno attraversato un personale travaglio spirituale e, spesso, anche fisico, uomini e donne al limite, che hanno saputo attingere al profondo della loro umanità per allacciarsi a quel filo impalpabile ed eterno che congiunge l’umano al divino. Le loro sono storie di uomini e di donne grandiosi nella loro semplicità, punti di riferimento e modelli da conoscere, studiare e seguire.

Eppure in una società liquida, in continuo mutamento, come quella contemporanea, questi eroi immanenti ci appaiono come sbiaditi, polverose figure di cartapesta rievocate di onomastico in onomastico, di ricorrenza in ricorrenza, di processione in processione, senza più preoccuparsi di conoscere la vita e la strada che quelle anime fecero per ascendere all’immortalità del ricordo.

Chi conosce la storia di Santa Lucia, di San Nicola, di San Giuseppe da Copertino e di tanti altri santi il cui nome ci appare familiare ma nulla più? L’intento dello spettacolo è proprio quello di risvegliare la conoscenza di questi antichi modelli, di questi esseri umani, uomini prima che santi, uomini nel loro rapporto con la vita e con la spiritualità, con tutte le loro paure e le loro contraddizioni.

L’approccio scelto è quello al confine tra sacro e profano, ironico e appassionato, tipico di una festa paesana.

Annunciati da un improbabile banditore, i Santi irromperanno sulla scena sul loro carrozzone agghindato di luminarie, accompagnati dal suono di una fanfara. Consapevoli dell’importanza del marketing e della comunicazione in una società in continua evoluzione, verranno a promuoversi, a promuovere il loro ricordo, a raccontarci le loro storie, la loro versione dei fatti. Con ironia e trasporto si sveleranno agli spettatori chiedendo in cambio solo la luce flebile ed eterna di una candela, perchè il ricordo possa continuare a brillare.

La Festa d’Ognissanti è uno spettacolo itinerante ed interattivo. Dopo l’irruzione di tutti i personaggi in una scena corale, ogni Santo raggiungerà la sua postazione, il suo “luogo deputato e saranno gli spettatori a scegliere di volta in volta a quale Santo “votarsi”, quale storia ascoltare, stabilendo il proprio percorso.

Lo spettacolo “La Festa d’Ognissanti” ha vinto nel 2017 il premio come progetto speciale del bando “I Teatri del Sacro”, debuttando lo scorso 4 giugno ad Ascoli Piceno nel giorno di apertura dell’omonimo festival.

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