“Komorebi”, il ricordo di Francesco Tedone attraverso la fotografia

Komorebi (6)Komorebi: difficile tradurre letteralmente questo vocabolo giapponese. È una parola che si deve sentire con il cuore e che si legge tra gli alberi. Con “komorebi” infatti, i giapponesi indicano quella luce fioca, smorzata, che filtra tra le foglie degli alberi. E “komorebi” è anche il vocabolo, il concetto, il messaggio,  con il quale familiari ed amici di Francesco Tedone hanno voluto intitolare la mostra fotografica tenutasi in suo ricordo martedì 11 e mercoledì 12 ottobre nel chiostro del “Palazzo di Città.

«Come il sole filtra attraverso gli alberi, così attraverso la luce della memoria di Francesco vogliamo mostrare piccoli sprazzi delle tante culture che compongono il mondo», scrivono gli organizzatori.

Dalla Bosnia alla Danimarca, dal Giappone alla nostra Napoli, passando per il Brasile, una decina di fotografi hanno presentato i loro scatti sul tema del viaggio, suscitando non poche emozioni nelle centinaia di persone che hanno affollato il chiostro in questi due giorni. Il tutto accompagnato da frasi, poesie, pensieri  dei ragazzi autori delle foto (molti dei quali amici di Francesco).

Dalla “Saudade” brasiliana, sentimento intraducibile di nostalgia, espressa da Massimiliano Lotito, ai pensieri in prosa o in versi di Alessandro Liso e Rosanna Calò, tutti hanno voluto lasciare un messaggio, un saluto a Francesco Tedone a tre mesi esatti dalla sua scomparsa.

“Continueremo questa corsa per te”, dissero gli amici di Francesco all’indomani della tragedia ferroviaria che spezzò la sua vita e quella di altre 22 persone.  Stanno mantenendo la promessa, non si stanno fermando, mantenendo vivo e vivido il ricordo di Francesco.

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