Che la città stia attraversando un delicato momento della sua storia nella gestione delle infrastrutture è ormai un dato sotto gli occhi di tutti, oggetto, da più parti, anche di materia bollente in campagna elettorale. Ma se si vuole un pratico compendio di tutto ciò che rappresenti lo status di una Corato allo sbando allora basta farsi una passeggiata in villa comunale, nota anche come Parco Sant’Elia.

La villa comunale come icona di una Corato allo sbando
La villa comunale come icona di una Corato allo sbando

Una passeggiata come quelle che in questo weekend si sono concessi molti concittadini approfittando dell’evento gastronomico “La Puglia in un boccone”, organizzato nel “salotto buono” della villa comunale, ovvero la piazzetta costruita con un bando del 2011. É stato sufficiente mettere il naso appena fuori dall’area della festa per scoprire l’altro lato della medaglia, probabilmente la vera icona di una Corato allo sbando.

Germogli divenuti robusti arbusti, selva di erbacce ad altezza d’uomo e a portata di scintilla, tufi divelti, scalinate trasformate in scivoli sdrucciolevoli e tanta, tanta ruggine sono solo alcuni degli elementi che balzano agli occhi come risultato finale di un processo di degrado che non è certo cominciato l’altro ieri. Certo, ad onor del vero si è intravisto qualche intervento di giardinaggio nelle zone più frequentate (anche lo spesso strato di erba tagliata va rimosso prima che secchi) ma è pur sempre la consueta pezza a colori. La sovrapposizione degli effetti del degrado, la proliferazione delle piante che si fanno spazio con forza in ogni pertugio della muratura sono sintomatici di uno stato di abbandono e di inefficiente (o inesistente) programmazione manutentiva.

Lampione vandalizzato in villa comunale, emblema di una Corato allo sbando
Lampione vandalizzato in villa comunale, emblema di una Corato allo sbando

Tutto ciò, ovviamente, fa il pari con l’incuria e l’inciviltà di alcuni dei cittadini fruitori, che non mancano di apportare il loro “generoso” contributo nella confezione di una tela che dipinge Corato a tinte molto fosche. Se è vero che lo stato di salute di una città lo si evince dalla cura degli spazi pubblici allora è ben evidente quanto sia la nostra Corato allo sbando e per invertire la rotta non sia necessaria solo una radicata ed energica azione amministrativa. Le altre considerazioni le lasciamo a voi lettori de Lo Stradone mediante il nostro reportage fotografico, una passeggiata virtuale (quella reale è sconsigliata, specialmente con i bambini) nel cuore del degrado.

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Ottimo reportage a cui credo manchi la domanda sostanziale: chi ha in gestione la cura della villa comunale? Avuta questa risposta potrai- potremo trarre le ovvie conseguenze, perché se è vero che il tasso.di civiltà?,,è molto basso , le erbacce vanno tagliate, le siepi curate e i muretti e scalini restaurati. Si chiama manutenzione, questa sconosciuta!