Incrocio rivoluzione, Casillo: «Chiesi di realizzare la rotonda a mie spese ma mi fu negato»

Non a caso lo chiamano l’incrocio della morte. L’incrocio della Rivoluzione, nel corso degli anni, ha mietuto molte, troppe vittime. Quattordici nel breve tempo, di cui due nella mattinata di ieri. Due vite spezzate, stroncate forse da una disattenzione, ma certamente dalla lentezza della macchina amministrativa e della burocrazia che, nonostante il sangue che ha macchiato quella strada, ancora non è nelle condizioni di poter realizzare quella rotatoria che salverebbe decine di vite umane.

Eppure c’era stato chi aveva capito che non si potevano attendere i tempi pachidermici della pubblica amministrazione e che, se non si fosse intervenuto al più presto, quella strada avrebbe mietuto altre vittime.

Questo qualcuno è l’imprenditore coratino Francesco Casillo, offertosi di realizzare a proprie spese l’opera pubblica, pur di dare una maggiore sicurezza a quell’incrocio. Non gli fu possibile: la sua proposta ricevette un parere negativo da parte della pubblica amministrazione. A riferirlo è lo stesso Casillo in una lettera aperta pubblicata sugli organi di stampa.

«Due anni fa mi sono personalmente interessato chiedendo all’amministrazione comunale di Corato di consentirmi di poter costruire a mie spese una rotatoria che eliminasse i rischi di possibili incidenti. La risposta che mi fu data fu: “non puoi far nulla, in quanto i fondi sono già stati stanziati, ma la rotatoria non si può fare perché in attesa delle autorizzazioni necessarie» riferisce Casillo.

Perchè qualcuno diede una risposta che non gli competeva? È bene ricordare che la competenza su quella strada è della Città Metropolitana.

«Mi sono sentito corresponsabile delle loro morti, per non aver gridato abbastanza e non aver combattuto come avrei dovuto la burocrazia che ancora una volta ostacola anche opere che possono salvare vite umane. Quando la mala burocrazia blocca l’attività di un’azienda, anche a discapito del lavoro e dell’occupazione, passi pure, ma sulle vite umane no!» è il rammarico di Casillo che auspica un intervento delle autorità preposte per far luce sulle ragioni del ritardo della realizzazione della rotonda a quell’incrocio che ancora è causa della morte di tante persone.

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