Il sen. Perrone fra i firmatari dell’emendamento del decreto Milleproroghe

flixbusSta facendo discutere tutta Italia l’emendamento al testo di legge del decreto Milleproroghe firmato da quattro senatori del gruppo Conservatori e riformisti, Lucio Tarquinio, Francesco Bruni, Luigi D’Ambrosio Lettieri e Luigi Perrone ex sindaco di Corato nonché attuale assessore comunale.

Il provvedimento contiene misure che vanno dalla pubblica amministrazione all’editoria, dal lavoro e politiche sociali all’istruzione, dalla giustizia ai beni culturali all’ambiente e all’economia, dallo sviluppo economico alle infrastrutture e ai trasporti.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che si concentra l’emendamento oggetto di discussioni, il cui intento ufficiale sarebbe quello di aumentare la trasparenza nel rilascio delle autorizzazioni, a garanzia della qualità del servizio e della concorrenza. Il testo prevede infatti, che solo gli operatori del trasporto, e non piattaforme digitali, possano ottenere l’autorizzazione a operare e questo di fatto ostacola l’attività dei bus low cost, i nuovi servizi di trasporto interregionali a prezzo scontato portati in Italia da società come Megabus e FlixBus. Flixbus infatti si è affacciata al nostro Paese circa un anno e mezzo fa ma con un modello diverso rispetto alle altre aziende di trasporto: non possiede mezzi, ma si appoggia a società di trasporto locali, assicurando la parte logistica, di prenotazione e di marketing tramite piattaforme online.

Tale modello si è rilevato un successo dato i risultati raggiunti da quella che inizialmente era una startup nata dall’idea di tre giovani tedeschi: in 16 mesi FlixBus, presente in 20 Paesi, ha trasportato 3 milioni di italiani, collegando 120 città, e finendo per acquisire le attività in Europa continentale di Megabus.

Torniamo ora all’emendamento: esso prevede che possano ottenere l’autorizzazione a operare solo raggruppamenti di impresa il cui capogruppo, in questo caso Flixbus, esegue l’attività principale di trasporto. Non il caso della società tedesca, che è solo una piattaforma.

Secondo l’azienda, quello che è avvenuto è una strategia atta ad ostacolare la concorrenza e ad avallare questa tesi concorre il fatto che i quattro senatori firmatari dell’emendamento, siano pugliesi come pugliese è il presidente di Anav Giuseppe Vinella, l’associazione autotrasporto viaggiatori, che con la sua azienda, la Marozzi, opera sulla tratta tra Bari e Roma, la stessa su cui Flixbus è entrata qualche mese fa.

Una “figuraccia italiana” la definisce Andrea Mazziotti, relatore alla Camera del decreto Milleproroghe dato che come egli stesso sottolinea: “Con norme anticoncorrenziali di questo tipo facciamo davvero una brutta figura con gli altri Paesi in cui questo tipo di restrizioni non esistono”. Mazziotti spiega poi che: “il decreto è in scadenza ed è impossibile sopprimere questa norma, ma è importante cancellarla nel primo provvedimento utile”.

Il Milleproroghe infatti avendo incassato la fiducia anche alla Camera, diventa legge senza che il testo venga modificato in virtù del fatto che deve essere riconvertito in legge entro il 28 febbraio ma l’approvazione da parte del Senato di norme contro i bus low cost è considerata da Sergio Boccadutri parlamentare PD, “un grave errore, a cui il Governo si è prontamente impegnato a rimediare quanto prima, anche per non incorrere nel rischio di una procedura di infrazione europea oppure una censura da parte della Corte Costituzionale”.

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