Il CADUM celebra l’importanza di incontrarsi

Una serata in nome della fratellanza e della solidarietà per riscoprire il legame che ci unisce come individui

incontrarsi Cadum
Gli allievi del COET

Una serata per riscoprirsi fratelli nella semplicità rara della condivisione sincera, quella tenutasi ieri sera, 13 giugno, presso la sede del Centro Aperto Diamoci Una Mano, dal titolo “Incontrarsi. Racconti di Odissee fiorite”.

Un incontro che, a conclusione della nona edizione del Corso di Italiano per Stranieri con la consegna degli attestati agli allievi, ha posto l’accento sull’essenzialità di conoscersi l’un l’altro senza filtri né paure, di avvicinarsi alle vite che ci scorrono accanto per riscoprirsi simili.

Organizzata in collaborazione con Harambè e il Presidio del Libro di Corato, la serata ha permesso di riflettere sul valore della solidarietà, del sapersi donare per ricevere, della bellezza di arricchirsi attraverso il confronto e la condivisione. Così, hanno preso vita le storie dei legami, spesso inaspettati o inconsapevoli, che uniscono ciascun individuo all’altro, grazie alle performances degli allievi del Teatro delle Molliche e del COET, diretti da Francesco Martinelli, che hanno donato al pubblico stralci dello spettacolo “Legami”, già portato in scena al Teatro Comunale lo scorso 18 maggio.

Momenti di coesione e di emozione, storie di vita di chi ha dovuto drasticamente lasciare la propria terra d’origine, con difficoltà, sofferenze e sacrifici, con l’affetto per i luoghi e le persone care lontane, la nostalgia per le proprie radici, sono stati il fil rouge che ha fatto incontrare i giovani artisti di “Legami” con le allieve georgiane del corso di italiano per stranieri del Cadum, che hanno raccontato la propria terra e le proprie esperienze in rima, e alcuni membri del Centro italo-venezuelano, che hanno intonato canti e musiche evocative e dense di suggestioni latino-americane.

Racconti di storie e culture diverse, per incontrare, anche solo in parte, il grande e straordinario sistema di convivenza che è il mondo, che ci accomuna e ci abbraccia, anche se troppo spesso dimentichiamo di far parte di una stessa comunità, un’unica famiglia che si identifica semplicemente nell’essere umani. Storie come quelle racchiuse nel libro “Le storie che fanno la storia”, a cura della Scuola per Stranieri “Igino Giordani” di Bari, una raccolta di vite e difficili odissee di alcuni degli studenti della scuola, che sono state segnate e segnano a loro volta l’attualità in cui viviamo, presentato nell’occasione della serata di incontro del CADUM.

Per conoscere meglio se stessi è importante saper accogliere l’altro, lasciarsene toccare e coinvolgere, scambiarsi uno sguardo, un sorriso e tendersi la mano per riscoprirsi più forti, più ricchi e più autentici solo se uniti, come le mani del poetico, delicato ma altamente suggestivo cortometraggio “Hands” di Michael Lane proiettato a conclusione della serata, a cura di Morpheus Ego, vincitore del Premio per la Pace conferito dalla Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, in occasione della prima edizione dell’Apulia Web Fest.

La serata è stata anche occasione per presentare una nuova iniziativa del progetto Buon Campo che vedrà coinvolte le realtà del CADUM e del Corato Open Space in un laboratorio di cucito per la realizzazione di borse con stoffe da riciclo. E se la condivisione passa dai suoni ai colori, passa anche dagli odori e i sapori del mondo, portati in tavola grazie alla collaborazione con Insciallah.

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