Gene Gnocchi: beneficenza e sorrisi a teatro con il suo “Sconcerto Rock”

gene gnocchiNella serata di ieri, giovedì 3 marzo, le assi del palco del Teatro Comunale hanno scricchiolato sotto i passi energici di un Gene Gnocchi dallo “Sconcerto Rock”, in un imperdibile spettacolo di cabaret in cui il comico si è raccontato con ironia e disincanto.

L’appuntamento, organizzato con il sostegno e la collaborazione del gruppo Casillo, è stato curato dall’associazione di promozione sociale “Il Sorriso di Antonio”, attiva a Corato dal 2012.

Il sorriso in questione è quello di Antonio Carone, scomparso a causa di una forma maligna di cancro del sistema linfatico, il linfoma Non Hodgkin. Ed è proprio a favore della ricerca sui LNH che l’incasso della serata a teatro sarà devoluto, perché dinanzi all’ombra di una così feroce malattia può trovar posto solo un solido sostegno collettivo.

Sul palco, ad apertura della serata,  il prof. Francesco Albano, direttore del laboratorio di ricerca dell’istituto di Ematologia del Policlinico di Bari:“Molti sono i risultati raggiunti e i progetti realizzati dal 2012 ad oggi dall’associazione, tutti in qualche modo legati alle passioni di Antonio.”

La nobile causa certamente avrà strappato un sorriso in più ai tanti spettatori accorsi per lasciarsi travolgere dalla dissacrante ironia di Gene Gnocchi.

Infatti, risate e applausi non sono mancati: rock and roll, cabaret, sana autoironia e una ricca dose di umorismo.

“La verità è che c’è crisi per tutti”, ha esordito il comico, “ed è per questo che adesso mi ritrovo nel teatro comunale di Corato.”

“Sconcerto Rock” si presenta come un ricco ventaglio di situazioni spassose che si articolano tra musica, monologhi e interazioni con la platea, in un gioco sempre vivo e mordace. Il comico, così, ha ricordato i felici tempi in TV e, nelle vesti di un’attempata rockstar al verde, non ha mai abbandonato il suo taglio satirico e pungente, con cui immagina di potersi ripercorrere in compagnia del pubblico, tra le tante surreali avventure professionali e i numerosi treni persi: “La canzone Purple Rain, ad esempio, l’ho scritta io. Semplicemente, Prince mi ha preceduto, sulla circolare a Fidenza. Alla fine è riuscito a registrarla lui per primo.”

Ha poi raccontato dei suoi numerosi mestieri, dal “portatore di cattive notizie” alle esperienze nel mondo circense, quando si occupava di recuperare le donne-cannone dopo ogni esibizione.

O ancora, di quella volta che si è innamorato di una ragazza vegana: “Talmente vegana che mangiava il miele solo se era sicura che le api lo producessero per hobby.”

Gene Gnocchi a teatro edifica un monumento alla non-sensatezza che irrora la nostra quotidianità, nell’Italia di ieri e di oggi, visto attraverso gli occhi di un (tragi)comico nostalgico ma mai rassegnato.

 Narra, così, di un mondo dimesso e strampalato, tanto comico da sembrare irreale ma che, a guardarlo meglio, non è poi così lontano da quello che ci circonda.

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