Extra nos, “Musica e pace: un abbraccio sonoro fra popoli”

Un concerto-racconto frutto dell’incontro tra la tradizione pugliese e quella di altre culture e civiltà, dal mondo arabo fino ai paesi dell’Europa

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Gli artisti in scena per il progetto voluto dall'associazione Extra nos

Da sempre, la musica rappresenta un veicolo naturale in grado di accomunare epoche, popolazioni e tradizioni. Partendo da questo ideale, l’associazione culturale Extra nos, lo scorso venerdì sera, nell’Auditorium del Liceo Artistico “Federico II”, ha organizzato il primo dei concerti-racconto previsti dal progetto: “Musica e pace: un abbraccio sonoro fra popoli”.

A presentare la serata è stata la professoressa Luisa Varesano, docente del Liceo Oriani, che ha sottolineato la volontà dell’associazione di voler coinvolgerei i cittadini, grazie ad iniziative in cui riscontrare utilità e godibilità, volte alla didattica e alla sensibilizzazione sociale nel tessuto urbano.

Dopo essersi occupata di tematiche legate alla violenza in ambiti quali il pensiero e la guerra, Extra nos, grazie anche ai contributi dell’otto per mille della chiesa valdese, ha pensato di mostrare un’altra prospettiva che potesse raccontare l’incontro tra culture diverse.

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Un momento della serata

A tale scopo, si è quindi servita della musica, poiché all’interno di essa non ci sono confini riguardo alle diverse influenze culturali, che provengono da tempi molto antichi. Nel corso della serata si sono esibiti Ruggiero Inchingolo & Suoni dal Mediterraneo Project, di cui fanno parte i musicisti Ruggiero Inchingolo, presidente del gruppo, Carlo De Pascali, Alessandro Buongiorno, Giuseppe Volpe, Emanuela Gabrieli e Claudio Gala.

Questi artisti, conosciuti peraltro anche da molti palchi europei, hanno proposto una performance sonora generata dall’incrocio di vari linguaggi espressivi. I brani eseguiti, infatti, sono stati il frutto dell’incontro e confronto tra la tradizione pugliese e quella di altre culture e civiltà, dal mondo arabo fino ai paesi dell’Europa.

Per tale ragione, anche la scelta degli strumenti non è stata casuale: provenienti dal mondo arabo e non solo, sono stati in grado di riprodurre la taranta, ovvero la pizzica salentina, e altri generi musicali, intrisi di suggestioni mediterranee. Ad accompagnare la voce delle cantanti, violino, fisarmonica, tamburello, percussioni e oud, un particolare liuto di matrice orientale.

«Abbiamo pensato che soltanto la cultura, in particolare l’arte e la musica, possono opporre ai rumori di guerra i suoni di pace per poter unificare i popoli. La musica è un linguaggio universale in grado di accomunare giovani, adulti e anziani di tutto il mondo. Grazie ad essa si annullano le differenze che, invece, in altri contesti culturali e sociali, vengono evidenziate per dividere le persone».

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Queste le parole del prof. Eliseo Tambone, presidente dell’Associazione e docente del Liceo Oriani che hHa rivelato, inoltre, la sua soddisfazione nel poter offrire lo spettacolo che si è tenuto al liceo e gli altri che seguiranno, a partire da quello in programma venerdì prossimo, sempre nell’Auditorium del liceo artistico, in cui saranno ospiti i musicisti Aldo De Palma e Cesare Pastanella.

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