Elezioni, le comunali figlie delle Europee tranne per il M5S

Tra aspettative deluse e previsioni di voto mantenute il ballottaggio del 9 giugno designerà il nuovo Consiglio Comunale

Elezioni, le comunali figlie delle Europee tranne per il M5S
Elezioni, le comunali figlie delle Europee tranne per il M5S

A mente lucida, in seguito all’ufficializzazione dei risultati delle elezioni mentre i candidati a sindaco di Corato che non andranno al ballottaggio commentano a mezzo conferenza stampa o lettere, noi de LO STRADONE vi proponiamo un’analisi del voto.

La consultazione amministrativa dello scorso 26 Maggio ha dato risultati figli delle elezioni Europee, tranne per quanto riguarda il M5S: i 6899 voti, pari al 26,5% (la lista più suffragata) non hanno trovato conferma nelle votazioni comunali. Una parte rilevante dei voti, si può ipotizzare, sia stata indirizzata verso il candidato De Benedittis, penalizzando il candidato di bandiera M5S Longo. Questo fattore ha sconvolto le dinamiche locali, già pesantemente condizionate dalla esclusione delle liste di Forza Italia e soprattutto Lega che insieme avrebbero potuto assicurare una dote elettorale iniziale di circa 9.000 voti al candidato D’Introno che non ha avuto il risultato previsto dal consistente bacino elettorale del centrodestra.

Ha mantenuto le previsioni delle elezioni il candidato Amorese, forse beneficiando in parte dei voti di FI e Lega non presenti. Altro risultato abbastanza in linea con il trend delle Europee è quello dell’area PD con il candidato Bovino, che sicuramente ha beneficiato dell’entusiasmo impresso dalle due liste civiche Nuova Umanità e Bovino Sindaco. Altro dato da considerare è quello del candidato Lenoci che si avvicina all’area di ballottaggio , ma non essendo collegato a partiti nazionali presenti alle Europee, ha potuto contare solo su presenze civiche.

Al di sotto delle aspettative il risultato del candidato Loizzo, che pur se consistente non gli ha consentito di avvicinarsi al podio. Non sfondano le candidature di Massimo Mazzilli, sindaco uscente ma non sostenuto da nessuna delle forze politiche che avevano concorso nel 2014 al suo 52,4% (un isolamento politico che non è stato compreso dall’elettorato!), e di Cataldo Mazzilli, rappresentante della lista di destra Movimento per la Sovranità che ha solo potuto testimoniare la propria presenza. Infatti, sono gli unici a non entrare in Consiglio comunale al di là della vittoria di D’Introno o Amorese al prossimo ballottaggio.

I risultati delle singole liste danno una visione più realistica del rapporto di forza che con il premio di maggioranza di fatto dilata la distanza tra i quattro candidati più votati, che in realtà nel primo turno segnava una differenza tra il primo ed il quarto di soli 400 voti.

Il ballottaggio che si terrà il 9 Giugno vede impegnati D’Introno e Amorese e oltre a decretare chi indosserà la fascia di Sindaco consegnerà alla maggioranza ben 15 consiglieri su 24 totali del Consiglio Comunale. Mentre tutti gli altri schieramenti si divideranno 9 poltrone, compreso il candidato che uscirà perdente dal ballottaggio.

Tra i banchi dell’opposizione, certamente, siederanno i candidati sindaci non ammessi al ballottaggio, tranne i due Mazzilli, ovvero De Benedittis, Bovino, Lenoci, Loizzo e Longo, il candidato che non vincerà il ballottaggio, e solo tre consiglieri tra i più votati: Michele Bovino (Bovino Sindaco) e se vince D’Introno, Vincenzo Labianca (UDC) e Simona Miscioscia (Sud al Centro), altrimenti se vince Amorese, Gabriele Diaferia (Direzione Italia) e Gaetano Nesta (Indipendenza Civica).

 

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