Indagare possibili strategie di economia circolare applicabili a città medio- piccole, proprio come Ruvo di Puglia: questa la sfida che si è dato il workshop Ruvo Circolare, il laboratorio di co-progettazione tenutosi presso il laboratorio urbano ruvese La Capagrossa Coworking e concluso ieri sera.

Sedici giovani e meno giovani architetti e creativi ma anche esperti in materia ambientale e gestione dei rifiuti, hanno cercato in due intense giornate di lavoro di riscoprire il tessuto produttivo ruvese e immaginare nuovi modi per rendere lo scarto una risorsa per idee e start up.

Renderemo presto fruibili gli esiti elaborati – assicurano Ivan Iosca, presidente dell’associazione La Capagrossa, e Giorgia Floro, architetti organizzatori dell’evento- e proveremo a sviluppare alcune delle idee proposte, proseguendo il dialogo proficuo con l’Amministrazione comunale, gli esperti coinvolti e i partecipanti. Attivare strategie di economia circolare a livello urbano significherebbe rendere finalmente competitivi i nostri territori, attivando forme di impresa all’avanguardia e migliorative rispetto alla crisi climatica in corso. L’economia circolare rappresenta in questo momento una possibilità ma anche una necessità per tornare a rendere le nostre attività umane compatibili con il pianeta di cui siamo ospiti”.

I lavori si sono concentrati sulle tipologie di attività più importanti per il territorio: la lavorazione dell’uva e del vino, ma anche il settore tessile -caratteristico della città- e quello ristorativo, predominante nel nucleo antico.  Per ciascuno di questi sono stati immaginati nuovi flussi produttivi, proprio a partire dai materiali di scarto più ingestibili: dalla sostituzione degli oggetti monouso con beni durevoli, adatti a dare vita a un vero e proprio brand cittadino ecosostenibile, alla creazione di una piattaforma in grado di mettere in relazione l’offerta e la domanda di materiale di scarto.

La presentazione finale delle idee e dei progetti proposti è stata svolta all’interno della Torre del Castello Medievale Melodia, un luogo messo a disposizione dal proprietario architetto Vincenzo Stellacci, ed eccezionalmente riaperto al pubblico in questi giorni in occasione della mostra collettiva internazionale Mutazioni, promossa dall’associazione culturale La Capagrossa e curata da Antilia Gallery, progetto di galleria itinerante.

I partecipanti hanno dunque potuto raccontare le loro proposte, elaborate sotto la guida di Emanuele Bompan, direttore della rivista “Materia Circolare | Renewable Matter” e Saverio Massaro, architetto e civic designer e docente a contratto presso l’Unibas.

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