Don Tonino nel ricordo dei coratini a Molfetta – Video

«Ho incontrato per la prima volta don Tonino, a Corato, nella Parrocchia San Domenico, in cui era stato invitato per una conferenza. Fu l'inizio di una storia destinata a segnare in modo irreversibile la vita mia e di tanti e tante della mia generazione»

Ho incontrato per la prima volta don Tonino, a Corato, nella Parrocchia San Domenico, in cui era stato invitato per una conferenza. Fu l’inizio di una storia destinata a segnare in modo irreversibile la vita mia e di tanti e tante della mia generazione.

Così scrive Corrado De Benedittis, ex presidente della Caritas cittadina, nel ricordare il vescovo pacifista.

Non lo persi più di vista. Iniziai a seguirlo, insieme a mia sorella, nelle sue prese di posizione, negli incontri di Avvento e Quaresima, nel suo andare “lungo i sentieri altri della differenza”.

Con don Tonino, cominciò a crescere anche a Corato un movimento di idee e di cambiamento radicale degli stili di vita. Capimmo che ci eravamo ritrovati al fianco di un rivoluzionario, uno dei grandi del ‘900.

Ci mettemmo radicalmente in discussione anche noi a Corato. Arrivarono così i tempi del Coordinamento Pacifista di Controinformazione Corato che realizzammo con gli amici e le amiche della Chiesa Valdese di Corso Mazzini. Denunciavamo la vergogna della guerra in Jugoslavia e dicemmo un no chiaro e forte alla guerra nel Golfo Persico.

Don Tonino, con la forza e la leggerezza del profeta, nel frattempo, apriva strade: smilitarizzare la Puglia, dall’Alta Murgia a Taranto; aprirsi al mondo, ad Est e a Sud.

Ci ritrovammo nel porto di Bari, a chiedere diritto di sbarco e accoglienza per albanesi, curdi, palestinesi…

Cominciammo a invitare don Tonino nelle assemblee d’Istituto  al Liceo e poi all’università.

Non si negava mai, lui, il vescovo di Molfetta, il presidente nazionale di Pax Christi.

Arrivarono i tempi duri e difficili, dell’isolamento prima e della malattia poi. Capimmo allora che non dovevamo lasciarlo solo, che si avvicinava il tempo di rimanere fedeli al suo insegnamento.

Sul suo esempio, cominciammo ad aprirci al mondo dell’immigrazione di Corato; costituimmo il Comitato Alta Murgia per un territorio di Pace.

Quando ci ha lasciati, il vuoto è stato grande. Quella Chiesa di base anche di Corato mai riconosciuta da nessuno ma di cui don Tonino fu vescovo e parroco, perse la sua guida più grande e più bella.

Nei 25 anni che sono seguiti non ci siamo dispersi pur nella differenza delle scelte di vita.

Oggi, qui, a Molfetta, ci siamo tutti e tutte. Abbiamo camminato, spesso sbagliando strada, ma lasciando che la direzione indicata da Tonino Bello continuasse a operare come bussola delle nostre scelte: “Ama la gente, i poveri soprattutto e Gesù Cristo. Il resto non conta nulla”.

Corrado De Benedittis

La testimonianza dei sacerdoti presenti oggi a Molfetta:

 

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