Disastro ferroviario, l’intervento di Perrone in Senato

Perrone Senato«Ho parlato da pugliese innamorato della mia terra, ancor prima che da parlamentare. Dedico questo intervento, con l’enorme commozione che ancora sento in me, a quanti hanno perso la vita ed alle loro famiglie». Con queste parole, il senatore coratino Luigi Perrone, ha commentato il suo intervento in Senato del 13 luglio, giorno successivo al disastro ferroviario, a seguito della relazione esposta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Riportiamo di seguito l’intervento integrale del Sen. Perrone.


Questo per me non sarà un intervento come gli altri, non può esserlo. In queste ore la mia città, Corato, insieme a quelle di Andria, Ruvo, Barletta, insieme alla Puglia intera, stanno vivendo un momento drammatico. Cordoglio, solidarietà, generosità, operosità: sono le parole che stanno facendo il giro del mondo e che meglio descrivono l’immagine della mia terra. E dunque qui, oggi, voglio parlare innanzitutto da cittadino e parlerò con il dolore e la rabbia. 23 vite spezzate, 23 storie, volti, nomi di uomini, donne, bambini e giovani. Non nascondo la difficoltà a parlarne, provo difficoltà soprattutto perché chi come me ieri ha trascorso la giornata sul luogo dell’incidente non può e, forse, mai più potrà togliersi dalla mente quello che ha visto. Sono immagini che nessun messaggio di cordoglio né alcun risarcimento potrà cancellare. Per questo motivo, è giusto chiedere innanzitutto rispetto per le vittime e i loro familiari: una riflessione necessaria molto più di qualunque retorica per tentare di non rendere vana questa immane tragedia.

I miei concittadini, tutto il popolo pugliese si sta chiedendo se tutto ciò si poteva evitare. Leggo e sento che in queste ore si susseguono tante ricostruzioni, più o meno fondate, più o meno lecite. Spiace che alcune di queste, oltre che non rispettare il dolore, dipingono situazioni lontanissime dalla realtà. Lasciamo le analisi alle autorità competenti in cui riponiamo massima fiducia, perché in tempi brevi sia fatta chiarezza su quello che è accaduto, tra i più gravi disastri ferroviari degli ultimi anni. Vogliamo che sia fatta luce, la dobbiamo alle famiglie delle vittime, agli amici, ai conoscenti di quelle persone che ieri tra le macerie hanno perso la vita.

Ci sarebbe tanto ancora da dire, forse troppo, ma mi limito a dire che quel disastro è la più drammatica evidenza di un sistema che non funziona, ma chi crede che il sud si arrenda o possa piegarsi dinanzi a simili tragedie, sbaglia ancora una volta. Non ci arrendiamo all’orrore e al dolore: il popolo pugliese ha saputo dare prova di immensa e straordinaria generosità, solidarietà, operosità e capacità di far fronte a una lacerante ferita. Ringrazio con il cuore in mano, in quest’aula, le forze dell’ordine, tutte le istituzioni, i medici, la protezione civile e i tanti volontari che da tutte le zone della Puglia sono intervenuti in soccorso della tragedia di ieri.

Credo che il miglior modo per riscattare la gente scomparsa ieri sia lottare per la verità, credo che l’unico modo utile che abbiamo per onorare quelle vittime sia proporre soluzioni concrete. Il Ministro Delrio, in rappresentanza del Governo, ci dia un doveroso chiarimento. Non spetta a me e certamente a nessuno di noi in quest’aula oggi, attribuire delle colpe: che si sia trattato di un errore, o di carenze tecniche, o di sicurezza è una questione sulla quale le indagini da parte della magistratura e delle autorità competenti devono fare il loro corso.

Quello che però mi preme dire in quest’aula e in particolar modo proprio a lei, Sig. Ministro, che oggi, nel suo discorso alla Camera e ripetuto anche qui, ha annunciato con vivo entusiasmo lo stanziamento di ulteriori risorse a favore del trasporto ferroviario. Ne prendiamo atto, ma immettere liquidità nelle casse degli enti locali non può essere considerata la panacea a tutti i mali. Il problema non sono le risorse disponibili, ma il modo in cui queste vengono adoperate o troppo spesse non adoperate a causa di vincoli burocratici o ostacoli legati alla finanza pubblica. Si parla da 50 anni di sud e di problemi del sud, eppure il Paese continua a correre a velocità separate. Si cominci allora dalla più urgente delle necessità: leggi chiare, norme che non diano adito ad interpretazioni equivoche e ad una matassa ingarbugliata di provvedimenti confusi che rendono ancora più complessa la già faticosa vita delle amministrazioni locali. Il dramma dell’incidente ferroviario in Puglia è la più drammatica evidenza dei danni enormi che può produrre una nefasta e farraginosa macchina statale al prezzo di vite umane. Nel 2011, da sindaco di Corato, con la mia amministrazione ha approvato il progetto che prevedeva il potenziamento della linea ferroviaria nord barese proprio sulla tratta Corato-Barletta, che avrebbe dovuto essere ultimato utilizzando i fondi strutturali della CE nella programmazione 2007-2013. Sono passati cinque anni e ancora si parla di aggiudicazione della gara d’appalto.

Al di là di ogni sterile polemica e qualunque siano le responsabilità che andranno ad accertare in maniera celere, ciò evidenzia un imperdonabile ritardo, figlio di una nefasta burocrazia. E la tragedia questa volta è stata più veloce di ogni burocrazia. Il resto purtroppo è triste cronaca del disastro che giunge oggi dalla mia terra nota a tutti. Di fronte a una tragedia così immane la politica si interroghi, in coscienza, a tutti i livelli istituzionali, se ha fatto la sua parte.

Concludendo e stringendomi ancora una volta alla mia regione, chiedo a lei Sig. Ministro, di trovare le parole e forse anche le ragioni per dare la più difficile delle risposte alla più banale delle domande: perché ancora accadono queste cose? Per il rispetto della Puglia, del mio popolo e di tutti coloro che purtroppo ancora muoiono in tragedie come questa, il Governo chi dica chiaramente cosa intende fare nell’immediato, grazie.

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