Disastro ferroviario 12 luglio, ad un mese di distanza il sindaco incontra i parenti delle vittime

27d634b5-0023-4e19-b71c-bff926f1e000Un mese. Tanto è passato da quel maledetto 12 luglio 2016, che in un modo o nell’altro ha cambiato le vite dei cittadini di Corato. Un incidente inaspettato, poiché avvenuto su un convoglio a noi familiare, a noi caro, su una tratta decine di volte percorsa con tanti pensieri per la testa, tante paure, ma mai con quella che su quel treno potesse accadere qualcosa di brutto. Invece in quel 12 luglio tante persone hanno perso la vita, non sono giunte a destinazione, 23 per l’esattezza. Due di queste, Francesco Tedone e Luciano Caterino erano di Corato e questa mattina, nel giorno del trigesimo, il sindaco di Corato Massimo Mazzilli ha voluto incontrare nella sala verde del comune di Corato i loro familiari. Un gesto semplice, simbolico, spontaneo e scevro da ogni impalcatura istituzionale, un abbraccio ideale e commosso a chi più di tutti sta pagando con la croce della sofferenza questo terribile avvenimento. Presenti all’incontro anche parte dei sopravvissuti dell’incidente, che non senza difficoltà stanno cercando di tornare alla normalità.

«Questa tragedia ha cambiato la concezione di comunità nel nostro paese. Ho ancora vivido nella memoria il ricordo di quelle lamiere aggrovigliate, quell’odore acre, quel sole battente, immagini che ancora oggi prima di andare a dormire mi si ripresentano puntualmente davanti agli occhi. Nessuno si sarebbe mai aspettato una tragedia simile, a casa nostra. Ma nel dolore è uscito fuori il nostro innato senso di solidarietà, intere comunità si sono strette attorno al vostro dolore e non siete rimasti soli, non rimarrete soli, questa attenzione nei vostri confronti non calerà con il passare del tempo», esordisce un commosso Massimo Mazzilli, che prosegue: «Da ogni parte d’Italia ci sono giunte lettere di solidarietà e vicinanza, anche da città geograficamente distanti da noi. Da Vicenza alla Sicilia il cordoglio è stato unanime. Nostra premura sarà quella di impedire che questa vicenda prenda pieghe meramente giudiziarie e risarcitorie. Dobbiamo fare in modo che le vite prematuramente interrotte quel 12 luglio rendano migliori le vite altrui. Questa vicenda non cadrà mai nell’oblio e a testimonianza di ciò intitoleremo la piazzetta adiacente alla Stazione alle vittime del 12 luglio e daremo il nome delle vittime a stazioni, sottopassi, sale d’aspetto, per far si che tutti ricordino ciò che mai più, in nessun’altra parte del mondo dovrà accadere.»

Poi, il plauso alla comunità, sottolineando il lavoro dei soccorritori: «Ci siamo dimostrati tanto generosi l’uno con l’altro, tutti noi coratini ci siamo stretti facendoci forza a vicenda, abbiamo affrontato la tragedia con compostezza, riservatezza, dignità. Per questo motivo siamo stati apprezzati e invidiati e anche per questo motivo ci sono giunte in segreteria centinaia di lettere di cordoglio e di poesie da ogni parte d’Italia, ma non solo: in tutta la Puglia molti eventi e concerti estivi sono stati dedicati alla memoria delle vittime del disastro ferroviario, in maniera sentita, vera, non di circostanza. Come non di circostanza è la nostra vicinanza. I soccorritori sono stati meravigliosi. Se il numero delle vittime non è stato più alto lo si deve solo a loro, che con tempismo e resistenza sovrumana, nelle prime ventiquattro ore hanno salvato tutti coloro che potevano essere salvati. Nei prossimi giorni organizzerò un incontro con loro, vi invito a venire a conoscerli.  Poi conclude: «Sono davvero felice di vedere qui alcuni dei feriti, è un simbolo di rinascita e speranza non indifferente».

Poi spazio alle parole commosse di Franco Caterino, padre di Luciano, uno dei due macchinisti morti nell’ impatto. Forte il dolore nelle sue parole ma forte anche l’orgoglio da padre: «Mio figlio fino all’ultimo secondo ha visto la morte in faccia e non ha abbandonato il posto guida, anzi sino all’ultimo istante di vita ha tentato di azionare i freni di emergenza» (anche se sulle dinamiche dell’incidente la magistratura sta ancora indagando, ndr.). Poi una polemica al sistema ferroviario: «Qui si regola il traffico ferroviario fischiando, gli indiani d’America comunicavano con i segnali di fumo, non siamo molto distanti». E conclude: Ringrazio l’amministrazione e la città di Corato che ha partecipato in massa al nostro dolore. Negozi chiusi, strade deserte, lì ci siamo accorti davvero che non eravamo soli con il nostro dolore.»

Anche Vincenzo Tedone, padre del giovanissimo Francesco Tedone, che era appena tornato da un anno di Intercultura in Giappone, ha voluto ricordare suo figlio, il suo piccolo Marco Polo: «Prima di andare in Giappone, Francesco era magrolino, non faceva molta attività fisica, era ancora un bambino. Quando è tornato aveva dei muscoli da “Big Jim”, era diventato un appassionato di sport, era diventato un uomo. Abbiamo avuto l’opportunità di stare con nostro figlio per sole 3 ore e mezza, ma in questo tempo piccolo abbiamo capito quanto l’esperienza di intercultura fosse formativa. Ci aveva detto che il suo desiderio sarebbe stato quello di diventare volontario Intercultura, per trasmettere agli altri l’estrema positività dell’esperienza. Noi abbiamo intrapreso questa strada al suo posto, vogliamo dire alle famiglie di lasciar partire i vostri figli qualora lo vogliano! Mio figlio è morto 24 ore dopo il suo ritorno in Italia, su quel treno e il dolore è indescrivibile. Ma se non avessimo realizzato il suo sogno di andare in Giappone, se non avessimo assecondato la sua voglia di conoscenza, il senso di colpa sarebbe stato ancora più terribile, non saprei cosa avremmo fatto. In Giappone lui ha conquistato tutti. Ci sono arrivati centinaia di messaggi da Oita e abbiamo avviato la pratica di gemellaggio tra le due città».

 

In occasione del trigesimo dalla scomparsa di Francesco Tedone, Luciano Caterino e le altre 21 vittime dell’incidente, questa sera alle 21 presso la Villa Comunale, i parenti di Francesco hanno organizzato “Brillante Come Una Stella”, evento nato dall’interesse che Francesco nutriva per l’astronomia. Nel corso della serata saranno disponibili dei telescopi per scrutare più da vicino stelle e pianeti. Un altro modo per far sì che questo tragico evento non venga dimenticato.

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