La commedia della beffa al Teatro Comunale

"Chi la fa l'aspetti" brillante commedia con un cast di "amatori" dalla passione contagiosa.

Commedia
Il cast della commedia "Chi la fa l'aspetti"

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Con questa massima si potrebbe sintetizzare “Chi la fa, l’aspetti”, commedia in due atti andato in scena ieri sera in un teatro Comunale gremito in ogni ordine di posto.

Organizzato dal Forum degli Autori, lo spettacolo ha vantato un cast frutto della sinergia e la contaminazione di arti ed estri dei membri del Forum e del collettivo teatrale ChivivefarumorE di Canosa, con l’attiva collaborazione dell’associazione culturale Fos di Corato, del Circolo degli Amici, della Pro Loco, di Agorà 2.0 e il supporto della Federazione Italiana Teatro Amatori e il Comune di Corato.

Per la regia di Antonio Montrone, l’adattamento di Marco Pilone e i costumi di Anna Marzullo, “Chi la fa l’aspetti”, liberamente tratto dall’omonimo spettacolo teatrale francese del XV secolo, narra le vicissitudini di mastro Remigio (interpretato da Alberto Tarantini), un avvocato famoso più per la sua naturale inclinazione alla truffa che per la sua ars oratoria in tribunale.

L’unica “ars” di questo avvocato delle cause perse (così chiamato dagli abitanti del paese per la sua incapacità di svolgere il proprio mestiere) era quella di riuscire a farsi dare credito e comprare qualsiasi cosa, senza sborsare uno scudo. Nel piccolo paese però, tutti ormai conoscevano la pessima fama dell’avvocato, così più nessuno era disposto a fargli credito.

Sua moglie donna Violante (Angela Strippoli) e sua figlia Giselda (Giulia Quacquarelli), personaggi alquanto ambigui, fingono soltanto di redimere l’avvocato dal commettere truffe a destra e a manca, ma per amore (e avidità) di fatto divengono complici dei piani strampalati di Remigio.

Il povero mercante di tessuti Mastro Ferruccio (interpretato da Antonio Ferrante) è la vittima ideale per l’ennesima truffa a regola d’arte dell’avvocato imbroglione, ma la contadina analfabeta di Mastro Ferruccio (interpretata da Mariella Sivo), nella sua apparente ingenuità, cambierà il corso degli eventi con un autentico colpo di genio.

“Chi la fa l’aspetti” è una commedia che si fa apprezzare facilmente, con una regia lineare ma efficace. Non era facile rendere fruibile una commedia del XV secolo che si ispira chiaramente alle commedie della beffa di Plauto, ma il regista Antonio Montrone, coadiuvati da Marco Pilone, ci riescono più che dignitosamente.

Il cast, (di cui fanno parte anche Federico Lotito nel ruolo del giudice e Cosimo Paulucci nel ruolo dell’araldo Bernardino) formato da amatori, tiene il palco con sorprendente sicurezza e la recitazione è fluida e vivace.

Altro punto di forza della pièce è l’assenza di pause nello svolgimento e il quartetto di musica antica “Ensemble Mariais” (Nikos Angelis al flauto, Angela Palmisano al violino, Giuseppe Gaeta al clavicembalo e Edward Szost alla tiorba), direttamente dal Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, che accompagnano con maestria le vicissitudini dei personaggi, sono la ciliegina sulla torta.

Spesso le parole “teatro” e “amatoriale” nella stessa frase, possono risultare fatali, perché non è raro che “amatoriale” spesso voglia dire “dilettanti allo sbaraglio”. Questa volta invece, dietro questa definizione, c’è una compagnia teatrale colma di talento e voglia di divertirsi e divertire gli spettatori.

E a giudicare dall’accoglienza del pubblico, la missione può dirsi compiuta. “Chi la fa l’aspetti” è la prova lampante che per fare teatro di qualità non servono budget astronomici e nomi altisonanti, ma solo spirito di sacrificio, voglia di mettersi in gioco e tanta tanta passione.

 

 

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