Consiglio comunale, Salerno resta presidente ma la maggioranza barcolla

Il M5S di Corato chiede la
Il M5S di Corato chiede la "Question Time del cittadino"

ignazio salernoIn fondo c’era da aspettarselo. I numeri parlano chiaro, e sono i numeri di una maggioranza che, anche nell’ultima occasione, in ordine di tempo, riesce ad avere la meglio sull’opposizione, nonostante qualche scricchiolìo.

All’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri, la mozione di sfiducia a firma della minoranza, nei confronti del presidente della massima assise cittadina, Ignazio Salerno, per il quale è stata richiesta la revoca dal suo incarico. La mozione è stata bocciata solo grazie al voto dello stesso Salerno, senza il quale il risultato sarebbe stato zero a zero: ovvero dodici voti a favore e dodici voti a sfavore, compresi quelli di Caputo, Di Tria e Roselli che hanno remato contro la maggioranza. 

Accusato di opacità istituzionale e di poca imparzialità nella massima assise cittadina, nonché di mostrare particolare sudditanza nei confronti di alcuni esponenti del suo partito, Salerno – da quanto emerso in consiglio – è stato il capro espiatorio di un attacco rivolto prevalentemente alla maggioranza.

In particolare, ciò è emerso dalle dichiarazioni della consigliera Mazzone che nel suo intervento ha precisato le motivazioni della sua firma a favore della mozione, ritenendo il presidente Salerno poco imparziale poiché componente della maggioranza, la stessa maggioranza che spesso lo ha messo in difficoltà. Secondo la consigliera di opposizione, i suoi atteggiamenti poco neutrali sono stati indotti dalla maggioranza ma lui, in quanto figura al di sopra delle parti, in più circostanze avrebbe dovuto restare imparziale e ciò non è accaduto. 

«È una mozione inopportuna e strumentale, motivata in modo altamente generico, e se la si analizza nel dettaglio, non si evincono le gravità su cui insistono i firmatari» ha affermato nel suo intervento Pasquale Pomodoro, consigliere di maggioranza che ha analizzato punto per punto la nota proposta in consiglio da Tommaso Loiodice (primo firmatario), cercando di far emergere l’inconsistenza delle argomentazioni usate da quest’ultimo che ha sottolineato l’importanza della richiesta di revoca. Pomodoro ha incalzato: «Non è sfiducia, è revoca e su questo argomento non si scherza, deve essere motivata con gravi violazioni di leggi e regolamento. Questo è un atto di pura propaganda politica».

Come sottolineato più volte nel corso del consiglio comunale da Pasquale Pomodoro, la richiesta di revoca di una figura istituzionale è una questione di carattere amministrativo e non politico, eppure come si è visto il gioco della politica c’entra e questa strategia messa a punto dall’opposizione, e in particolare dal PD, tesa a turbare la stabilità della maggioranza, ha portato con sé un risultato emblematico: è vero, la revoca al mandato del presidente del consiglio Salerno è stata respinta, bocciata con una votazione che ha visto 13 consiglieri contrari contro 12 favorevoli. Come disse l’acqua alla roccia, tempo ci vuole ma il buco te lo farò, così dopo un ulteriore tentativo dell’opposizione, è emersa la prima difficoltà della maggioranza che per un solo voto è riuscita ad avere la meglio, una maggioranza forte che, però, ha presentato un accenno di traballamento dovuto ai voti dei consiglieri Caputo, Di Tria e Roselli che hanno ritenuto opportuno votare favorevolmente la mozione.

Il peccato originale di questa amministrazione, la mancata condivisione da parte di chi ci ha imposto il presidente – citando il consigliere Paolo Loizzo – non è stato estirpato e l’opposizione incassa un’altra sconfitta, questa volta, però, uscendone a testa alta ma con il solito amaro in bocca.

Salerno dunque resta presidente e, dopo aver ringraziato i consiglieri per le attestazioni di stima che gli sono giunte, ha tenuto a precisare il perché dei ritardi nel presentare le documentazioni, accusa mossagli fra le altre, a cui era possibile rispondere con un dato di fatto, visto che il comune si trova ad operare con un numero limitato di impiegati (124 a differenza dei 300 previsti), motivo per cui le segreterie sono in affanno.

«Il mio appello – ha commentato – è stato sempre quello di rimboccarci le maniche in questo particolare momento di impossibilità nelle assunzioni, affinché possiamo dare una mano a questo meccanismo per il bene della cittadinanza».

È per il bene della cittadinanza che il sindaco Massimo Mazzilli ha chiesto poi compattezza alla sua maggioranza: «A me sta a cuore solo portare a termine questo impegno con la squadra con la quale siamo partiti. Porto ai miei cittadini il massimo rispetto per il ruolo che svolgo e che tutti siamo chiamati a svolgere e se ci sono fatti gravi è giusto che vengano redarguiti ma se ci sono fatti che si vogliono far passare per gravi io non ci sto».

 

 

 

 

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments