Un Corato Calcio proletario per mister Castelletti

I borghesi che si erano ingrossati le gote a tre giorni dalla chiusura di mercato preparano le valigie

Corato Calcio, vittoria esterna sul campo del Gallipoli
Foto di repertorio Corato Calcio @ Sergio Porcelli

Un Corato Calcio più proletario si ritrova Castelletti alla chiusura del mercato, per molti versi una farsa. I borghesi che si erano ingrossati le gote, infoltendo i propri portafogli per dei buoni allenamenti preparatori della seconda metà di campionato, a tre giorni dalla chiusura di mercato preparano le valigie.

Il tanto decantato Di Rito (o forse la controfigura) va a Fasano, il geometra di monolocali Colella rientra sul Gargano, senza che nessuno s’accorga, lo stesso Casella ritorna a Gravina, oltre a Zotti, Perna, Drago. Movimenti (Cirigliano in entrata, oltre Lacarra e Diagnè che vivacizzano la settimana e fanno salire l’inquietudine e l’adrenalina, che ieri si sono notati già dalle prime battute, in una atmosfera surreale, silenzio assordante dei tifosi del Corato Calcio e, nel corso del primo tempo, tensione che si affetta con un coltello.

Ma gli undici proletari dimostrano tanto cuore e finalmente gira la ruota della fortuna, come non accadeva dalla 1^ giornata a Vieste: punizione di un più attivo Negro e deviazione decisiva che segna l’1-0 per Corato. Nel primo tempo la squadra di casa si difende a morsi e graffi, ma senza affanni. E non solo non si abbatte, ma reagisce quando anche questa volta sembra cambiare la direzione del vento, dopo che il comunque generoso Lacarra si fa respingere da Addario il penalty (1^ della stagione) del possibile raddoppio e, come da copione, si sviluppa il motto: “gol mancato, gol subito”: 1-1.

Ma Colangione e compagni hanno tanta fame e rabbia da proletari e ci impiegano solo 10′ minuti per ristabilire le distanze, sugli sviluppi di un corner, con lo spagnolo Altares, che si conquista il ruolo a nuovo simbolo e beniamino.

Col passare dei minuti il Corato Calcio legittima il successo con Piarulli e ancora Altares, ma rischiano la beffa e la evitano, grazie ad una uscita bassa prodigiosa di Leuci, dimostrando che, almeno in alcune partite chiave, il portiere over è fondamentale, specie se si chiama Leuci.

2-1 è il meritato risultato finale.

Una considerazione a margine: è sensato contestare un presidente ed una società che, pur con errori di inesperienza, riporta dopo sei anni una squadra in eccellenza e spende tante risorse? Forse va fatto un esame di coscienza e, soprattutto, va fatto quadrato attorno a loro, sennò si rischia di polverizzare tutto. Ricordiamoci che dietro il muretto c’è il burrone, cioè la fine del calcio. Il giocattolo è comunque bello.

0 0 vote
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments