Ciak! chi è di scena? Quando il teatro diventa multimediale

Presentato lo spot pubblicitario di sensibilizzazione al teatro realizzato dagli allievi dello stage condotto da Michele Pinto

Ciak! Chi è di scena? il teatro multimediale
Francesco Martinelli durante la presentazione dello spot

Nasce dalla necessità di creare un confronto e una relazione fra teatro, cinema e comunicazione digitale lo spot pubblicitario di sensibilizzazione al teatro presentato al pubblico lo scorso 20 aprile nel corso dell’evento Ciak! Chi è di scena? promosso dal Teatro delle Molliche, in collaborazione con MorpheusEgo.

Ideato e realizzato dagli allievi del Centro di Orientamento ed Educazione Teatrale, che hanno partecipato allo stage “Il cinema nella rete: la produzione audiovisiva” condotto dal regista Michele Pinto, svoltosi in quattro lezioni  (il 24-25 febbraio e  il 3-4 marzo), si sviluppa per riflettere sul posto che l’arte in genere, e il teatro in particolare, ha nell’era dei mezzi di comunicazione.

Il regista Michele Pinto

Un prodotto audiovisivo che concretizza la domanda a cui i giovani ideatori, Claudia Claps, Caterina Cuccovillo, Michele Colucci, Daniela De Palma, Sara Fiore, Francesca Malcangi e Sara Torelli, si sono imposti  di dare una risposta: ciò che il teatro vuole comunicare ha posto nell’era della comunicazione digitale? Così, nello stage, a fronte di un’analisi circa i tratti essenziali e l’evoluzione della tecnica cinematografica, hanno potuto confrontarsi e dar forma, sotto la guida di Pinto, ad uno spot che potesse essere diffuso in rete.

Dalle lezioni teoriche alla pratica, l’idea ha accomunato gli allievi nella volontà di sponsorizzare il teatro ed invitare la gente non solo ad andare a teatro ma anche a fare teatro. I ragazzi hanno avuto carta bianca per la realizzazione dello spot, dall’idea al girato, dall’elaborazione dello storyboard alla simulazione, tutti sono stati registi e direttori della fotografia di questo progetto corale realizzato nel giro di una mattinata.

«I ragazzi hanno colto in maniera grandiosa le potenzialità offerte da una telecamerina, in un’era in cui non facciamo altro che riprendere ed essere ripresi e in cui è necessario fare i conti con internet, di cui  dovremmo solo imparare a fruirne meglio» ha dichiarato il regista ed esperto di cinema Michele Pinto.

Lo spot racchiude in sé l’essenza del teatro e i suoi elementi basilari, il palco, l’attore, il pubblico, la dimensione spaziale fra pubblico e palco, i riti del teatro, i proiettori, le quinte, il trucco ed infine la maschera, intesa come strumento che facilita l’imitazione del se stesso per l’attore ma che, per lo spettatore, rappresenta una forma del vivere nella società, diventa metafora del tutto.

Sia i creatori dello spot e che l’attore e formatore teatrale Francesco Martinelli, hanno sottolineato le differenze fra cinema e teatro. «Per un attore di teatro vedersi e sentirsi è quasi traumatico, l’esperienza è diversa dal punto di vista emotivo e del registro recitativo» ha evidenziato Martinelli.

Un progetto, quindi, che, pubblicizzando il teatro, riesce a sviscerare il mondo del teatro e azzerare le distanze portando lo spettatore a diventare parte integrante della scena.

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