“Battiti per la città”, il defibrillatore c’è, la cittadinanza (e l’amministrazione) no

Battiti per la Città 4L’arresto cardiaco è una delle emergenze mediche più gravi e, a meno che non sia risolto prontamente, spesso risulta fatale. La tempestività e l’educazione al primissimo soccorso sono fondamentali, ma molte volte non bastano per salvare una vita umana. In questi casi di emergenza l’unico vero salvavita è il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno). Esso, collegato per mezzo di placche adesive sul petto del paziente, rileva automaticamente se il ritmo cardiaco percepito necessiti di una scarica per la defibrillazione e riesce persino a modulare l’intensità e la frequenza della scarica stessa, in base alla necessità. Un vero e proprio portento tecnologico, un oggetto di vitale importanza che dovrebbe essere presente in qualsivoglia luogo pubblico.

Ma come funziona? Quando si adopera? A queste e altre domande hanno risposto i volontari della “Misericordia Corato”, durante “Battiti per la Città”, evento promosso dal progetto di defibrillazione pubblica “C-Pad”, che mira a rendere “cardioprotetti” i luoghi pubblici. Dopo lo stadio Comunale, ieri è toccato al teatro della nostra città: grazie al contributo di Restaura s.r.l. infatti, anche il salotto della cultura coratina ora è munito di DAE. E questa purtroppo, resta l’unica buona notizia da segnalare.

Nel corso delle prove pratiche di rianimazione cardiopolmonare e dimostrazioni di manovre salvavita, ben pochi erano i cittadini presenti, nonostante l’argomento riguardi davvero ognuno di noi. Solo verso il termine dell’evento, forse attirate dall’audio dei filmati dimostrativi proiettati, altre persone hanno raggiunto Piazza Marconi. Troppo poco, davvero troppo poco, rispetto al risalto che i giornali quotidiani stanno dando all’iniziativa da settimane.

E se l’apporto della cittadinanza è stato scarno, quello dell’amministrazione si può definire addirittura imbarazzante: l’unico rappresentante delle istituzioni coratine presente era l’assessore allo sport Gaetano Nesta, come se gli arresti cardiaci riguardassero solo gli sportivi o giù di lì. Un’assenza che fa rumore, se si pensa a quanto utile potrebbe rivelarsi il saper riconoscere i segni di un arresto cardiaco e la capacità di saper utilizzare il defibrillatore che, davvero, potrebbe salvare la vita di ognuno di noi.

Ora il defibrillatore è a disposizione della città. L’augurio è che non venga mai utilizzato.
Battiti per la Città

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