“Assaprà”, per due giorni Corato capitale pugliese del gusto

assssMangiare è una delle pochissime cose senza le quali non potremmo vivere. Il cibo è vita, ma è anche piacere. Nel corso della vita passiamo circa 6 anni e mezzo a mangiare e 4 anni a cucinare, un’eternità. Certo, cibarsi è bene, ma cibarsi bene è meglio, magari usufruendo dei tanti tesori che la propria terra custodisce gelosamente, non dimenticando il passato, in una veste però innovativa, multisensoriale, che coinvolga anche vista, olfatto, tatto e udito oltre che al gusto.

Proprio su questo concetto di multisensorialità si è basato il festival della gastronomia regionale “Assaprà”, giunto alla sua seconda edizione, organizzata  dall’ Ass. “Italian Think Tank” con il patrocinio di comune di Corato, comune di Andria, provincia di Bat, Legambiente Puglia, Presidi del Libro, GAL, Pro Loco, NIAF e AIC. Abbandonata l’etichetta della novità, con tutte le incognite del caso, “Assaprà” non solo si è riconfermato come uno dei più importanti festival della gastronomia pugliese, ma si è migliorato, imparando dagli “errori di gioventù” commessi nella passata edizione (fondamentale il servizio bus navetta ad esempio, che ha permesso a molti cittadini non automuniti di raggiungere il luogo dell’evento). Certamente anche il clima, più clemente rispetto a quello di settembre 2015, quando un acquazzone rovinò almeno in parte, le brulle ma vive e pulsanti atmosfere di Masseria Cimadomo, ha fatto sì che l’evento potesse essere apprezzato a 360 gradi.

«In passato gran parte dei coratini viveva in campagna e raggiungeva il centro della città per le celebrazioni di San Cataldo, ora invece ci si sposta da Corato per vivere queste atmosfere che si stavano un po’ perdendo. Puntiamo a diventare una realtà sempre più grande, cercheremo sempre più di crescere e diventare un punto di riferimento nel settore, per Corato e non solo» – afferma con orgoglio Aldo Caputo, direttore artistico dell’evento.

In effetti l’atmosfera respirata sabato 24 e domenica 25 presso la Masseria Cimadomo aveva un piacevole gusto retrò: telefoni cellulari praticamente inutilizzati dagli ospiti (a onor del vero anche per la scarsa copertura della rete telefonica, come è giusto che sia in un luogo così), la banda che intonava canzoni di ieri e di oggi con una spensieratezza d’altri tempi, i vari stand di street food che allietavano il palato della gente, l’allegro vociare dei bambini, le luminarie imponenti tipiche delle grandi feste di paese. E la varietà di attività svoltesi nei due giorni ha fatto in modo che nessuno, ma proprio nessuno, restasse deluso.

Il primo giorno grande spazio ha avuto “The Apulian Street Food Tour”, che ha permesso ai visitatori di “assaprare” le eccellenze di Puglia nei piatti ideati dai grandi chef del territorio Felice Sgarra, Antonio Scalera, Cinzia Piccarreta, Tiziano Mita, Michele Piccolomo. Dal caciocavallo alla bombetta in versione gourmet, passando per il cece nero murgiano e l’arrosto di castrato, fino alle prelibatezze da forno tipiche della Puglia e la celebre “Braciola”: gusti per tutti i palati e per (quasi) tutte le tasche. Nella giornata di sabato spazio anche alle dimostrazioni culinarie di chef del calibro di Felice Sgarra e Antonio Scalera, con la moderazione di Palma D’Onofrio. Non solo cibo, dicevamo, in quel di “Assaprà”,  infatti grande risalto ha avuto anche la musica, con il complesso tarantino “TerraRoss”, che ha portato sulla Murgia tarantelle pizziche e tammurriate tipiche della tradizione del sud della Puglia.

Anche il secondo giorno non ha deluso i tanti visitatori accorsi da ogni parte del territorio murgiano e non solo. La mattinata è stata all’insegna della “Colaziòn d’la nonn”, colazione tradizionale con prodotti tipici del territorio preparata dagli chef Tiziano Mita e Michele Piccolomo, in collaborazione con “Micco” Le Confetture e Tisane Biologiche Valverbe.

Il pomeriggio invece spazio al “The Murgian Talk Show”, dove si è discusso di cibo sano, territorio e progettualità a medio-lungo termine, che consenta di valorizzare il territorio in cui viviamo, invidatoci da tutto il mondo, come ha ricordato il sindaco Massimo Mazzilli durante le prime battute dell’incontro. Molti i relatori di spicco dell’evento, da Francesco Pomarico del gruppo Megamark, al biologo Joseph Cannillo, il presidente dell’ Ass. Imprenditori Coratini Francesco Squeo, fino a Silvia Balsamo, responsabile relazioni esterne della Steralmar Pure Sea Water, azienda che ha commercializzato l’acqua di mare depurata per uso culinario.Assaprà 2016 2

Successivamente spazio all’arte: in un suggestivo angolo dell’immensa masseria, durante il tramonto, ora proficua per i sogni e i voli pindarici, la scrittrice Luisa Ruggio ha parlato dei suoi romanzi “La Nuca”, “Afra”, “Teresa Manara” e “Notturno” (ultima sua fatica), utilizzando lo “Ientu” (il vento inteso come impeto passionale) come fil rouge, con due sparring partner d’eccezione: il fotografo romano Mario Guerra e il M° di pianoforte Rosario Mastroserio, che con la sua maestria ha reso ancor più magica l’atmosfera. A conclusione dell’evento ancora cibo, con il buffet emozionale “Scopri, Crea, Gusta” tenuto dal pastry chef Tiziano Mita e il baker Marco Lattanzi, che hanno esaltato le caratteristiche organolettiche di lievitati e prodotti da forno, tipici della cucina pugliese.

Un concentrato di buona cucina, riscoperta delle tradizioni, musica, arte e valorizzazione del territorio: questa è stata in poche parole “Assaprà” 2016. Non ci resta quindi che aspettare la prossima edizione, curiosi di sapere quali succulente novità bollono in pentola (è il caso di dirlo).

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