“Aspetterò che sia giorno”, un inno alla speranza

Si è tenuta a battesimo presso la libreria Secopstore, sede dell’Associazione culturale Fos, la presentazione del libro di Maria Sforza

"Aspetterò che sia giorno", un inno alla speranza

di Pina Grilli

Si è tenuta a battesimo presso la libreria Secopstore, sede dell’Associazione culturale Fos, la presentazione del libro “Aspetterò che sia giorno”, di Maria Sforza, a cui ha partecipato un nutrito pubblico.

A presentare magistralmente l’evento – dove sono intervenuti il prof. Savino Calabrese, filosofo analista, Pia Ferrante con le sue vibranti letture, il maestro Luigi Palumbo, con la sua musica, e Angela d’Adamo, coordinatrice BAT per Save the Children – Raffaella Leone.

L’autrice, Maria Sforza, nasce a Corato nel 1960, sposa e madre, dopo anni di lavoro nel sociale e nella formazione, ha voluto dare una svolta alla propria vita non solo professionalmente, diventando come lei usa definirsi, funzionaria presso il Tribunale di Trani, ma anche alla riflessione intima ed introspettiva delle sue speranze.

Un grande atto di coraggio nel mettere a nudo e rivelare i propri sentimenti e le proprie aspettative, in un approccio personale con il lettore. La sua scrittura creativa si fa poesia, diventa un inno alla speranza, all’attesa di un nuovo giorno, alla rinascita, in un viaggio a ritroso sino alla radice del tempo, alla ricerca della bimba che aspetta che sia giorno.

Nel suo vagare dalla Lombardia al Molise ed infine in Puglia, ove mare e Murgia dialogano di continuo, alla fine ritrova quella bambina che aspetta quel momento magico in cui la notte non è ancora giorno ed il giorno non è più notte e l’alba le sorride.

 

 

 

 

 

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