Xylella, sei consiglieri regionali scrivono a Mattarella

Le chiediamo di programmare al più presto una visita istituzionale in Puglia e in particolare nei luoghi distrutti dalla Xylella, per cogliere anche visivamente il dramma che stiamo vivendo, così da incoraggiare le istituzioni politiche e scientifiche e contribuire a iscrivere la vicenda tra le questioni di maggiore interesse nazionale”

Xylella, sei consiglieri regionali scrivono a Mattarella
Xylella, sei consiglieri regionali scrivono a Mattarella

Con il decreto ministeriale dedicato ai danni subiti dagli olivicoltori dalle gelate del 2018 e dalla xylella un grande passo è stato compiuto, ma tanto c’è ancora da fare.

La crisi gravissima del settore olivicolo in Puglia preoccupa a tal punto che i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia ieri hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Si tratta di un vero appello che si conclude con la richiesta esplicita di una visita del Presidente nei luoghi martoriati dalla xylella.

“Le chiediamo di programmare al più presto una visita istituzionale in Puglia e in particolare nei luoghi distrutti dalla Xylella, per cogliere anche visivamente il dramma che stiamo vivendo, così da incoraggiare le istituzioni politiche e scientifiche e contribuire a iscrivere la vicenda tra le questioni di maggiore interesse nazionale”, così si conclude la lettera nella quale viene descritta la drammatica situazione pugliese causata dalla xyella.

“Le strategie di contenimento della batteriosi e di lotta all’insetto vettore Philaenus spumarius (c.d. sputacchina) sono state costellate da numerose lentezze istituzionali, favorite dal “burocratismo” della nostra pubblica amministrazione, da interferenze tra i poteri dello Stato e dal solito scetticismo nei confronti della prova scientifica, scaduto in anti-intellettualismo come mezzo più idoneo per giustificare le più funeste insinuazioni complottiste. In una frase, lo schema classico per conseguire l’eccitazione dell’umore delle persone giocando sulle più umane paure”, scrivono i sei Consiglieri regionali.

“Tutto questo ha però comportato il rapido espandersi del contagio sino alla Piana degli ulivi monumentali e a fare i conti con la realtà che ogni giorno si manifesta prendendosi beffa della credulità. Certo, va riconosciuto che negli ultimi due anni la risposta dello Stato, nelle sue articolazioni centrali e locali, si è fatta più solerte perché molta classe dirigente, prima sedotta dallo scetticismo nei confronti del Sapere, si è finalmente “convertita” alla prova scientifica fornita dalle istituzioni scientifiche, sottraendosi dall’assecondare per calcolo elettorale la piazza organizzata fraudolentemente per sostenere insensate ribellioni.

Ma il più serve proprio adesso. C’è la necessità di frenare l’ulteriore avanzata della patologia vegetale e di ricominciare negli ambiti e settori compromessi.

Sul primo versante c’è da rendere solerte e priva di tentennamenti la strategia: a) di estirpazione delle piante malate per evitare ulteriori contagi; b) di lotta all’insetto vettore con i previsti trattamenti a base di agrofarmaci, la cui tossicità è inferiore a quella che si auspicano e tollerano per disinfestare le nostre città da blatte e zanzare; c) di favore (anche sul piano della ricerca) per le procedure d’innesto in grado di assicurare maggiore resistenza delle piante esistenti all’aggressività del batterio.

Sul versante del ricominciare, invece, c’è da ricostruire paesaggio e produttività accordandosi con gli insegnamenti della storia millenaria delle patologie vegetali, e quindi promuovendo un programma di reimpianti, di assistenza e rilancio dell’intera filiera produttiva. A tal fine è indispensabile che il Governo e il Parlamento si facciano carico di offrire sia risorse economiche che procedure di maggiore snellezza.

Per ottenere ciò in tempi rapidi, e nella consapevolezza che questo problema oggi interessi la Puglia ma si presenta per aggredire i più ampi interessi dell’Italia e dell’Europa, pensiamo che la Sua riconosciuta autorevolezza politica e morale possa essere d’aiuto. Ci creda, abbiamo bisogno del suo aiuto”, hanno concluso i sei Consiglieri.

 

 

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