Xylella, denuncia contro i parlamentari M5S negazionisti

Italia Olivicola e Unapol hanno presentato un esposto alla Procura di Roma contro i parlamentari Cunial e De Boni

Xylella, la Coldiretti denuncia i negazionisti
Un ulivo attaccato dalla Xylella

Italia Olivicola e Unapol, due tra le più importanti e rappresentative organizzazioni della produzione olivicola italiana, hanno presentato ieri mattina un esposto-denuncia alla Procura di Roma contro i parlamentari Sara Cunial e Saverio De Bonis, al fine di accertare eventuali responsabilità di tutti coloro che, continuando ad alimentare il sistema di fake news, contribuiscono all’avanzata del batterio della xylella in Italia.

In particolare, Gennaro Sicolo, presidente dell’Italia Olivicola, e Tommaso Loiodice, presidente UNAPOL, nell’esposto fanno esplicito riferimento alla conferenza stampa “Beni comuni e Land grabbing” tenutasi lo scorso 31 gennaio alla Camera dei deputati durante la quale i due onorevoli citati hanno negato e contestato l’esistenza dell’emergenza xylella.

«In relazione alle misure previste dalla legge, la Regione Puglia, ha avviato le procedure di monitoraggio, contenimento ed eradicazione, che però stanno trovando ostacolo ed impedimento a causa di vere e proprie campagne mediatiche e di mobilitazione con manifestazioni pubbliche, convegni, incontri, presidi, siti internet dedicati, post sui social network (vedi facebook) – si legge nel documento presentato ieri – tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure urgenti previste dalla legge e, in particolare, l’ispezione e gli abbattimenti degli ulivi infetti, attuando vere e proprie strategie di disinformazione e diffusione di notizie scientifiche totalmente infondate, basate su ipotesi complottiste e vieppiuù smentite dal consenso scientifico delle più autorevoli organizzazioni italiane ed estere».

Due gli articoli del codice penale richiamati: l’articolo 656, riferito alla pubblicazione e diffusione di notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, e l’articolo 500 relativo a comportamenti, anche colposi ed omissivi, diretti o causativi della diffusione di malattie (vedi epidemia xylella) in danno delle piante di olivo con evidente pericolo di propagazione dell’epidemia stessa con grave danno all’economia rurale olivicola delle zone interessate, e grave rischio di diffusione ad altre Regioni ed aree olivicole mediterranee.

«Noi diciamo basta. Non si può giocare sulle spalle degli olivicoltori. Qualcuno pensa che ci faccia piacere eradicare gli ulivi? – si chiede retoricamente Tommaso Loiodice – Ad oggi, l’eradicazione delle piante infette è l’unica azione di contenimento che, affiancata dalle buone pratiche agricole e dagli interventi fitosanitari, può arginare la “peste xylella”Va applicata senza se e senza ma».

 

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