Le scenografie di Vincenzo Mascoli nei teatri d’Italia

Straordinario successo nello spettacolo della Milano Contemporary Ballet di Roberto Altamura e nel cabaret di Sacco e Vanzetti di Gianpiero Borgia

vincenzo mascoli corato
Lo spettacolo di Sacco e Vanzetti con le scenografie di Vincenzo Mascoli

Dopo l’incredibile sorpresa dell’acquisto dei ritratti di Fedez e Chiara Ferragni da parte dello scrittore Matteo Grandi, che li regalati ai due vip, e in seguito allo straordinario successo delle sue opere, che ormai viaggiano in tutti i teatri di Italia, l’artista coratino Vincenzo Mascoli racconta le proprie emozioni.

Le scenografie di Mascoli fungono da straordinario sfondo negli spettacoli “Far” e “Cenerentola” della compagnia di ballo Milano Contemporary Ballet di Roberto Altamura e Vittoria Brancadoro, e nel cabaret dedicato a Sacco e Vanzetti, con la regia di Gianpiero Borgia. Una storia narrata attraverso una rielaborazione drammaturgica che vede in scena due attori impegnati a raccontare gli scontri, l’amicizia e i sette anni di carcere di questi due migranti, è il mito di due umili, consegnati alla storia come eroi moderni: condannati alla sedia elettrica per un crimine che non avevano commesso, il processo divenne politico e paradigma dell’ingiustizia.

«È bello vedere le proprie opere varcare i palchi di tutta Italia, è come se una parte di me viaggiasse in tutti quei teatri – racconta l’artista Vincenzo Mascoli – Il modo in cui elaboro le mie scenografie rispetto alla pittura è totalmente diverso, ma entrambi mi riservano grandi soddisfazioni. Nella pittura però ascolto totalmente me stesso, l’opera è già nella mia mente, prima che su un quadro, posizione del soggetto, proporzione, colori. La scenografia invece, implica un lavoro più tecnico mentalmente, poiché devo adattare l’arte alla storia raccontata sul palco, creando un intreccio dinamico. Tuttavia l’una non esclude l’altra, molti artisti emblemi della storia dell’arte sono innamorati del teatro e sono stati promotori di scenografie esemplari.

Nelle mie scenografie sono molto minimalista, soprattutto negli spettacoli di ballo, affinché l’attenzione si concentri sulle storie che i ballerini danzano. Pochi elementi messi al posto giusto, assumono un valore assoluto. Nello spettacolo di Roberto Altamura, si può notare come la scena sia silenziosamente elegante, con finestre, tavoli e lampade che si muovono. Nella scena del cabaret di Borgia, invece, è continua la ricerca di un linguaggio scenico per raccontare la storia dei due migranti. Sul palco tutto è collegato, quasi come un gioco, dalle reti appese ai lati, ai letti che si smontano divenendo il contrario di ciò che sembrano».

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