Un’inviata a Bologna: le proteste contro i tornelli nella biblioteca dell’Università più antica d’Europa

Bologna,google 2017Pur avendo un bacino d’azione circostanziato alla città di Corato e al territorio, Lo Stradone non resta indifferente a quanto accade nel resto d’Italia, con un occhio di riguardo verso tutto ciò che è storia e cultura. Specie se può avvalersi di validi collaboratori anche al di fuori della regione. È il caso dell’istallazione dei tornelli messi dall’ateneo dell’Università di Bologna all’entrata della biblioteca di Discipline umanistiche, della facoltà di Lettere, per permettere l’ingresso solo agli studenti. Tante le proteste, i gesti di disobbedienza civile da parte di chi era contrario, poi un’occupazione, uno sgombero e infine diversi scontri con la polizia.

Sul posto per Lo Stradone la studentessa coratina Giulia Piccarreta. Questo il suo articolo in merito alla questione.

L’installazione di tornelli elettronici presso la nota biblioteca del ’36, sita in via Zamboni a Bologna ha provocato grande scompiglio nell’università bolognese, la più antica d’Europa.

Ma qual è la funzione dei tornelli?
I tornelli permetterebbero un ingresso controllato degli utenti ai quali l’accesso sarebbe permesso previa presentazione del badge universitario.
La volontà del Rettore e di chi amministra la biblioteca era quella di rendere più sicuro un luogo spesso frequentato da gente che quel badge non ce l’ha.

Tuttavia gli studenti di vari collettivi hanno sin da subito ribadito la loro contrarietà, ritenendo la loro installazione un inutile investimento, che nel concreto non avrebbe risolto il problema alla base.

Sebbene siano passati un po’ di giorni dagli scontri tra gli agenti di polizia e gli studenti all’interno del 36, il clima che si respira tra i vicoli della Bologna universitaria è teso. I collettivi continuano ad organizzare affollate assemblee rivendicando la volontà di avere spazi più liberi, poiché diritto innegabile per gli studenti: diversa è l’opinione del Rettore che pochi giorni fa ha ribadito l’importanza della sicurezza in quegli spazi.

Le assemblee degli studenti continuano e in questi giorni si sono verificate nuove occupazioni negli spazi universitari, il famoso 36 resta chiuso e la domanda è: Solo questione di tornelli?
Una cosa è certa: la tensione nella città “Dotta” resta alta.

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