Un incontro per non dimenticare le leggi razziali

Numerosi gli interventi nel corso della serata volti a ricordare poeti e scrittori italiani di quel tempo, come Umberto Saba, Primo Levi, Giorgio Bassani, i grandi che hanno saputo rappresentare con le loro parole il dolore e la sofferenza più totale

Un incontro per non dimenticare le leggi razziali
Un incontro per non dimenticare le leggi razziali

Nel 1938, in Italia venivano emanate le prime leggi razziali nei confronti degli ebrei, considerati diversi, razza inferiore. Ottanta anni dopo anche la città di Corato ha voluto ricordare questo tragico evento.

A volere ciò è stata in particolar modo la professoressa Monica Tommasicchio del Liceo artistico Federico II Stupor Mundi, insieme al preside Savino Gallo, i quali hanno tenuto una tavola rotonda nella Sala Verde del Palazzo di Città, relazionando da veri cronisti storici le vicende più significative del cosiddetto annus horribilis.

Si è attinto alle fonti reali come il Manifesto delle leggi e la Gazzetta ufficiale. Numerosi gli interventi nel corso della serata, condotta da Franco Tempesta, come quello del professor Aldo Tommasicchio che ha letto diversi passi di poeti e scrittori italiani vissuti in quegli anni, da Umberto Saba a Primo Levi fino a Giorgio Bassani, i grandi che hanno saputo rappresentare con le loro parole il dolore e la sofferenza più totale.

Grande spazio è stato dato al fotoreporter freelance di origine ebraica Moti Nathanilel Gur, il quale ha vissuto, seppur indirettamente, le varie discriminazioni antisemite, sottolineando come il problema dell’intolleranza non riguardi solo il passato ma permanga anche nei tempi odierni, dove ancora si subiscono discriminazioni di ogni tipo.

A chiudere la serata il primo cittadino Massimo Mazzilli, che ha anticipato la volontà di collaborare con l’associazione coratina Phos per organizzare momenti di riflessione su un tema ancora tristemente attuale.

L’incontro ha visto risuonare le note del giovanissimo pianista Luigi Quercia e la voce solista di Ylenia Povia. I brani sono stati un climax ascendente, dalla Polacca di Chopin, passando per John Legend e per La vie en rose di Edith Piaf, concludendo degnamente con Smile, la celebre colonna sonora de “La vita è bella” di Benigni.

Lascia un commento

avatar
  Subscribe  
Notificami