Un francobollo speciale per l’Avis di Bisceglie

Lo speciale annullo filatelico di Poste italiane celebrerà il 60° anniversario dalla fondazione

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Avis. Foto di repertorio

Oltre 800 raccolte in donazioni collettive, 3.804 soci, al 31 dicembre 2018, e 61.361 sacche di sangue raccolte fino alla stessa data: l’Avis di Bisceglie compie 60 anni con il vigore di una associazione divenuta nel tempo ganglo essenziale della vita sociale, ma anche culturale, nei territori e nel Paese.

Allora non è incongruo il riferimento a una delle più rappresentate opere teatrali di Federico Garcia Lorca, “Nozze di sangue”, in cui una madre immagina il sangue versato dei figli dentro ampolle di cristallo e pietre preziose. Reliquia, la più preziosa.

“È proprio sulla preziosità del sangue -scrive l’Associazione in un comunicato- che si fonda l’opera dell’AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue, la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana che, grazie ai suoi associati, riesce a garantire circa l’80% del fabbisogno nazionale di sangue. AVIS è presente su tutto il territorio italiano con oltre 3400 sedi”.

Fondata dal professor Ruggero Lattanzio nel 1959, quest’anno la sezione di Bisceglie -ricorda l’associazione- “una delle più antiche in Puglia, seconda solo a quella di Barletta, celebra i suoi primi 60 anni.

Uno speciale annullo filatelico postale onorerà, per iniziativa del presidente della sezione dott. Tommaso Fontana, l’importante storia dell’AVIS comunale di Bisceglie in occasione del 60° anniversario dalla sua fondazione e sarà disponibile domani il 14 settembre 2019 presso i gazebo ubicati in piazza Vittorio Emanuele II a Bisceglie dalle ore 16,00 alle ore 20,00. L’AVIS di Bisceglie ha predisposto anche tre cartoline con efficaci claim: ‘Prega, mangia, ama…dona’ e ‘Il dono è vita’.

L’AVIS comunale di Bisceglie è nata ad opera di sette primi iscritti esattamente il 10 novembre 1959. Fu proprio il professor Lattanzio ad invogliare il dottor Francesco Di Liddo a creare a Bisceglie una sezione avisina in un tempo in cui la medicina si esercitava in un oceano di difficoltà. Tra queste vi era la carenza di sangue che generava un mercato in cui mercenari procuravano il sangue necessario a pagamento. La sezione biscegliese crebbe presto fino ad arrivare a gestire la raccolta e la conservazione del sangue in una sede di proprietà costruita nel 1960 dal costruttore Marino Monterisi, su progetto dell’ingegner Libero Martucci e del geometra Mario Valente. Il commercio del sangue fu sconfitto.

Il presidente fu sin dall’inizio il dottor Francesco Di Liddo, oltre che direttore sanitario, e vi rimase fino alla sua morte nel 1981. Sul finire degli anni Sessanta nuove regolamentazioni e norme sanitarie resero non più possibile la gestione del sangue e la sezione svolse solo opera di propaganda e raccolta. Pur di mettere a disposizione il sangue si raggiunsero accordi con Ravenna, Roma, Torino per ottenere sangue da distribuire in loco. Dopo la morte del dottor Di Liddo e su sua esplicita richiesta, subentrò nella carica di direttore sanitario il dottor Tommaso Fontana. L’AVIS, afflitta da notevole difficoltà, riprese slancio e raggiunse importanti traguardi in quanto a numero di donazioni, raccolte e disponibilità a offrire il sangue indipendentemente dall’avere parenti in grado di rifonderlo per conto dei richiedenti. Fu raggiunta la piena autosufficienza cittadina e Bisceglie cominciò a provvedere al sangue per i bambini talassemici specie presso l’ospedale Di Venere e iniziò a fornire sangue anche per le necessità dei cittadini pugliesi.

Vari presidenti si sono succeduti dopo il dottor Di Liddo, tutti avendo ben chiaro l’ideale de ‘il dono è vita’: Giuseppe Di Liddo, Luigi Pansini, Franco Montinaro, Pantaleo Losapio, Patrizia Ventura e il dott. Tommaso Fontana attualmente in carica. Dal 2001 è stato riaperto presso l’Ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie un centro di raccolta sangue con frigo emoteca.

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