Un Comitato contro l’autonomia differenziata

Il tema dell'autonomia divide ancora. Il Comitato che nasce a Corato promette non solo polemica, ma soprattutto formazione

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Uno striscione contro l'autonomia differenziata. Fonte: PCL Bologna

Lancia un forte allarme contro l’idea dell'”autonomia differenziata” il costituendo Comitato coratino per “l’unità della Repubblica”. Nel mirino del Comitato la richiesta presentata in tal senso “dopo un lungo iter mediatico più che istituzionale -scrive in un comunicato- dalle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna”.

Poteri amministrativi più estesi in realtà stanno da tempo chiedendo i governatori di Regioni tra le quali anche quelle meridionali della Campania e della Puglia, e Sindaci come quello di Napoli, in una trasversalità politica che va dalla Sinistra alla Destra. Il tema della efficacia e della efficienza dei governi territoriali non può essere rinviato. E l’autonomia ha già dato una non positiva prova di sé attraverso la riforma del titolo V della Costituzione del 2001. Auspicabile perciò è che il Comitato abbia davvero il coraggio di affrontare il tema senza steccati ideologici e recuperando del meridionalismo quanto resta idealmente di un civismo per la verità ancora in gran parte da costruire. E perciò importanti sono gli scopi informativi e formativi che il Comitato coratino si è dato.

Il Comitato è sorto per iniziativa dell’Assemblea nazionale tenuta a Roma il 7 luglio, convocata da 70 associazioni di tutta Italia e di varia natura: una rappresentanza della società italiana, dalla scuola alla sanità, dal mondo della ricerca a quelli ambientalista e dei beni culturali. A Corato è “Extra Nos”, l’associazione culturale fondata dal prof. Eliseo Tambone, a rappresentare l’Assemblea nazionale.

“La risoluzione finale -scrive nel comunicato il prof. Franco Vangi– ha sancito la netta opposizione all’autonomia differenziata e a qualsiasi tipo di frammentazione dell’unità nazionale riveniente da interessi ed egoismi localistici delle regioni ricche del Nord.

Si è proclamata la necessità di costruire comitati locali di scopo finalizzati alla messa in campo di manifestazioni di protesta con elaborazione di varie tematiche di sostegno alla mobilitazione territoriale”.

La polemica si indirizza in particolare verso il rischio di secessione messo in luce dal prof. Tambone nel recente incontro tenuto dal Comitato coratino, contro la proposta di devolvere il 90 per cento delle entrate fiscali nella propria regione, di regionalizzare gli stipendi dei docenti e di rimodulare i programmi di studi sulla cultura regionale. Se il prof. Franco Vangi richiamandosi al grande pensiero meridionalista, ha invece puntato il dito contro “una classe dirigente superficiale e di infimo livello” che non sa affrontare con equilibrio il tema del rapporto tra Stato e Regioni, il prof. Antonio Marcone ha sottolineato la necessità di “divulgare nella popolazione in forma chiara i principi ideali e le azioni pratiche che devono connotare l’attività del Comitato“. L’avvocato Francesco Stolfa ha posto poi l’accento sull’importanza di coinvolgere “ampie masse di popolo da riempire le piazze e segnalare l’urgenza della problematica-autonomia“. L’avvocato Carlo Colonna si è infine associato alla proposta di “un’azione chiarificatrice di alcuni termini giuridici” del problema.

Nel mese di settembre il Comitato organizzerà corsi di formazione base sulla autonomia regionale differenziata tenuti da docenti della Università di Bari.

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