Il trionfo della fede nella processione dei Misteri

È uno dei riti più sentiti dalla comunità coratina che esprime la sua devozione e la sua fede ripercorrendo le fasi salienti della passione e crocifissione di Gesù

misteri corato
I Misteri commuovono la comunità coratina, ripercorrendo passione di Gesù

Il Venerdì Santo è uno dei giorni più importanti per la cristianità. La commemorazione della Passione e Crocifissione di Gesù, ci porta a stare in silenzio per l’intera giornata. A questo si accompagna il digiuno, simbolo di vuoto nella nostra vita, e soprattutto la devozione della Via Crucis con i Santi Misteri.

Ed è in questa atmosfera che si scioglie la tradizionale processione dei Misteri. Forse uno dei Riti più sentiti dalla comunità coratina che, ogni anno, si assiepa sui bordi delle strade del paese per accogliere i simulacri che ripercorrono le fasi salienti della passione di Gesù, fino alla sua morte in Croce.

Così il silenzio diventa un percorso introspettivo, che ogni fedele inevitabilmente compie con le lacrime agli occhi, al passaggio dei Misteri. Un silenzio che urla, soprattutto se ad accompagnarlo e ad accentuarlo sono le marce funebri intonate dalla banda. Un silenzio che urla, nonostante le enormi difficoltà dell’avanzare della processione, che anche stavolta ha dovuto fronteggiare l’inciviltà di coloro che hanno infranto i divieti di sosta.

Fede e devozione vengono rappresentate discretamente dalla buffa indossata dai confratelli che portano in spalla le effigi. Quella croce, trascinata sull’asfalto in maniera così stridente, diventa un po’ la nostra croce, fatta di difficoltà ed ostacoli quotidiani, limiti, disprezzi e rancori nei confronti degli altri, che ottenebrano la nostra fede. Eppure, quella Croce portata in silenzio da Gesù, tra beffe e schiaffi, fin sul monte Golgota, pesava più delle nostre piccolezze, aveva il peso dei peccati di un’intera umanità.

Ed è il buio a farcelo comprendere, anche solo per un momento. Le strade del centro storico piombano nell’oscurità e nell’assoluto silenzio. Pregare, è quello che ci rimane, soprattutto quando domattina la Madonna accoglierà tra le sue braccia il corpo di Colui che ci ha salvato e che abbiamo crocifisso.

Foto a cura di Maria Francesca Casamassima

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