Tre fratelli coratini vestono la maglia del Rugby Corato

Il primo ad approcciarsi al gioco è stato Paolo, il maggiore, appassionatosi sin dai primi allenamenti alla villa comunale, poi Edoardo e infine Carlo

Tre fratelli coratini vestono la maglia del Rugby Corato
Tre fratelli coratini vestono la maglia del Rugby Corato

Dalla primavera del 2010 si è ricominciato a giocare a rugby a Corato, nelle scuole e alla villa comunale prima, partecipando ai campionati seniores e giovanili in questa stagione. Se il numero di praticanti cresce col tempo, termometro della diffusione del gioco in città, è pur vero che coloro che cominciano a giocare apprendono della palla ovale per la prima volta non avendoci interagito in precedenza.

Eccezione alla regola è costituita dalle tradizioni rugbistiche familiari presenti a Corato, tradizioni che si tramandano di padre in figlio, tra fratelli, cugini e parenti più alla lontana che hanno giocato nel rugby Corato, a volte anche nello stesso periodo.

Se i nomi storici tra i rugbisti coratini sono Mascoli, Lotito, Piccolomo, Caldarola e Strippoli, prima dei fratelli Marchese, tuttavia, non si erano mai visti tre fratelli in contemporanea giocare a rugby e vestire la maglia del rugby cittadino: Paolo (20 anni), Edoardo (18 anni) e Carlo (16 anni).

Il primo ad approcciarsi al gioco è stato Paolo, il maggiore dei tre fratelli, appassionatosi al gioco sin dai primi allenamenti alla villa comunale di cui aveva avuto notizia da compagni di classe del Liceo, era il 2010, quando una squadra di rugby a Corato più che idea era ancora un sogno per pochi temerari, ci si allenava in 6. Due mesi dopo Paolo, il fascino dello sport con la palla ovale ha conquistato anche il secondogenito Edoardo che, ha appreso del gioco all’interno del corso alla Scuola Media “Santarella”.

Al seguito dei due fratelli più grandi assisteva agli allenamenti anche il più giovane Carlo, che a sette anni rimane sorpreso dall’essere coinvolto dall’istruttore Michele negli allenamenti con ragazzi più anziani. L’istruttore programmava gli esercizi limitando il contatto in modo da permettergli di partecipare.

Nel corso del tempo i tre sono diventati un asse portante all’interno del gruppo dei ragazzi appassionati che si riunivano ogni settimana per allenarsi alla villa comunale ed hanno contribuito a creare un ambiente compatto con un obbiettivo concreto: portare Corato nel panorama dei campionati agonistici.

Quando nell’autunno 2015 la giovane ASD partecipa al suo primo campionato con la Under18, solo il primogenito Paolo ha l’età che consente di giocare nella squadra Under18 che gioca con i colori coratini, Edoardo e Carlo troppo giovani rischiavano di dover rimandare il loro debutto col rugby giocato. Ma come promesso dagli istruttori, si sarebbe fatto in modo che in quella stagione tutti avessero la opportunità di giocare a rugby. In quella stagione Edoardo, con gli altri coratini Francesco Tortora e Domenico Tarantini, ha potuto giocare nella Under16 del Bitonto che partecipava al campionato. Carlo invece continuava gli allenamenti ora tenuti al campo di calcetto della Parrocchia “Sacra Famiglia” insieme ai più giovani, sotto la guida del nuovo allenatore Cataldo Piccolomo e, con un obbiettivo: giocare anche lui in gare ufficiali proprio come i propri fratelli.

La stagione sportiva 2016/2017 porta novità, tra cui la possibilità per Edoardo, raggiunta l’età necessaria, di vestire la maglia del Corato nella squadra u18 di cui da debuttante ne diventa il capitano e, la nascita della squadra u14 guidata da Carlo Marchese nella veste di capitano, ruolo ricoperto anche nelle successive due stagioni in Under16.

La stagione 2017/2018 porta a tutti i rugbisti coratini la sciagura di non poter più giocare gare casalinghe a Corato, le conseguenze investono i tesserati di tutte le età, non fanno eccezione ragazzi quattordicenni: mentre Paolo ed Edoardo giocano nella squadra seniores emigrata a Trani, Carlo già costretto ad attendere tre anni prima di giocare una gara ufficiale in Under14, ancora una volta è costretto ad una stagione lontano dal campionato, come tutti i suoi coetanei Under16 costretti ad allenarsi al campetto della Sacra Famiglia, in assenza di un campo dove poter giocare a Corato, diventa impossibile iscrivere una seconda squadra al campionato.

Sono gli anni in cui circolano barzellette a Corato, una su tutte: una partita di rugby rovina il campo in manto erboso del campo sportivo comunale di Corato (anche se giocata da ragazzi di 14 anni).

Per ragazzi così giovani sarebbe facile abbandonare il gioco, data la impossibilità di disputare il campionato, discriminati rispetto ai propri coetanei che praticano altri sport, non è questo il caso, perché se Paolo e Edoardo tra i disagi di dover giocare sempre in trasferta si confrontano con il loro primo campionato tra gli adulti nella Stagione 2017/2018, Carlo tiene duro e come altri suoi coetanei viene premiato dal mondo del rugby attraverso diverse convocazioni nelle Rappresentative regionali, Under14 prima e Under16 in questa stagione (questa domenica ha avuto l’onore di essere il capitano della Rappresentativa Pugliese Under16 di scena a Napoli).

Ad oggi la dedizione e l’impegno dei fratelli Marchese rappresentano un esempio non solo all’interno della ASD, ma anche fuori: impegno, sacrificio e costanza portano risultati, solidarietà e rispetto sono valori alla base di ogni disciplina sportiva e della nostra società.

Edoardo ci racconta: “Abbiamo iniziato con gli allenamenti in 7/8 persone alla Villa comunale di Corato. Questo percorso è proseguito fino ad oggi. Il mio primo campionato ho dovuto giocarlo in una squadra che non rappresentava la mia città, ma non vedevo l’ora di poter indossare i colori della mia. Nel corso del tempo ho imparato i principi di questo sport: amicizia, sostegno all’interno e al di fuori del campo da gioco; il rispetto nei confronti dell’avversario e della massima autorità in campo: l’arbitro. Questo spirito profondo di Unione mi ha portato a fare amicizie che durano da qualche anno sia all’interno dei campi di allenamento che al di fuori. Nei miei anni di gioco ho ricoperto due ruoli in particolare: mediano di mischia e mediano di apertura. Studiare le regole dello sport, allenarmi con costanza e soprattutto giocare le partite mi ha fatto migliorare fino ad arrivare ad un certo livello di visione di gioco. Ma bisogna sempre migliorare, nel gioco così come in qualsiasi cosa. Il divieto di allenarsi e di giocare le gare casalinghe a Corato su un campo regolamentare in erba influisce particolarmente sulla squadra. Allenarsi sul campo a 7 è sempre stata una difficoltà perché porta a doversi riadattare ogni volta al campo di gioco, il quale, purtroppo non è quello della mia città originaria. Non poter usufruire di un campo adatto a questo sport ha portato sempre diversi problemi di adattamento”.

In questa stagione i tre fratelli sono divisi dal giocare in Seniores e Under16 ciascuno dei tre potrà migliorare e col tempo Carlo raggiungerà Paolo ed Edoardo in seniores, in attesa che arrivi la stagione 2022/2023, chissà che per allora i tempi siano maturi perché anche a Corato la cultura sportiva sia cresciuta dando finalmente pari possibilità a questi e a tanti altri ragazzi coratini.

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