Discontinuità nella continuità. La chiave di lettura del nuovo governo cittadino sarebbe in questa complicata combinazione, se i posti di comando fossero effettivamente rappresentati dai nomi che qui sotto indichiamo.

I sette assessorati cui starebbe pensando il sindaco Pasquale D’Introno assieme ai suoi alleati sarebbero appannaggio soprattutto del sesso maschile, ma proprio la quota femminile starebbe rendendo più difficile la mediazione.  Vediamo nel dettaglio.

Tre deleghe andrebbero a Direzione Italia: Pasquale Pomodoro che otterrebbe anche la carica di vicesindaco -sicuramente una garanzia per l’ex senatore Gino Perrone in prospettiva elezioni regionali-, quindi Ignazio Salerno, e una donna, Pasqua Sergio, la cui nomina in quota femminile esclude Gianni Berardi che era dato quasi per certo. A Direzione Italia sarebbe pure assegnata la carica di Presidente del Consiglio comunale da far ricoprire a Gabriele Diaferia.

Un assessorato andrebbe alla Lega per Tina Leo, assessore uscente della Giunta Mazzilli, con la conseguente esclusione di Antonella Muggeo elettrice forte dei governi Perrone: questo è forse il tassello di più difficile costruzione. L’assessorato per Forza italia andrebbe a Lorena Mangione, già assessore per i primi 6 mesi della Giunta Mazzilli, poi sfiduciata per il suo abbandono di Direzione Italia a favore di Forza Italia. Uno a Fratelli d’Italia nella persona di Peppino Cannillo, e uno a Idea che andrebbe a Luigi Di Ciommo.

Una miscela non facile tra continuità e discontinuità che premierebbe la volontà del nuovo Sindaco di formare una Giunta in parte nuova, nella quale la novità fosse rappresentata non tanto dai nomi quanto dal “metodo”, ovvero dalla esclusione degli assessori uscenti.

Sussisterebbe poi un problema relativo alla presenza in Consiglio di Leonardo Miccoli il cui impiego nell’Asipu comporterebbe un presunto conflitto di interessi.

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