Titolo II – Aiuti ai programmi di investimento promossi da Micro e Piccole Imprese

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Seppur  la Regione Puglia abbia avuto la tendenza, negli ultimi anni, a sostenere le attività in start up, e nello specifico le attività avviate da soggetti in posizione di svantaggio, riferito al loro status occupazionale e di conseguenza economico, vi è un Bando, attivo da quasi tre anni che consente l’ammodernamento, l’ampliamento e la diversificazione di imprese già avviate: il Titolo II – Aiuti ai programmi di investimento promossi da Micro e Piccole Imprese.

Si fa riferimento al fatto che oramai dal 2007, con la pubblicazione del Bando “Interventi a favore delle Pmi nel settore del commercio”, non vi sono state più opportunità di finanziamento a fondo perduto, per quelle imprese operanti, con al proprio attivo già due bilanci, di fronte alla scelta di potenziare, migliorare, incrementare la propria struttura produttiva. Un ritardo che purtroppo contrae la spinta delle aziende ad investire ulteriormente nei settori di appartenenza e che sprona piuttosto alla parcellizzazione delle attività, con la creazione di nuove unità, piuttosto che all’incremento della struttura dell’azienda già esistente.

Chiariamo a chi l’opportunità del Titolo II si rivolge: sono potenziali beneficiarie le cosiddette microimprese, cioè quelle imprese (società o ditte individuali) che occupano meno di 10 dipendenti e fatturano annualmente non più di 2 milioni di euro; e piccole imprese, con medesime fattispecie ma limiti occupazionali pari a meno di 50 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Le parole chiave riferite alla tipologia di investimento, di importo minimo pari a € 30.000,00, sono ‘organicità’ e ‘funzionalità’: con tale caratterizzazione inevitabile, si permea qualunque investimento voglia candidarsi alle agevolazioni comunitarie, intendendo con ciò l’investimento che annovera una molteplicità di spese, dalle attrezzature, ai software, alle opere di ristrutturazione dell’immobile, in grado, da solo, di consentire l’avvio dell’attività senza ulteriori spese escluse dallo stesso e funzionale al raggiungimento di specifici obiettivi economici, occupazionali e dimensionali prefissati nel piano di impresa.

Con il Titolo II, in accordo con gli istituti di credito e i confidi convenzionati, la Regione fornisce un valido strumento di sostegno, che si concreta, con la premessa di aver ottenuto un finanziamento bancario dedicato all’investimento che l’impresa intende avviare,  in:

          Un contributo in conto interessi. Qualunque sia la maggior durata del finanziamento, il contributo sarà calcolato con riferimento ad una durata massima del finanziamento (al netto dell’eventuale periodo di preammortamento) di sette anni per i finanziamenti destinati alla creazione, all’ampliamento o all’ammodernamento dello stabilimento; quattro anni per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari e attrezzature. Il contributo, inoltre, sarà calcolato, indipendentemente dall’ammontare del progetto ammissibile, su un importo finanziato massimo di euro 600.000,00 in caso di microimprese ed euro 1.000.000,00, in caso di piccole imprese. La percentuale di recupero è indipendente dal tasso applicato dall’istituto bancario, in quanto esso sarà pari all’IRS di periodo, maggiorato dell’1% di spread.

          Un contributo in conto capitale. Questo recupero può annoverarsi alla tipologia del fondo perduto, in quanto si tratta di un importo relativo agli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature, non superiore al 20% dell’investimento e all’importo massimo di € 50.000,00.

I settori agevolabili sono anch’essi predeterminati in base al loro codice Ateco (a tale scopo, la Regione mette a disposizione un collegamento da cui verificare immediatamente l’ammissibilità del proprio), ma possono riassumersi nell’Artigianato, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nella ristorazione, in tutte le attività turistiche, le attività manifatturiere, il settore delle costruzioni, i servizi di comunicazione ed informazione, gli asili nido e le ludoteche e i servizi non residenziali per anziani e disabili.

Il Titolo II, diversamente da altre opportunità incentivanti della Regione, consente anche l’acquisto dell’immobile e del suolo aziendale, con la loro sistemazioni (opere murarie, infrastrutture specifiche aziendali, adeguamento di pertinenze). Ne è riprova l’importo abbastanza cospicuo dell’investimento ad effettuarsi. A ciò, si aggiunga anche l’acquisto di di macchinari, arredi, impianti e attrezzature, nuovi di fabbrica, nonché i mezzi mobili (compresi gli automezzi) strettamente necessari al ciclo di produzione, l’acquisto di programmi informatici di diritti di brevetto e licenze, nonché la computazione anche di spese di progettazione ingegneristica e direzione lavori nel limite del 5% dell’investimento.

Ci sia consentito di dire che probabilmente gli istituti di credito, di fronte alla pletora di procedure da attivare per l’inoltro alla Regione delle istanze di candidatura delle ditte partecipanti al Titolo II, non appaiono sempre disponibili a proporre tale opportunità. Pertanto, dovrà essere cura dello stesso cliente, informato a dovere e sostenuto da specialistica consulenza aziendale, approntare quei documenti relativi allo studio del mercato dell’iniziativa, al piano finanziario e alla adeguatezza delle spese previste, necessari alla prima istruttoria bancaria e a quella successiva dell’ente pubblico.

E’ possibile chiedere ulteriori informazioni contattando i nostri esperti all’indirizzo mail opportunitasviluppo@lostradone.it

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