Terremoto, si può vivere in un Paese a rischio sismico?

Il geologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, Gianluca Valensise, ne parlerà questa mattina, con gli studenti del liceo classico Oriani di Corato

Terremoto, si può vivere in un Paese a rischio sismico?
Terremoto, si può vivere in un Paese a rischio sismico?

La terra trema di continuo in un territorio fragile come il nostro. Perché? Si possono prevenire i terremoti? Facciamo abbastanza per prevenirli?

Ne parlerà questa mattina, presso il liceo classico Oriani di Corato, il geologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, Gianluca Valensise, nell’incontro dal titolo Il terremoto in Italia: vivere in un paese sismico.

L’appuntamento fa parte del ciclo nazionale La Scienza a Scuola. Un tour didattico realizzato da Zanichelli, in giro per le scuole d’Italia, in cui ricercatori, docenti, divulgatori e personalità del mondo scientifico incontreranno i ragazzi per illustrare le ultime novità della scienza. Dalle Onde Gravitazionali alla vita nell’universo. Sono alcuni degli argomenti illustrati negli incontri presso gli istituti scolastici superiori italiani, in collaborazione con la rivista “Le Scienze”. Oltre 60 appuntamenti in Puglia.

L’Italia è un paese geologicamente giovane e inquieto, ed è proprio questa inquietudine a determinare l’esistenza dei vulcani e il frequente verificarsi dei terremoti, e allo stesso tempo a spiegare la bellezza e l’estrema fragilità del nostro Paese.

Fragilità è probabilmente la parola che meglio rappresenta l’Italia, insieme forse alla bellezza: perché quasi sempre ciò che è bello è anche fragile. Ogni generazione, inclusa quella di chi oggi è ancora negli anni della formazione scolastica, ha il dovere di gestire con cura questa fragilità, per consegnare alle generazioni future un territorio sempre bello e vivibile.

Capire i terremoti non è però un compito semplice. Si deve prima partire dal fenomeno come tale, esplorandolo nella sua prospettiva scientifica moderna ma anche nella sua prospettiva storica; questo perché studiare solo i terremoti degli ultimi decenni non sarebbe mai sufficiente a capire dove potranno avvenire quelli futuri.

Poi bisogna muoversi a ritroso e capire dove sono e come funzionano le faglie sismogenetiche, quelle fratture della crosta che con il loro movimento generano appunto i terremoti. E per studiare le faglie bisogna studiare e capire la geologia, perché è proprio attraverso queste discontinuità che il pianeta evolve creando catene montuose, bacini e sistemi vulcanici.

Si tratta di un percorso di scoperta molto lungo che richiede spesso di fare esercizio di astrazione, sforzandosi di vedere nei terremoti non solo delle catastrofi immani, ma soprattutto il vero respiro della Terra; una considerazione che ovviamente vale anche per le eruzioni vulcaniche, per le alluvioni e persino per le frane, tutti fenomeni che creano e modellano il paesaggio in cui l’uomo si insedia e vive.

Da più di 150 anni impegnata nella didattica scolastica e nella divulgazione scientifica, la casa editrice Zanichelli, con questa iniziativa, ha voluto dare un importante stimolo agli studenti: l’occasione di acquisire conoscenze su argomenti affascinanti e di stretta attualità, direttamente dagli “addetti ai lavori”.

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