Terra Nostra, a scuola per riscoprire il passato

Presentato anche l'opuscolo "Alla ricerca dei giochi dimenticati", in cui sono raccolte numerose testimonianze di vita

terra nostra corato
Gli alunni del plesso Arbore che hanno lavorato al progetto.

Riscoprire il passato e i suoi suoni, giochi, sapori e scene di vita quotidiana quasi dimenticate è stato l’obiettivo del progetto scolastico dell’I. C. “M.R. Imbriani – L. Piccarreta” Terra Nostra..suoni voci e sapori..di ieri e di oggi, la cui manifestazione conclusiva si è tenuta venerdì scorso nell’auditorium della scuola “Imbriani”.

Coinvolgendo tutte le quinte, il progetto interclasse ha permesso ai ragazzi, attraverso attività espressive e manipolative-laboratoriali di vario tipo, di tuffarsi nel passato fino ai tempi dei nonni e di conoscere le radici e il patrimonio culturale del nostro paese.

«La conoscenza delle proprie origini – hanno affermato le insegnanti – favorisce negli alunni il senso critico, la curiosità, lo sviluppo del senso di appartenenza e di identità culturale e la costruzione di un rapporto con l’ambiente più equilibrato e responsabile».

Terra Nostra opuscolo Corato
La copertina dell’opuscolo “Alla ricerca dei giochi dimenticati”

Le tradizioni, gli usi, i costumi, i detti, i proverbi, le filastrocche, le conte, le cantilene, i giochi e i sapori di un tempo sono confluite in una mostra di oggetti antichi e di disegni realizzati dai ragazzini, in una pubblicazione edita da “Rete archètipi” intitolata “Alla ricerca dei giochi dimenticati” e infine sono andate in scena sul palco dell’auditorium dove gli alunni si sono cimentati con il dialetto.

La manifestazione conclusiva di Terra Nostra, infatti, si è svolta in due momenti diversi.

Prima le classi quinte delle sez. A, B, C -guidate dalle insegnanti Mimma Minafra, Mariella Marcone, Chiara Pellegrino, Marisa Doria, Paola Grosso e Rosalba Lotito- hanno presentato “Alla ricerca dei giochi dimenticati”, intenta a celebrare giochi e filastrocche raccolte dalla viva voce dei nonni. La genuinità e la semplicità dei giochi di ieri, per lo più praticati all’aria aperta per le strade e nelle piazze, emergono dalle interviste effettuate dai bambini ai loro nonni, riportate nelle pagine dell’opuscolo la cui grafica rimanda ai quaderni di scuola.

I bambini hanno anche danzato la quadriglia sulle note de “U teppelecchje” di Luigi Palumbo & Aquarata, e recitato alcune scenette in vernacolo, in gran parte tratte dall’opuscolo “Sacce ne belle fatte, u sacce pinde pinde”di Margherita Mascoli, inserto edito da LO STRADONE ed allegato al numero di Agosto 1995.

Dopo le quinte della sez. D ed E- coordinate dalle insegnanti Silvana Rozzo, Angela Olivieri, Grazia Mininno, Fausta Fariello e Anna Palmieri- hanno portato in scena veri e propri spaccati di vita quotidiana degli anni ’50/’60: l’uso e i costumi dei contadini che fino a qualche decennio fa, al calar del sole, si ritrovavano sul Corso cittadino per andare “A permett” e l’abitudine consolidata delle ragazzine che, dopo gli anni della scuola elementare, andavano “a fare la piccinenna alla sarta” per imparare a cucire. Ma non solo duro lavoro, nel passato la fatica e i sacrifici erano sempre accompagnati dalla gioia dello stare insieme e poter condividere anche le piccole cose. Questo è emerso dalla rappresentazione della “vendemmia” che era vissuta come una vera festa di famiglia.

La riscoperta di quelle atmosfere di un tempo che le maestre, attraverso il progetto Terra Nostra, hanno promosso nei loro alunni che si sono interfacciati inevitabilmente con la generazione dei loro nonni, è un invito, più che mai attuale, che loro, i bambini, protagonisti indiscussi del presente, hanno fatto ai loro genitori e al pubblico che ha gremito l’auditorium che non ha elemosinato applausi e complimenti.

Senza la valorizzazione del passato non si possono costruire le fondamenta per un buon futuro.

 

 

 

 

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