Talos Festival: «Un tempio per salvare la nostra identità»

Entusiastica accoglienza per la manifestazione di valorizzazione della banda.

Ruvo di Puglia: Talos Festival 2017
Talos Festival 2017.

Con una entusiastica partecipazione ed accoglienza che cresce e si arricchisce di anno in anno è giunta a conclusione anche l’edizione 2017 del Talos Festival, una delle manifestazioni pugliesi più apprezzate e conosciute a livello nazionale e internazionale, ideata nel 1993 e diretta dal trombettista e compositore Pino Minafra, jazzista di fama mondiale e docente di tromba presso il conservatorio Piccinni di Bari.

Anche questa edizione del Talos Festival ha proposto un ricco programma dedicato al fenomeno culturale della banda, con performances di altissimo livello, fra concerti, produzioni originali, presentazioni di dischi, masterclass. Non solo musica ma un vero e proprio contenitore culturale in cui danza, cinema e fotografia si sono amalgamate in perfetta sintonia dando vita ad uno spettacolo unico, incastonato fra gli scorci più suggestivi di Ruvo di Puglia.

Circa 500 ospiti si sono alternati sulla scena in un programma diviso, come da tradizione, in due sezioni: un’anteprima (dal 3 al 6 settembre) dedicata alle esperienze che si sono formate all’interno di istituzioni culturali, conservatori, scuole e molto altro; una sezione internazionale (dal 7 al 10) con grandi ospiti di respiro nazionale ed internazionale e alcune produzioni originali realizzate espressamente per il Talos che dimostrano il ruolo di ecletticità, poliedricità e innovazione che la banda può svolgere nel panorama musicale in tutto il mondo.

«Per me il Talos non è mai stato un festival ma piuttosto un laboratorio, o meglio ancora, forse la parola giusta è “tempio”, dove si salvano le cose più preziose: la speranza, il futuro, la nostra identità» ha dichiarato il direttore artistico del Talos Festival da 25 anni Pino Minafra, in occasione della proiezione del cortometraggio di Michele Pinto “Tama Kelen”. «Questo ho atteso quando mi sono avventurato in questa impresa – ha confidato – perché fare questo genere di manifestazioni qui a Ruvo comporta fatica, ostacoli, pregiudizi, diffidenza, gelosia. In me ha prevalso la voglia di mettere in moto un meccanismo per dimostrare che il sud non è solo quello comunemente dipinto, ma è una terra con una storia incredibile, delle immancabili tradizioni. Tutto, però, deve essere valorizzato. Non a parole, ma con i fatti, piccoli ma concreti».

Da questa ferma convinzione nasce l’idea di realizzare qualcosa che resti sul territorio e che, lavorando in maniera serena, miri a proteggre l’identità del nostro territorio «perchè è con essa che si cavalca il mondo. Ho viaggiato molto e la mia è una profonda consapevolezza. Il tempo – ha continuato il noto trombettista e compositore – ci dà occasione di valorizzare una risorsa, un’immaginazione e una sensibilità che vanno protette. La storia ci narra di persone che hanno immolato la propria vita per degli ideali, per trasmetterci dei messaggi, come i santi, ed in parte ci sono riuscite, pur non arrivando a tutti. Si tratta di un percorso particolare, interiore, del resto siamo persone e non macchine, ma ognuno di noi deve continuare ad alimentare quella speranza, quella tenacia di insistere su valori eterni che sono più grandi di noi. Se non avessi questa profonda convinzione non avrei fatto quello che ho realizzato, investendo sulla bellezza e sulla cultura. È raro trovare una ricchezza come quella del Mediterraneo e noi abbiamo il dovere di valorizzarla».

Il Talos Festival nasce soprattutto come evento musicale capace di mettere in risalto, far conoscere e diffondere il fenomeno culturale della banda, una vera e propria battaglia per Pino Minafra che si dedica con implacabile dedizione alla valorizzazione della banda «che deve avere un riconoscimento in questa regione e non farne solo uso di taranta. Con il nostro complesso bandistico il 16 settembre ci esibiremo a Firenze alla Basilica di Santa Croce e a Palazzo Vecchio, – annuncia – il 14 gennaio voleremo a Parigi, per la terza volta. Siamo stati anche a Berlino e a Londra, a dimostrazione che le potenzialità ci sono e sono anche molto corpose e questo deve riuscire ad abbattere ogni pregiudizio sulla banda e ciò che riguarda la cultura in generale. Apprezzati al di fuori del territorio ma non in patria, questo è l’emblema di un autogol tutto italiano a cui o ci si rassegna o ci si oppone combattendo come meglio si può».

Grande attesa per l’originale “notte della Banda”, il progetto nato nel 1993 da un’idea di Pino Minafra, arricchito dalle composizioni e dalla presenza degli ospiti Eugenio Colombo, Dario Cecchini, Faraualla, Livio Minafra, Ihab Radwan e Peppe Barra. A dare conclusione alla manifestazione il Canzoniere Grecanico Salentino, il più importante gruppo di musica popolare salentina e il primo a essersi formato in Puglia nel 1975, affiancato dal Talos Bass Brass Ensemble con arrangiamenti a cura di Mauro Durante (leader e violinista del Canzoniere), Livio Minafra e dei solisti Nicola Pisani (sax baritono) e Roberto Ottaviano (sax soprano) e la presenza di Michel Godard (tuba e serpentone).

Posti a sedere esauriti e posti in piedi ricercatissimi per assistere alle varie esibizioni musicali che si sono susseguite nel corso della settimana del Festival, confermano come il Talos sia riuscito a conquistare il ruolo di aggregatore culturale e ad avvicinare al fenomeno bandistico un sempre crescente pubblico di estimatori e curiosi scopritori della sua ricchezza.

Ci si può e deve sempre migliorare, come insegna Pino Minafra, il prezioso scrigno del Talos Festival ha certamente ancora molta strada da percorrere ma è senza dubbio una strada in salita.

Gli artisti

Hanno reso possibile l’anteprima del Talos Festival: Apulia’s Junior Band di Pino Caldarola, Bembè Percussion Ensemble Dýnamai di Tommaso Scarimbolo, Andrea Gargiulo, Mimma Di Vittorio,  Giuliano Di Cesare, la Compagnia Menhir di Giulio De Leo, Enzo Paparella, Raffaele Puce, l’Orchestra della Scuola Media Monterisi di Bisceglie, a cura di Vincenzo Mastropirro, Domenico Bruno, Salvatore Barile, Antonio Cucumazzo, Antonio Cavallo, Alfonso Mastrapasqua, Teresa Dangelico, Daniela Zurlo, Mauro Altamura, Lucrezia Orlando,  la Junior Band del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, diretta da Donato Semeraro, l’Ensemble di Trombe della Scuola Media di Bari Massari-Galilei diretto da Rocco Caponio, il Complesso Bandistico Atellano diretto da Pasquale Di Muro, Michele Pinto, Maria Pansini.

La sezione internazionale si è onorata di ospitare ospiti di grandissimo spessore:  Eugenio Colombo Nicola Pisani, Leonardo Di Gioia, l’Orchestra Sinfonica Città Metropolitana di Bari diretta dal maestro Giovanni Rinaldi, il gruppo vocale Faraualla, Luigi Morleo, Maurizio Lampugnani, Ernst Reijseger, Michel Portal, Vincent Peirani, Evan Parkeri, Dario Cecchini, Peppe Barra, John Surman, Ihab Radwan, Michel Godard, Roberto Ottaviano, Big Band del Conservatorio Piccinni di Bari diretta da Vito Andrea Morra.

Foto gentilmente offerte dal Talos Festival, fotografa Cinzia Cantatore.

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