“Street art e Santità”, visite alle mostre fino al 30 settembre

Intanto si è conclusa la terza edizione di Verso Sud, festival di arte pubblica e arti performative, organizzato dall’Associazione culturale Lavorare Stanca, che ha animato le vie del centro storico di Corato con spettacoli teatrali, laboratori didattici, reading di poesia, performance e concerti

Street art e Santità, visite alle mostre fino al 30 settembre
Street art e Santità, visite alle mostre fino al 30 settembre

Con un concerto, quello della viola da gamba di Vito Maria Laforgia, e con un’inaugurazione, quella del progetto “Street art e Santità”, nella notte di domenica 16 settembre si è conclusa la terza edizione di Verso Sud, festival di arte pubblica e arti performative, organizzato dall’Associazione culturale Lavorare Stanca, con il sostegno del Comune di Corato e della Regione Puglia.

Street art e santità è un progetto che vuole ritornare alle radici dell’arte di strada per rivelare il suo rapporto con il sacro. La street art non è solo il luogo della protesta, dell’espressione, dello spettacolo. Non c’è cultura che non sia in rapporto con una religione, diceva Eliot. Uno dei primi esempi di arte pubblica sono infatti sono le edicole votive che popolano i vicoli dei paesi del Mediterraneo.

Il progetto, unico nel panorama artistico e inaugurato con la Madonna fotografica di Claudio Laudani, porterà alla realizzazione di nuove edicole votive con linguaggio contemporaneo – commentano i direttori artistici – In queste piccole nicchie i devoti facevano dipingere direttamente sul muro oppure su supporti di altro genere l’immagine della Vergine o del Santo a cui volevano affidarsi, ponendo nella parte inferiore anche il proprio nome e spesso il motivo dell’offerta. Queste edicole venivano curate dal devoto che le aveva fatte costruire o dagli abitanti dell’intero quartiere o rione dove si trovavano con ceri e fiori. Molto stretta perciò è la relazione con la cura, tema del festival di quest’anno”.

Il linguaggio artistico delle edicole votive è fermo a canoni ottocenteschi o primo-novecenteschi, con un’iconografia spesso ingenua, seppur di grande suggestione.

Street art e santità punta a rinnovare questo linguaggio, portando artisti di rilievo internazionale a confrontarsi con il tema del sacro. Con la sua “Madonna Fotografica”, Claudio Laudani ha colto in pieno lo spirito del progetto, umanizzando la figura di Maria ma “trasmodando” allo stesso tempo le sue sembianze, secondo l’uso dantesco del verbo (Par. XXX, 19-20).

La Madonna fotografica ha ricevuto l’interesse di padre Marko Ivan Rupnik, artista, teologo e presbitero sloveno, gesuita, l’artista sacro più importante della cristianità. Inoltre la Madonna fotografica è stata precedentemente esposta nella Cappella della chiesa di San Francesco Grande Padova, al termine di un corso di teologia.

Nelle sue cinque giornate Verso Sud è stato un racconto, quello di una “Cura”, affrontato secondo cinque sguardi, uno per ogni giornata: il silenzio, l’oscurità, la luce, il corpo, l’amore.

Un intreccio tra poesia, teatro, musica, arti visive e performative che ha coinvolto un vasto pubblico proponendo propone artisti di grande qualità, senza mai fare scelte ruffiane solo perché popolari.

Una cura che ha reso Corato una città ideale, una città più bella, in cui l’arte si respira, si vive, una città che risponde positivamente a questi eventi perché, citando il Calvino delle Città Invisibili: “D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che da ad una tua domanda.”

“Verso sud è un’opera collettiva: non esisterebbe senza l’aiuto di una comunità, quella di Corato, ma anche quella allargata e provvisoria del festival tutto, che ha messo a disposizione le sue risorse umane ed economiche per far sì che tutto questo potesse accadere. – Spiegano Luigi Piccarreta e Giuliano Maroccini, direttori artistici di Verso Sud – Per questo il nostro ringraziamento va a tutte le persone e le attività che ci hanno aiutato, e il nostro abbraccio va a tutto la nostra piccola immensa squadra di lavoro.

Il festival è stato molto intenso e faticoso per noi. Non abbiamo ancora la percezione di quello che è successo: tante emozioni si sono sovrapposte, tanti artisti hanno lasciato dentro di noi il loro segno, la loro carica umana. Abbiamo osato, sperimentato. Siamo stati insieme fino a notte fonda. Tanti gli incontri, tutti importanti, necessari. Abbiamo fatto del nostro meglio, nella consapevolezza che “la cura”, il tema affrontato quest’anno, è una tensione, un punto lontano verso il quale tendere. Per questo vogliamo ringraziare tutti gli artisti che hanno preso parte a questo viaggio, scusandoci per ogni involontaria dimenticanza, ogni debolezza, ogni cosa che richiedeva più cura di quella che siamo riusciti a dedicare: abbiamo fatto del nostro meglio e insieme miglioreremo. Verso Sud serve a cambiare noi stessi, prima ancora che il paese e le persone che vi partecipano.”

Per le vie del centro storico di Corato, eletta idealmente a “capitale nazionale della poesia” si sono alternate, dal mattino a notte fonda, mostre, spettacoli teatrali, la realizzazione di opere di arte pubblica, laboratori didattici; reading di poesia, performance e concerti.

Le quattro mostre e installazioni inaugurate da Verso Sud saranno aperte ai visitatori fino al 30 settembre dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 18.30 alle 21.00.

I Venti di Verso Sud continueranno a spirare, di qui al prossimo festival, il cui tema sarà “La ferita”.

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