Storia e paesaggio pugliese nella relazione del prof. Rescio

In tanti sono intervenuti all'incontro "Corato, Archeologia del Paesaggio fra Valorizzazione e nuove ricerche” organizzato da Archeoclub Corato

Storia e paesaggio pugliese nella relazione del prof. Rescio
Storia e paesaggio pugliese nella relazione del prof. Rescio

Grande partecipazione ha registrato il convegno “Corato, Archeologia del Paesaggio fra Valorizzazione e nuove ricerche”, organizzato dall’Archeoclub Corato e Centro Teseo, tenutosi ieri sera nella sala conferenze del Museo della città e del Territorio di Corato. Inserito nel progetto “Un viaggio nel Tempo”, l’incontro con il prof. Rescio Pierfrancesco, archeologo di Bari e docente di Topografia Antica all’Università di Napoli, ha mostrato con dovizia di particolare quanto il nostro territorio sia ricco di storia.

Il prof. Rescio ha catturato l’attenzione soffermandosi non solo sulle bellezze paesaggistiche del territorio pugliese ricco di torri, masserie, casali, chiese, ma anche sugli itinerari intrisi di valore storico ed archeologico, i siti archeologici ancora da scoprire e valorizzare, i cippi miliari di epoca romana, nonché le pagine di storia che hanno coinvolto la costa oltre che il territorio interno.

Il prof. Rescio ha anche ripercorso con dati ed elementi precisi, frutto dei suoi studi approfonditi sulla Puglia, le trasformazioni che il nostro territorio ha subito nel corso dei secoli e nell’antichità illustrando giacimenti preistorici, passaggi storici, vie consolari, strade antiche e vie pastorali, che hanno caratterizzato la via Traiana, la via Francigena e la via Appia.

Evoluzioni, insediamenti umani e attività economiche del passato sono quindi da analizzare attentamente, mettendoli al centro di un progetto che punti al rilancio definitivo in chiave culturale del nostro territorio, operando nel settore delle “reti” con la finalità di avere un punto di vista “internazionale”, in grado di stimolare le istituzioni ad intraprendere percorsi di sviluppo socio economico-culturale. Sentiamo il dovere di trasmettere alle future generazioni l’amore per la propria terra apprezzandone anzitutto la sua storia.”

Al termine è seguito un ampio dibattito che ha coinvolto i presenti, in particolare alcuni cultori di storia locale.

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