Storia del calcio coratino: vittoria di cuore e rabbia

Si vola in serie D.

storia del calcio coratino 83-84
La squadra che vinse il campionato di Promozione 1983/84: Abruzzese Alessandro, (Mascoli Salvatore), Spinelli Nicola, Diodovich Giuseppe, Quacquarelli Sebastiano, Narciso Giovanni, Carrassi Michele, Recchia Antonio, Taiano Nicola (allenatore) D’Ascoli Savino, Piccarreta Nicola (capitano) Piccolo Ludovico, Lamacchia Giuseppe, Lotti Salvatore, Forlenza Ernesto, Fucci Riccardo, Caterina Domenico, con il presidente Michele De Palo ed alcuni dirigenti.

Chi la dura la vince! L’estate post Mola non è calda, ma rovente. Destro e Matarrese hanno lasciato un segno indelebile. Si scoprirà poi che lo stesso arbitro sarà un attivista democristiano, come il Presidente molese Sorice (sottosegretario di governo) ed il suo delegato Gigi Loperfido, secondo alcuni capaci di incidere a differenza dei nostri politici di riferimento.

Risultati 1983/84

Altamura-Corato           0-0   poi 0-2 tav.

Corato-San Severo       3-0

Corato-Bitonto            3-2   Vitale 2, De Rosa

Molfetta-Corato          1-1   Carrassi

Corato-Sammarco       2-0   Carrassi, D’Ascoli

Santeramo-Corato         1-1   Piccolo

Corato-Cerignola        0-0

Ruvo-Corato               0-1    Carrassi

Rutigliano-Corato         0-1   Vitale

Corato-Castellana       1-2   Vitale

Gravina-Corato            1-2    D’Ascoli, Lamacchia

Corato-S.G.Rotondo   2-1    Piccolo, Lotti

Corato-Acquaviva       0-0

Cassano-Corato          1-1   Abruzzese

Corato-Triggiano         1-0  Lamacchia

Corato-Altamura         3-0   Diodovich, Lamacchia 2

Corato-San Severo      3-0    Diodovich, Lotti, Lamacchia

Bitonto-Corato            1-0

Corato-Molfetta           1-0   D’Ascoli rig.

Sammarco-Corato         1-1   Forlenza

Corato-Santeramo       3-0  Forlenza, Vitale, Diodovich

Cerignola-Corato         2-1   Spinelli

Corato-Ruvo               3-0   D’Ascoli, Diodovich, Lamacchia

Corato-Rutigliano       5-2   Abruzzese 3, Piccolo, Lamacchia

Castellana-Corato        0-0

Corato-Gravina            2-1 Autorete, D’Ascoli

S.G.Rotondo-Corato  0-0

Acquaviva-Corato      0-0

Corato-Cassano           3-0   Diodovich, Piccolo, D’Ascoli

Triggiano-Corato        0-1    D’Ascoli rig

La dirigenza girovaga tra tribunali civili e amministrativi, alla ricerca di una giustizia che non arriva. Se ne può prendere carico solo la Divina Provvidenza. Fatto sta che De Palo & C. ripartono dalla Promozione, rimboccandosi le maniche con caparbietà e determinazione. Ad un anno di distanza l’obiettivo ora è dichiarato: la D. Negli occhi dei tifosi, che hanno più volte manifestato in piazza, si legge tanta rabbia e per far traboccare il loro bicchiere sembra basti una sola goccia. In un clima ad alta tensione si riprende in Coppa Italia a Ruvo contro il Molfetta (4/9/83) (alcune le novità che vedremo dopo, tra cui lo scettro tecnico affidato al duro Taiano, con le dimissioni dopo pochi giorni di Di Bari che sostituiva Quadrello). Si riprende nello stesso modo in cui era terminata la stagione, cioè con una rete annullata guarda caso a C. Giardino. L’inconsapevole Mercuri di Foggia diventa il capro espiatorio di tutti i torti subiti, il terzino coratino indossa le vesti di vendicatore. Dalla sua mano parte un puffetto che colpisce Mercuri, dalle tribune partono i tifosi alla volta del terreno di giuoco ma gli obiettivi sono chiaramente altrove. Si capisce che sarà un anno fibrillante, anche perchè la squadra non convince.

È si molto solida e concreta, specie in difesa, ma ha perso verve e fantasia con le partenze di P. Giardino, Nonnato, Brandonisio, Rana, Moscatelli, sostituiti dal compianto portiere .Narciso (il figlio è a Modena), dal ritorno di Piccolo, Lotti dal Canosa, in attacco da Lamacchia e dal corazziere Carrassi, dalla Fidelis Spinelli ed il fantasista idolo Savino D’Ascoli.

Strano ma vero, col senno di poi determinanti saranno le prime 3 gare. C’è odore di fuoco già dalla prima di Altamura. Nel riscaldamento Quacquarelli & C. sono sfiorati da un tufo, tra le tifoserie scatta la guerriglia, anche con conseguenti ricoveri ospedalieri.

Le squadre impattano, ma ce l’abbiamo solo noi Dino Squeo, che fa presto ricorso per la nuova norma sulle sostituzioni (che impone di scrivere tutti i “panchinari” prima della gara). Il verdetto è 0-2 per il Corato. Primo segnale della Provvidenza? Dopo il pareggio di San Severo è la volta ad Andria del Bitonto, accreditata come una buona squadra e non più. Si saprà solo dopo quanto varrà l’eurogoal di De Rosa a 5’ dalla fine dopo il doppio svantaggio. Carabinieri in azione sia a Molfetta, con colpo esploso in aria per un tentativo di invasione coratina, che a Rutigliano per zuffa tra tifoserie.

Ma Taiano pur non brillando è efficace, fino alla gara di Bisceglie con il Castellana. Perde imbattibilità interna dopo 18 mesi e Carrassi per grave infortunio. Un’altra tegola che però carica la grintosa squadra neroverde che anzi al rientro al comunale di Corato col Triggiano (7/1/84), sciorina anche un bel calcio e si presenta a Bitonto alla madre di tutte le battaglie con +4 sui contendenti. L’atmosfera è intimidatoria non solo in campo, ma anche fuori, dove molti tifosi coratini pagano il biglietto ma sono costretti ad abbandonare gli spalti del terrore. È 1-0 per il Bitonto (che va -2), ma trattasi di un incidente di percorso che pur unito a quello di Cerignola (7^g.) non provoca grossi danni.

Il Corato terrà sempre a distanza di sicurezza i neroverdi bitontini, fino alla vigilia di Triggiano, dove serve la vittoria per volare in D. Gli stimoli sono da finale di Champions League. Non si può deludere ancora gli oltre 3000 tifosi assiepati dappertutto, compreso muretti, balconi ed altro. Un solo grido: Vincere! E vittoria sarà! La regala un penalty di Savino D’Ascoli per atterramento di Lamacchia. Il punticino conquistato a tavolino sarà fatale. Le vie della Provvidenza sono infinite, passano da Corato. Questa volta a Cesare è dato ciò…  che si merita.

 

Lascia un commento

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
wpDiscuz